di Giorgio Alessandro Pacetti
A Piglio la generosità ha un appuntamento fisso, e quest’anno arriva a un traguardo tondo: la Festa del Donatore, organizzata dal gruppo donatori di sangue di Piglio, taglia il traguardo della 17ª edizione. L’iniziativa si inserisce, come da tradizione, nella cornice della sagra dell’uva, e prevede per sabato 3 ottobre 2026, alle ore 13,00, un pranzo sociale presso la cantina del signor Francesco Noro, in Piazza Castello, con un programma dettagliato illustrato nella locandina diffusa dall’associazione.

Non sarà soltanto un momento conviviale. Per l’occasione l’associazione allestirà un gazebo informativo dedicato alla sensibilizzazione sulla donazione del sangue, con particolare attenzione ai metodi di donazione degli emocomponenti, un tema che i responsabili ritengono sempre più urgente vista la crescita, purtroppo registrata negli ultimi anni, delle patologie oncologiche, soprattutto in età pediatrica.
Alla festa sono invitati soci sostenitori, donatori e simpatizzanti, previa prenotazione secondo le modalità indicate nella locandina. Un pensiero speciale è riservato ai più giovani: le ragazze e i ragazzi che nel corso del 2026 compiono 18 anni saranno ospiti dell’associazione, in un simbolico passaggio di testimone tra generazioni di potenziali donatori.
Dietro l’appuntamento del 3 ottobre ci sono numeri che raccontano trentuno anni di impegno costante. Il gruppo, fondato il 1° ottobre 1995, ha raccolto quest’anno circa 7.327 flaconi di sangue in 84 donazioni, un risultato a cui si aggiungono le donazioni in aferesi di plasma e piastrine effettuate dai volontari che si recano a Roma per assistere pazienti con patologie oncologiche. “I risultati raggiunti quest’anno dal gruppo di Piglio sono davvero straordinari”, sottolinea con orgoglio Antonio Tufi, presidente dell’associazione, che ricorda come l’attività non si esaurisca nelle donazioni dirette ma comprenda anche il sostegno costante ai pazienti oncologici della Capitale.

A raccontare il senso più profondo del gesto è il vicepresidente Piero Federici, che lo definisce un’azione alla portata di tutti: “Donare sangue è uno dei gesti più semplici e che quasi tutti possono compiere per salvare vite”. Nessun eroismo, quindi, ma la disponibilità a mettere a disposizione il proprio tempo e il proprio corpo, senza conseguenze per la salute personale e con benefici enormi per chi riceve quel sangue. Non manca inoltre un richiamo alla dimensione più intima del gesto, descritto come umano e al tempo stesso profondamente cristiano, capace di rappresentare una risorsa preziosa anche per i piccoli pazienti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.
Un ringraziamento, infine, va ai volontari che rendono possibili le giornate di donazione e tutte le iniziative di promozione organizzate nel corso dell’anno, con un appello rivolto proprio ai futuri maggiorenni affinché scelgano di intraprendere questo percorso di solidarietà.




