di Giorgio Alessandro Pacetti
Dicembre 1994: una data che per Piglio ha rappresentato molto più di una semplice voce in un bollettino tecnico. Fu infatti in quel mese che, in una parte del territorio comunale, venne finalmente attivato il servizio di distribuzione del gas metano, chiudendo un capitolo lungo e travagliato che aveva accompagnato la vita della comunità per un’intera generazione.
Per capire il peso di quell’evento bisogna fare un passo indietro e ripercorrere una storia fatta di delibere, interrogazioni consiliari e attese logoranti. Tutto ebbe inizio nel 1980, sotto l’amministrazione guidata dal sindaco Benedetto Illuminati, quando il tema della metanizzazione fece il suo ingresso ufficiale nell’agenda politica locale. Da lì, però, la strada si rivelò tutt’altro che semplice.
Passarono quattro anni prima che arrivasse una nuova delibera, questa volta firmata dal sindaco Nazzareno Ricci, nel 1984. Il percorso amministrativo, come spesso accade quando di mezzo ci sono infrastrutture complesse e finanziamenti da reperire, procedeva a rilento, tanto da spingere l’opposizione a intervenire direttamente in consiglio comunale.
Fu così che il 19 giugno 1985 il consigliere di minoranza Antonio Jadicicco presentò una interrogazione al sindaco Ricci, con toni che lasciavano trasparire una certa impazienza: sollecitava l’amministrazione a inserire Piglio nel programma di metanizzazione entro una scadenza precisa, il 17 febbraio 1986, prendendo a modello quanto già fatto dal vicino Comune di Paliano, che in questo senso aveva anticipato i tempi.
Due strade, un solo obiettivo
Nel tentativo di accelerare i lavori, l’amministrazione comunale scelse di percorrere contemporaneamente due binari normativi distinti. Da un lato la legge regionale 77/85, dall’altro la possibilità offerta dalla riapertura dei termini del CIPE (il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) per l’estensione dei bacini di utenza in gestione diretta.
Fu proprio quest’ultima via a rivelarsi decisiva. Il Comune di Piglio riuscì infatti a recuperare il tempo perduto proprio grazie all’intervento del CIPE, che diede l’impulso definitivo necessario a portare a termine un progetto atteso da troppo tempo.
Una comunità finalmente premiata
Quando il metano arrivò davvero, nel dicembre del 1994, erano trascorsi quattordici anni dalle prime discussioni amministrative. Un’attesa lunghissima, scandita da cantieri, disagi e lavori stradali necessari per la posa delle tubazioni, che per mesi avevano segnato il volto del paese.
Il cambiamento, una volta completato, fu però radicale e tangibile nella vita quotidiana delle famiglie. Con l’arrivo del metano sparirono progressivamente le caldaie a gasolio, responsabili per anni di un notevole impatto sull’inquinamento atmosferico locale, così come le storiche bombole di gas, che dal secondo dopoguerra avevano preso il posto dei vecchi fornelli a carbone nelle cucine dei pigliani.
Una pagina di storia amministrativa e sociale che, a distanza di decenni, racconta bene quanto le grandi trasformazioni nella vita di una comunità passino spesso attraverso percorsi lenti, fatti di battaglie politiche, attese e piccole vittorie quotidiane.




