COLLEFERRO – A poco più di 24 ore dalla fortissima esplosione avvenuta ieri nello stabilimento KNDS Ammo Italy di Colleferro, resta alta l’attenzione sulle possibili conseguenze dell’incidente, non soltanto sotto il profilo della sicurezza dello stabilimento ma anche per quanto riguarda l’eventuale impatto sull’ambiente e sulla popolazione.
Per fare chiarezza su questo aspetto, anagnia ha intervistato telefonicamente il sindaco di Colleferro Giulio Calamita, al quale abbiamo posto alcune domande sui controlli effettuati dopo l’esplosione, sull’eventuale presenza di ricadute al di fuori dello stabilimento e sulla sicurezza per le persone che vivono e lavorano nelle aree circostanti.
L’esplosione si è verificata nel primo pomeriggio di giovedì 13 agosto all’interno dello stabilimento della KNDS Ammo Italy, l’ex Simmel Difesa, in località Quarto Chilometro. Il boato è stato avvertito a diversi chilometri di distanza e una consistente colonna di fumo si è levata dall’area industriale. Secondo le informazioni raccolte nell’immediatezza, non risultavano persone ferite o coinvolte.
I controlli di ARPA Lazio
La prima questione posta al sindaco ha riguardato proprio i controlli ambientali.
Calamita ha spiegato di aver contattato ARPA Lazio, l’ente competente per le verifiche ambientali, ricevendo le prime informazioni sugli accertamenti effettuati.
“Giunti sul posto – ha riferito il sindaco – non c’erano rilevanti fumi perché la parte che ha riguardato l’incendio ha coinvolto soltanto l’erba e le sterpaglie che erano intorno”, spiegando che l’incendio è stato domato in tempi relativamente rapidi.
Per quanto riguarda invece l’esplosione, secondo quanto riferito al primo cittadino dai tecnici, non sarebbero state rilevate condizioni tali da lasciare in atmosfera sostanze successivamente campionabili attraverso le stazioni di monitoraggio.
Si tratta, tuttavia, di una valutazione riferita alle verifiche effettuate nell’immediatezza dell’evento e non di una conclusione definitiva sull’intero impatto ambientale dell’incidente.
Il Comune chiederà controlli sui terreni
Ed è proprio su questo punto che il Comune intende mantenere alta l’attenzione.
“La verifica che gli chiederemo di fare in queste ore è quella di monitorare che cosa potrebbe essere successo sui terreni limitrofi”, ha spiegato Calamita.
L’obiettivo è dunque quello di verificare se l’esplosione e l’incendio abbiano prodotto eventuali ricadute al di fuori dell’area dello stabilimento, attraverso ulteriori accertamenti sui terreni circostanti.
Il sindaco ha sottolineato che, parallelamente, sono ancora in corso le indagini delle forze dell’ordine e della magistratura per ricostruire con precisione che cosa sia esploso e quale sia stata la dinamica dell’incidente.
La nube di fumo: “È ricaduta nelle immediate vicinanze”
Un altro aspetto particolarmente delicato riguarda la colonna di fumo sviluppatasi immediatamente dopo l’esplosione e visibile anche a diversi chilometri di distanza.
Anche su questo punto il sindaco ha riferito che, secondo le informazioni ricevute, non ci sarebbe stata una ricaduta esterna al sito industriale.
“L’impianto, fortunatamente, non c’erano persone”, ha spiegato Calamita. “La nube di fumo, anche dai video che abbiamo visto, è stata spiegata dall’acqua ed è ricaduta nelle immediate vicinanze”.
Secondo quanto riferito al sindaco, quindi, il fenomeno sarebbe rimasto circoscritto all’interno dell’area industriale. Anche in questo caso, però, il Comune intende chiedere ulteriori verifiche per avere un quadro più completo.
È sicuro vivere e lavorare vicino alla KNDS?
È stata probabilmente la domanda più importante per i cittadini: oggi è sicuro vivere e lavorare nelle immediate vicinanze dello stabilimento KNDS?
La risposta del sindaco parte dalle informazioni ricevute dagli organismi intervenuti.
“Di base si deve applicare il principio che, se non c’è stato comunicato pericolo sia dall’ARPA che comunque anche dai Vigili del Fuoco che sono intervenuti, dobbiamo considerare il fatto che l’area sia sicura”, ha dichiarato Calamita.
Una rassicurazione che, tuttavia, il sindaco accompagna alla necessità di procedere con ulteriori controlli.
“Sicuramente – ha aggiunto – è utile fare altre analisi. A noi, finché non danno delle indicazioni chiare, dobbiamo in qualche modo attenerci a questo principio”.
Il Comune, dunque, non considera chiusa la questione dal punto di vista ambientale.
“Non rimarremo fermi”, ha assicurato il sindaco, spiegando di ritenere doveroso nei confronti della popolazione “condurre le analisi più utili possibili”.
Sicurezza dello stabilimento e piani di emergenza
L’incidente apre inevitabilmente anche un altro interrogativo: come sia stato possibile che si verificasse l’esplosione e se siano necessarie ulteriori misure di sicurezza all’interno dello stabilimento.
Calamita ha spiegato che, una volta chiarita la dinamica dell’accaduto, sarà necessario comprendere “innanzitutto come sia potuto succedere”.
“Sappiamo che quelli sono dei siti delicati, dei siti particolari, che hanno le loro misure di sicurezza. È chiaro che poi il rischio zero, lo sappiamo, purtroppo non esiste”, ha affermato il sindaco.
Proprio la ricostruzione dell’incidente potrebbe quindi avere conseguenze anche sulla pianificazione delle emergenze.
“Deve essere compresa appunto la reale dinamica per eventualmente prendere le precauzioni del caso anche in sede di definizione dei piani di emergenza comunali, che svolgiamo insieme a tutti gli enti, tra cui la Prefettura”, ha spiegato Calamita.
Le indagini dovranno chiarire cosa è esploso
Sul fronte delle cause, al momento, restano quindi aperti diversi interrogativi.
L’incidente di ieri ha interessato lo stabilimento KNDS Ammo Italy, specializzato nella produzione di munizioni e materiali destinati al settore della Difesa. Le prime informazioni raccolte da Anagnia avevano indicato un incendio sviluppatosi in un’area dello stabilimento prima della successiva esplosione.
Saranno ora gli accertamenti delle autorità competenti a stabilire con precisione l’origine dell’incendio, il materiale coinvolto nell’esplosione e le cause che hanno determinato la deflagrazione.
Nel frattempo, il Comune di Colleferro intende mantenere alta l’attenzione soprattutto sul versante ambientale, chiedendo ulteriori verifiche sui terreni limitrofi e attendendo gli esiti degli accertamenti.
Il sindaco: “Non rimarremo fermi”
Il messaggio che arriva dall’amministrazione comunale è quindi duplice: sulla base delle informazioni ricevute finora non risultano condizioni di pericolo per la popolazione, ma questo non significa che gli accertamenti possano considerarsi conclusi.
Il Comune, ha assicurato Calamita, continuerà a seguire la situazione e chiederà agli enti competenti ulteriori verifiche, mentre le forze dell’ordine e la magistratura proseguiranno gli accertamenti necessari a ricostruire la dinamica dell’esplosione.
L’obiettivo, ora, è arrivare a un quadro completo: capire che cosa sia accaduto all’interno dello stabilimento, verificare eventuali conseguenze ambientali e, soprattutto, fornire ai cittadini informazioni certe sulla sicurezza del territorio.




