Un’estate impegnativa, ma retta senza cedimenti. È questo, in sintesi, il bilancio tracciato dalla Asl di Frosinone sull’attività dei quattro Pronto Soccorso della provincia nei mesi più caldi dell’anno. Tra il 1° maggio e il 1° settembre 2026 sono stati registrati complessivamente 46.071 accessi, un volume di attività considerevole che ha messo alla prova l’intera rete dell’emergenza-urgenza territoriale, chiamata a garantire la presa in carico dei cittadini e la continuità delle cure anche nel periodo di maggiore afflusso stagionale.
Scendendo nel dettaglio dei singoli presidi, il Pronto Soccorso di Frosinone si conferma quello con il maggior numero di accessi, 16.075, seguito da Cassino con 13.411, da Sora, che ne ha registrati 9.336, e da Alatri, dove gli accessi sono stati 7.249. Numeri che, letti nel loro insieme, restituiscono l’immagine di un territorio ampio e diversificato, in cui ciascun presidio ospedaliero ha svolto un ruolo cruciale nella tenuta complessiva del sistema.
Guardando agli esiti, sono stati 5.507 i ricoveri disposti al termine della valutazione in Pronto Soccorso, mentre 1.431 pazienti sono stati trasferiti verso altre strutture per proseguire il percorso di cura. La stragrande maggioranza degli accessi, oltre 35mila, si è invece conclusa con la dimissione. Tra le cause più frequenti che hanno spinto i cittadini a rivolgersi alle strutture dell’emergenza figurano il dolore addominale, i traumi e le ferite, il dolore toracico non traumatico e i disturbi muscolo-scheletrici: un quadro che rispecchia, in larga parte, le criticità tipiche della stagione estiva.
Un capitolo a parte merita il dato relativo ai cosiddetti codici 4, le situazioni di urgenza minore, meno critiche e a bassa priorità, che nel periodo osservato hanno superato quota 16mila. Si tratta, secondo quanto sottolineato dalla stessa Azienda Sanitaria, di bisogni di salute che potrebbero trovare risposta al di fuori del Pronto Soccorso, attraverso la rete dei servizi territoriali, liberando così le strutture dell’emergenza per i casi che richiedono davvero una risposta ospedaliera. In questo senso, un ruolo sempre più centrale viene affidato alle Case della Comunità, in progressiva attivazione su tutto il territorio provinciale, pensate come nuovi punti di riferimento della sanità di prossimità per rispondere ai bisogni a minore complessità più vicino a casa dei cittadini.
A questo si affianca un altro strumento a disposizione della popolazione, il 116117, il Numero Europeo Armonizzato gratuito e attivo 24 ore su 24 per tutti i sette giorni della settimana, dedicato alle esigenze sanitarie non urgenti. Il servizio, gestito da operatori ARES 118 con competenze multilingue e multispecialistiche tra infermieri, medici e psicologi, consente di ricevere un consiglio sanitario, informazioni sui servizi presenti sul territorio e, quando necessario, di essere messi in contatto con la Continuità Assistenziale, la vecchia guardia medica, orientando così il cittadino verso la risposta più appropriata al proprio bisogno.
A commentare i dati della stagione estiva è il Direttore Generale della Asl di Frosinone, Arturo Cavaliere, secondo cui i numeri di quest’estate restituiscono innanzitutto un dato positivo, perché la rete dell’emergenza-urgenza ha retto garantendo ai cittadini una risposta assistenziale nonostante il carico di oltre 46mila accessi. Cavaliere ha però aggiunto che gli stessi numeri indicano anche la direzione verso cui continuare a lavorare, spiegando che è “, per i bisogni a minore complessità esiste la medicina territoriale e luoghi e professionisti in grado di offrire una risposta appropriata e vicina”. Il Direttore Generale ha infine ricordato come le Case della Comunità, in fase di attivazione progressiva in tutta la provincia, siano pensate proprio per consentire a ogni cittadino di trovare la risposta giusta nel luogo più adatto, senza dover ricorrere al Pronto Soccorso quando non ve ne sia reale necessità.




