di Giorgio Stirpe
Una ventata di gran calcio allo Stirpe, una giornata memorabile per lo sport ciociaro: non solo per l’impresa compiuta dal Frosinone, ma anche per lo spettacolo offerto a chi era allo stadio e a chi era davanti alla TV.

I giallazzurri, battendo il Como, hanno scritto una delle pagine più belle della propria storia. Sì, perché i lariani oggi sono un club modello ammirato da tutti, ambito dai calciatori, capace di attirare la curiosità dei mezzi di comunicazione italiani e internazionali e, soprattutto, protagonista in Champions League.
Tutto ciò grazie a un calcio bello e propositivo, sciorinato su tutti i campi dalla squadra di Fabregas negli ultimi due anni; proprio come quello che anche la formazione giallazzurra sta praticando da quando sulla panchina siede Alvini. I due allenatori sono accomunati dalla stessa filosofia: la voglia di imporre il proprio gioco senza mai speculare. Per questo oggi Frosinone e Como si somigliano molto.
Alvini per l’occasione ha cambiato qualcosa dal punto di vista tattico, chiedendo a Masini di incollarsi a uomo su Nico Paz nel tentativo di chiudere sul nascere le iniziative del talento argentino, ispiratore della stragrande maggioranza delle manovre offensive del Como.

Le premesse della vigilia e la promesse di una partita vivace sono state mantenute, perché nei primi 15’ lo Stirpe è stato teatro di uno spettacolo calcistico raramente (o forse mai) visto prima. Ritmi altissimi, occasioni da rete da una parte e dall’altra, pali e parate. C’è stato tutto, compreso il gol realizzato al 14’ da Calò, assistito da Schmid e aiutato da una deviazione di un difensore lariano che ha messo fuori causa Butez.
Una rete che ha avuto l’effetto (sorprendente) di destabilizzare e sgonfiare la squadra di Fabregas, apparsa in difficoltà nel riorganizzare le idee e nel riprendere in mano il filo del discorso, tanto da rischiare di subire il secondo gol sulle iniziative di Ghedjemis e Raimondo (pericoloso per tre volte).
Insomma, un Frosinone “che ha fatto il Como”, dimostrando una maturità tale da consentirgli di controllare il campo e mettere a segno con freddezza il raddoppio. Il gol è arrivato al 48’ firmato dal georgiano Kvernadze, al termine di un veloce contropiede orchestrato da Schmid, al suo secondo assist di giornata e sempre più prezioso tatticamente e tecnicamente per il collettivo di Alvini.
Dal canto loro, gli avversari si sono scontrati con un monumentale Palmisani (premiato MVP della gara), capace di respingere, anche con l’aiuto di un paio di pali, tutto ciò che gli è stato recapitato nello specchio della porta. Il portiere ciociaro ha sfoderato anche contro il Como una prestazione super, confermando di essere ormai un estremo difensore di prim’ordine nel panorama del campionato di Serie A.
Chiedere a Kean che, subentrato a inizio ripresa, ha sfidato il numero uno della Nazionale Under 21 perdendo tutti i duelli, e a Rodriguez, che si è visto alzare in angolo un fendente indirizzato proprio sotto il sette.
Alla fine per il Frosinone è arrivato il quarto risultato utile consecutivo, il secondo clean sheet e una classifica da Europa League in virtù di una media di 2 punti a partita.
Cos’altro aggiungere, se non un complimento grande così ad Alvini e al suo gruppo di ragazzi terribili! Restare con i piedi per terra è il diktat ma, intanto, Frosinone sogna!
LE PAROLE DEL TECNICO DEL FROSINONE MASSIMILIANO ALVINI
“Partita di livello alto, bella da vedere. Sono contento per chi è venuto allo stadio, una bella giornata di calcio italiano oggi a Frosinone. Cosa sto provando a livello personale? L’esperienza e gli anni mi portano ad essere un allenatore più riflessivo; ho emozioni non per me, ma per i calciatori, per lo staff, per la società. Sono contento di aver regalato una gioia a tutti. Sappiamo cosa ci aspetta e qual è la strada, qualsiasi sia l’avversario che avremo davanti. Abbiamo accettato di giocare a viso aperto contro il Como, che ha grandi individualità. Andiamo avanti nel nostro percorso”.
LE PAROLE DEL TECNICO DEL COMO CESC FÀBREGAS
“Avevo avvisato i miei ragazzi di non giocare la partita del Frosinone. Non abbiamo avuto il controllo per tutta la partita, ma abbiamo comunque avuto quattro grandi occasioni per fare gol. Siamo arrabbiati, dobbiamo analizzare: non siamo stati all’altezza, ma non voglio dire nulla ai miei calciatori, che hanno avuto sette palle gol che normalmente realizziamo. Bravo il loro portiere, noi dobbiamo migliorare. Dobbiamo parlare di un gran Frosinone: è stata la nostra prima sconfitta dopo 5 mesi”.




