“Dopo anni di confronto e di battaglie per la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini, sull’area ex Marangoni si apre finalmente una fase nuova, segnata dalla definitiva rimozione delle strutture che componevano il vecchio impianto di termovalorizzazione”; a spiegarlo – in una nota inviata ad anagnia.com – è l’assessore all’Urbanistica del Comune di Anagni avv. Vittorio D’Ercole.

Secondo D’Ercole, il dato è concreto e non lascia spazio a equivoci: il termovalorizzatore non esiste più: “il forno, i filtri, i nastri trasportatori, gli impianti di alimentazione e le altre strutture funzionali al processo di combustione sono stati demoliti e rimossi. Non ci troviamo, dunque, di fronte a un impianto semplicemente fermo o inattivo, suscettibile di essere riacceso in futuro: quelle strutture non esistono più e non è prevista alcuna riattivazione dell’attività di termovalorizzazione“.
Spiega, poi, D’Ercole: “in questo contesto si inserisce l’iniziativa promossa dalla società Alseco, che riguarda il recupero e la riconversione di un sito industriale ormai dismesso. Il progetto prevede la realizzazione, sull’area già interessata dalle precedenti strutture, di un nuovo edificio industriale destinato a una funzione produttiva differente. L’intervento viene realizzato sulla stessa area di sedime, mantenendo la superficie e la volumetria previste dal progetto, senza comportare l’occupazione di nuovo suolo o l’estensione dell’attività ad altre aree”.
Stando a quanto affermato nella nota, anche la destinazione d’uso prevista segna una netta discontinuità rispetto al passato. Il progetto è infatti orientato a una futura attività di recupero di materiali metallici, ferrosi e non ferrosi, e non alla combustione o alla termovalorizzazione dei rifiuti.
“È importante, tuttavia, distinguere la realizzazione edilizia dell’opera dalla eventuale futura attività di gestione e recupero dei rifiuti”, prosegue D’Ercole. Che aggiunge: “qualsiasi attività di questo tipo potrà essere avviata esclusivamente dopo il conseguimento delle specifiche autorizzazioni ambientali previste dalla normativa vigente, attraverso le procedure previste dalla legge e con il coinvolgimento degli enti competenti. Il relativo titolo autorizzativo è distinto dal semplice permesso di costruire: per gli impianti di recupero e smaltimento dei rifiuti, la disciplina di riferimento è, tra l’altro, quella prevista dall’articolo 208 del decreto legislativo 152 del 2006“.
Il punto centrale, però, è un altro e riguarda ciò che è già stato definitivamente realizzato: “l’area ex Marangoni non ospita più il vecchio termovalorizzatore e non ne è prevista la riattivazione“, ci tiene a far sapere D’Ercole. “Le strutture direttamente connesse alla combustione – aggiunge – sono state demolite e rimosse e il sito è interessato da un processo di recupero e riconversione verso una diversa funzione produttiva”.
“Si tratta di un passaggio importante anche dal punto di vista simbolico. Per anni, anche nel ruolo di assessore, ho partecipato alle iniziative e alle battaglie che chiedevano il superamento definitivo di quell’impianto, nella convinzione che quell’area dovesse poter guardare a una prospettiva diversa“.
Aggiunge, infine, l’avv. Vittorio D’Ercole: “oggi quella prospettiva comincia a tradursi in una trasformazione concreta: il termovalorizzatore appartiene al passato, le sue strutture sono state rimosse e l’area ex Marangoni può finalmente cambiare volto. È un passaggio che consente di chiudere una lunga stagione e di guardare al futuro con l’obiettivo di restituire a un sito industriale dismesso una nuova funzione, nel rispetto delle procedure autorizzative e delle normative ambientali. Il termovalorizzatore non tornerà. L’area viene recuperata e Anagni guarda avanti..




