Non capita spesso che un libro riesca a trasformare una presentazione in un momento di autentica condivisione collettiva. È accaduto nei giorni scorsi al Giardino Ousmane di Anagni, dove è stato presentato “Un Matto di Paese: Oltre l’illusione della normalità”, il volume firmato da Francesco Cinelli che racconta, senza filtri e senza reticenze, il proprio vissuto legato al disagio psichico.
L’incontro ha richiamato un pubblico attento e composito, con rappresentanti del mondo della scuola ed esperti del settore della salute mentale seduti fianco a fianco, segno di un interesse che va oltre i confini di un singolo ambito professionale. Del resto, il tema toccato dal libro riguarda una fragilità che, prima o poi, attraversa la vita di molte famiglie, spesso in silenzio.
Al centro della serata, la voce diretta dell’autore. Francesco Cinelli ha scelto di mettersi a nudo, condividendo con i presenti non solo pagine di sofferenza ma anche riflessioni mature e proposte concrete, frutto di un percorso personale che ha attraversato anche luoghi di cura. Proprio da quell’esperienza è nata l’idea che ha maggiormente colpito la platea: rafforzare la rete sociale locale come strumento complementare, non sostitutivo, ai percorsi terapeutici tradizionali.

Una proposta che non ha pretese cliniche, ma che punta su un valore aggiunto spesso sottovalutato: la comunità come presidio di prossimità per chi vive momenti di fragilità. Il pubblico presente ha accolto l’idea con partecipazione autentica, incoraggiando Cinelli a portare avanti questa riflessione anche al di fuori delle pagine del suo libro.
A dare spessore scientifico e umano al confronto è intervenuto il dott. Gaetano Rinaldi, psicologo e psicoterapeuta in forza al Centro di Salute Mentale di Anagni, struttura afferente alla ASL di Frosinone. Il suo contributo ha permesso di collocare la testimonianza personale dell’autore all’interno di una cornice più ampia, quella dei servizi territoriali dedicati alla salute mentale, spesso conosciuti poco e male dalla cittadinanza.

Il dialogo con l’autore è stato condotto con professionalità e sensibilità dalla professoressa Laura Santovincenzo, capace di alternare domande dirette a momenti di ascolto, lasciando che fosse Cinelli stesso a guidare il ritmo della serata con la naturalezza di chi, ormai, ha fatto della propria storia uno strumento di consapevolezza collettiva.
Al termine dell’incontro, la sensazione condivisa da molti dei presenti era quella di aver assistito a qualcosa di più di una semplice presentazione editoriale: un piccolo tassello di comunità che si interroga, ascolta e prova a immaginare, insieme, percorsi nuovi per accompagnare chi convive ogni giorno con il peso del disagio psichico.




