Cento candeline, una comunità intera e un pezzo di storia che continua a camminare. Vallepietra ha festeggiato oggi, 5 settembre 2026, il compleanno di Giovanni, che ha tagliato il traguardo dei cento anni circondato dall’affetto del paese che lo ha visto nascere, crescere e invecchiare.

Non è una ricorrenza qualunque, quella che si è consumata tra le montagne che fanno da cornice a Vallepietra. Arrivare a un secolo di vita è già di per sé un evento raro, ma quando a compierlo è un uomo che ha attraversato la storia del paese lavorando la terra e custodendo il bestiame, la festa diventa collettiva, sentita, quasi familiare per tutti gli abitanti.
Giovanni ha fatto il pastore per gran parte della sua esistenza, seguendo un mestiere che detta i propri tempi non agli orologi, ma alle stagioni. Un’esistenza scandita dal ritmo della natura, fatta di albe presto, di greggi da condurre lungo i sentieri di montagna e di un rapporto con il territorio che oggi, in tempi di vita frenetica e digitale, appare quasi come una testimonianza di un mondo che non c’è più. Una vita, la sua, costruita su valori semplici ma solidissimi: il sacrificio quotidiano, il senso di responsabilità, la fatica accettata come parte naturale delle cose.

Chi lo ha conosciuto lo descrive come un uomo schivo, mai protagonista di chiacchiere o polemiche, ma sempre pronto con una parola gentile per chi incontrava lungo il cammino. Puntuale e ordinato nelle abitudini, Giovanni ha incarnato per decenni quella dignità silenziosa tipica di chi ha imparato fin da giovane il vero valore del lavoro manuale.
Accanto a lui, in questo lungo cammino, c’è sempre stata la moglie Giovanna, conosciuta da tutti in paese con l’affettuoso soprannome di “Nanella”. Una presenza costante che ha condiviso con Giovanni ogni fase dell’esistenza: le difficoltà quotidiane della vita di montagna, il lavoro nei campi e con gli animali, ma anche le piccole e grandi gioie che hanno reso la loro storia una delle tante, preziose narrazioni che compongono la memoria collettiva di Vallepietra.
Un secolo, del resto, non è soltanto il traguardo di un singolo individuo. È un pezzo di vita che appartiene a un’intera comunità, che attraverso figure come quella di Giovanni ritrova le proprie radici più autentiche. Sono le persone come lui ad aver costruito, giorno dopo giorno e con le proprie mani, l’identità di paesi come Vallepietra, dove il legame tra uomo e montagna resta ancora oggi un tratto distintivo.
Festeggiare Giovanni significa dunque rendere omaggio non solo a un uomo, ma a un intero modo di vivere, fatto di rispetto per la terra, per gli animali e per i ritmi della natura. Significa anche guardare al futuro con la consapevolezza che, nonostante il passare del tempo, c’è ancora molto da custodire e da costruire insieme, proprio come ha insegnato una vita intera trascorsa tra i monti di questo angolo di Lazio.
Da tutta Vallepietra, gli auguri più sentiti a Giovanni per i suoi primi cento anni.




