Un’operazione senza precedenti ha attraversato, nelle ultime ore, il cuore pulsante e insieme più fragile della Capitale. Il dispositivo straordinario della Polizia di Stato ha rafforzato in maniera significativa il presidio di sicurezza lungo l’asse che collega Esquilino e Viminale, estendendo il raggio dei controlli dalla stazione Termini fino alle strade limitrofe, in un’area che negli ultimi anni è diventata simbolo delle contraddizioni di una metropoli complessa.
Non si è trattato di un intervento isolato, ma di una vera e propria strategia integrata che ha messo insieme controllo del territorio, contrasto all’immigrazione irregolare, lotta all’abusivismo commerciale, verifiche amministrative e attività antidegrado, senza dimenticare la tutela delle persone in condizione di fragilità sociale. Un mosaico di competenze diverse che ha richiesto il coordinamento dei Commissariati di P.S. Viminale ed Esquilino, con il supporto della Guardia di Finanza, della Polizia Locale di Roma Capitale, delle unità cinofile, di AMA e della Sala Operativa Sociale.
I numeri restituiscono la portata dell’operazione: oltre 200 persone identificate nel corso dei controlli, tra le quali sono emerse anche situazioni di vulnerabilità che hanno reso necessario l’intervento degli operatori sociali per attivare i percorsi assistenziali del caso. Un aspetto, quest’ultimo, che testimonia come dietro ai numeri della sicurezza si nascondano spesso storie di marginalità che le forze dell’ordine non possono ignorare.
Particolare attenzione è stata riservata al fronte dell’immigrazione, con diversi cittadini stranieri accompagnati presso l’Ufficio Immigrazione per verificare la regolarità della loro permanenza sul territorio nazionale. Gli accertamenti si sono tradotti in quattro ordini di allontanamento, a testimonianza di un’attività di controllo capillare che non ha lasciato zone d’ombra.
Sul fronte commerciale, le verifiche amministrative e igienico-sanitarie hanno portato a galla criticità decisamente serie: in due esercizi di somministrazione sono state riscontrate condizioni igieniche allarmanti, con infestazioni di roditori in un deposito alimentare e la presenza di blatte in un magazzino, elementi che hanno reso inevitabile la chiusura immediata delle attività. Non è andata meglio a due ambulanti abusivi, colpiti da sequestri di merce e sanzioni amministrative che, sommate, hanno raggiunto i 10.000 euro.
Ma è nel cuore dell’Esquilino, a pochi passi da piazza Vittorio, che l’operazione ha toccato il suo punto più delicato. Un bar della zona è infatti finito sotto la lente degli investigatori dopo essere stato teatro di due distinti episodi di spaccio, tanto da spingere il Questore di Roma a disporre la sospensione della licenza e la chiusura del locale per dieci giorni, provvedimento adottato ai sensi dell’articolo 100 del T.U.L.P.S.
Curioso, se così si può dire, il filo conduttore emerso dalle indagini: in entrambi gli episodi il monopattino sarebbe stato utilizzato come mezzo per il trasporto della droga, una modalità che racconta bene come lo spaccio si sia ormai adattato ai nuovi strumenti di mobilità urbana. Nel primo caso, gli agenti hanno intercettato una cessione di sostanza stupefacente proprio all’ingresso del locale, un episodio che ha permesso di risalire fino all’abitazione del presunto responsabile. Durante la perquisizione è stato rinvenuto, nascosto all’interno di un mocassino riposto in scarpiera, un bilancino di precisione insieme a circa 7.000 euro in contanti, ai quali si sono aggiunti altri 910 euro celati tra gli indumenti dell’uomo. Nell’appartamento sono stati inoltre sequestrati 16 computer portatili, 10 telefoni cellulari e 8 paia di auricolari, un bottino che lascia intuire un giro d’affari tutt’altro che marginale.
Il medesimo locale era già finito sotto osservazione in un secondo episodio, quando un uomo giunto in monopattino avrebbe prelevato un involucro occultato nel manubrio del mezzo prima di entrare nel bar. Gli agenti hanno recuperato, sotto il tavolino dove l’uomo si era seduto, un quantitativo di sostanza stupefacente, oltre a 350 euro in contanti trovati nella sua disponibilità.
L’operazione si è chiusa con un bilancio pesante anche sul fronte degli arresti: tre in totale, per reati che spaziano dai furti alle lesioni personali fino allo spaccio. Due giovani sono stati bloccati in flagranza di reato, mentre un cittadino tunisino, rintracciato durante i controlli, si è visto aggravare la misura cautelare già in corso nell’ambito di un procedimento legato agli stupefacenti. Sull’intera attività ha infine espresso parere favorevole l’Autorità Giudiziaria, che ha convalidato l’operato della Polizia di Stato.




