Una serata di scienza vissuta da vicino, tra laboratori aperti, corner interattivi e la possibilità, rara, di toccare con mano il lavoro quotidiano di chi la ricerca la fa sul campo. È questo il bilancio della Notte Europea dei Ricercatori e delle Ricercatrici 2026, che il 25 settembre ha animato gli spazi del Campus Bio-Medico di Roma, richiamando studenti, famiglie e semplici curiosi in un’edizione che ha confermato l’interesse crescente del pubblico verso i temi della scienza applicata.
L’iniziativa rientra nel progetto europeo “LEAF – Heal the Planet’s Future, Accendi la curiosità, illumina il futuro” e ha proposto un percorso articolato in più tappe, capace di intrecciare salute, tecnologia, nutrizione, agritech, biomedicina e sostenibilità ambientale. Non semplici vetrine da osservare a distanza, ma vere e proprie esperienze immersive che hanno permesso ai visitatori di sperimentare in prima persona come la ricerca scientifica si trasformi, giorno dopo giorno, in soluzioni concrete per la vita delle persone e per la salute del pianeta.
Il cuore pulsante della serata: l’Agri Research and Teaching Center
Tra le tappe che hanno raccolto maggiore curiosità, spicca senza dubbio la visita all’Agri Research and Teaching Center, l’infrastruttura che il Campus Bio-Medico dedica alla ricerca in ambito agricolo e alimentare. Qui il pubblico ha potuto entrare fisicamente negli spazi del Centro, osservando da vicino tecnologie e linee di ricerca normalmente riservate agli addetti ai lavori.
Al centro dell’attenzione, i sistemi di coltivazione fuori suolo, con particolare riferimento a idroponica e acquaponica: tecniche che stanno riscrivendo le regole dell’agricoltura contemporanea, puntando su un utilizzo più razionale ed efficiente delle risorse idriche e del suolo. Non si tratta di semplici curiosità da laboratorio, ma di risposte concrete a sfide che riguardano tutti: dalla sicurezza alimentare globale alla necessità di ridurre l’impronta ambientale dei processi produttivi, fino alla gestione sempre più delicata del ciclo dell’acqua.
Il percorso ha così restituito l’immagine di un laboratorio avanzato, dove ricerca, formazione e trasferimento tecnologico non viaggiano su binari paralleli ma si intrecciano costantemente, con l’obiettivo dichiarato di coniugare produttività, qualità del prodotto e responsabilità verso l’ambiente.
Le parole del Direttore Generale
A tracciare il senso più ampio dell’iniziativa è stato Domenico Mastrolitto, Direttore Generale della Campus Bio-Medico SpA, che ha sottolineato come la grande partecipazione registrata confermi quanto sia importante creare occasioni di incontro dirette tra il mondo della ricerca e i cittadini, ragazzi compresi. Aprire gli spazi del Campus e dell’Agri Research and Teaching Center, ha spiegato, ha significato condividere una visione dell’innovazione fondata sulla sostenibilità e sulla capacità di generare valore reale per le persone e per il territorio.
Guardando in particolare all’ambito agritech, Mastrolitto lo ha definito uno spazio strategico in cui sperimentare soluzioni avanzate per l’uso efficiente delle risorse, in linea con l’approccio One Health che ispira le attività dell’ateneo — la visione, cioè, che lega indissolubilmente la salute umana a quella animale e ambientale.
Una serata, dunque, che è andata ben oltre la semplice divulgazione scientifica, trasformandosi in un momento di dialogo autentico tra ricercatori e comunità, capace di lasciare nei visitatori — grandi e piccoli — la sensazione che il futuro della scienza si costruisca anche attraverso momenti come questo, aperti, condivisi e alla portata di tutti.




