A una settimana dallo spegnimento dei riflettori, Serrone tira le somme di una delle edizioni più partecipate della sua storia recente. La 68ª Sagra del Cesanese, andata in scena dal 20 al 23 agosto, ha richiamato in paese migliaia di visitatori, confermando ancora una volta la capacità del piccolo centro di trasformarsi, per quattro giorni, in un crocevia di tradizione, buon vino e comunità.
Tra le Fraschette prese d’assalto, il tradizionale Viale del Cesanese, la musica che ha accompagnato le serate e l’atmosfera carica di folklore del Palio Nazionale delle Botti, la manifestazione ha superato ogni aspettativa in termini di affluenza. Un risultato che, come sottolinea l’Amministrazione comunale, non si misura soltanto in numeri, ma soprattutto nel calore e nella partecipazione delle persone.
UNA SAGRA FATTA DI PERSONE
Sono stati proprio i visitatori, arrivati in massa nei quattro giorni di festa, i veri protagonisti di questa edizione. Un riscontro che, oltre a ripagare mesi di lavoro organizzativo, conferma quanto la Sagra resti uno degli appuntamenti più sentiti e identitari dell’intero territorio.
Dietro le quinte, un’intera macchina organizzativa ha lavorato fin dalle prime fasi per garantire la buona riuscita dell’evento. Un ringraziamento speciale è arrivato per Alessandro Felici, Veronica Terenzi ed Elena Fianco, che hanno seguito da vicino l’organizzazione della manifestazione, e per chi ha curato gli addobbi che hanno colorato le vie del paese in questi giorni di festa: Gianni Papetti, Stefano Verani, Claudio Ceccaroni e Franco Moscetta, con il supporto di Carlo Sperati e Matilde Proietti. Proprio a loro si deve la suggestiva installazione della bottiglia con calice allestita in fontana, diventata uno dei simboli più fotografati dell’edizione.
Un plauso è andato inoltre a tutte le associazioni coinvolte, dalla Croce Rossa alla Protezione Civile, passando per l’Associazione dei Carabinieri e l’associazione Quando il Papa era Re, oltre ai produttori di vino, agli standisti e agli sponsor che hanno reso possibile l’evento. Spazio anche alla cultura, con le mostre di espressioni artistiche curate da Ivano Simeoni, Luciano Conti e Katia Prili, e da Augusto Corona, che hanno arricchito il programma culturale della Sagra. Un ringraziamento particolare, infine, è stato rivolto ai numerosi ragazzi che si sono alternati, giorno dopo giorno, tra lo stand del Cesanese e il Viale, garantendo accoglienza e disponibilità per l’intera durata della manifestazione.
LE DICHIARAZIONI
A tracciare un primo bilancio è il sindaco Giancarlo Proietto, che rivolge un ringraziamento alla Regione Lazio: «un ringraziamento va alla Regione Lazio, che ha finanziato e sostenuto questa edizione della Sagra, contribuendo in maniera determinante alla sua riuscita».
Sulla stessa linea l’assessore Enilde Tucci e il consigliere Maurizio Caldaro, che guardano già al futuro: «ringraziamo di cuore tutti coloro che hanno reso possibile questa 68ª edizione della Sagra del Cesanese: un lavoro corale che ci riempie di orgoglio. E guardiamo già avanti, perché il prossimo anno, nel mese di ottobre, Serrone ospiterà la finale nazionale del Palio delle Botti, un nuovo importante traguardo per il nostro paese».





















Cala così il sipario sulla 68ª edizione della Sagra del Cesanese, ma a Serrone lo sguardo è già rivolto in avanti: l’appuntamento con la finale nazionale del Palio delle Botti, in programma il prossimo ottobre, si preannuncia come un nuovo banco di prova per una comunità che, edizione dopo edizione, dimostra di saper trasformare passione e impegno in un vero patrimonio collettivo.




