Una serie di interventi concentrati in poche ore, da Frosinone fino al Cassinate, restituisce l’immagine di un presidio costante del territorio. Negli ultimi giorni Polizia di Stato e Arma dei Carabinieri hanno portato a termine operazioni diverse per natura e gravità. Il filo conduttore è la sicurezza dei cittadini e il rispetto delle regole imposte dall’Autorità Giudiziaria.
Il caso più pesante arriva da Frosinone, dove nella serata di ieri, 29 settembre 2026, i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della locale Compagnia e della Stazione Carabinieri di Giuliano di Roma, supportati dai colleghi della Stazione di Frosinone, hanno arrestato in flagranza un uomo residente nel capoluogo, già noto alle forze dell’ordine. Le accuse sono estorsione continuata, atti persecutori e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
L’indagine nasce dalla denuncia presentata alcune settimane fa da un architetto residente a Roma ma originario del frusinate. Secondo la ricostruzione degli investigatori, al termine di una meticolosa attività d’indagine, condotta anche con il supporto di strumenti tecnici, il professionista viveva da circa tre anni in una condizione di assoluta sottomissione. Tutto sarebbe cominciato con alcuni lavori edili commissionati dall’indagato per la propria abitazione. Da quel momento l’uomo avrebbe iniziato ad addebitare all’architetto presunti errori di progettazione ed esecuzione.
Da lì, sotto la costante minaccia di ritorsioni e di gravi mali ingiusti rivolti al professionista e ai suoi familiari, la vittima sarebbe stata costretta a farsi carico interamente delle spese di ripristino dell’immobile. Avrebbe inoltre dovuto versare somme di denaro, sia in contanti sia accollandosi finanziamenti, e acquistare per conto dell’indagato beni di varia natura. Il danno complessivo è stimato in circa 160.000 euro.
Esasperato e senza vie d’uscita, l’architetto si è rivolto ai Carabinieri. Verso le 18:00 di ieri i militari hanno predisposto un servizio di osservazione nei pressi dell’abitazione dell’uomo a Frosinone. Sono intervenuti nell’esatto momento in cui l’indagato stava riscuotendo l’ennesima consegna, fatta di materiali di consumo personali e attinenti ai lavori di ristrutturazione che la vittima era stata costretta ad acquistare.
La perquisizione domiciliare ha poi svelato un’attività parallela. Sono stati sequestrati 19,10 grammi di cocaina, già suddivisi in 14 involucri pronti per essere immessi sul mercato, e 6 grammi di marijuana. Insieme a questi, il materiale per il peso e il confezionamento delle dosi, una documentazione manoscritta con codici, cifre e contabilità riconducibili allo spaccio e 550 euro in banconote di vario taglio, ritenuti provento dell’attività illecita. Al termine delle formalità di rito l’arrestato è stato accompagnato nella Casa Circondariale di Frosinone, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria informata dal NORM della Compagnia.
Sempre a Frosinone, la Polizia di Stato ha dato esecuzione nelle ultime ore all’ordine del Tribunale di Roma che aggrava la misura cautelare nei confronti di un uomo nato nel capoluogo e già noto alle forze dell’ordine. Gli arresti domiciliari lasciano il posto alla custodia in carcere, a seguito di una violazione definita grave e recidiva delle prescrizioni.
La vicenda ha una storia articolata. L’uomo, coinvolto in attività illecite in materia di stupefacenti, era stato colpito da divieto di dimora a Roma, dove i fatti si erano svolti. Dopo la notifica del provvedimento era stato però arrestato proprio nella Capitale. L’Autorità Giudiziaria aveva quindi aggravato la misura con i domiciliari. A giugno i poliziotti della Questura di Frosinone, in servizio all’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, lo avevano sorpreso fuori casa alla guida di un’auto. Alla vista degli agenti, che lo avevano riconosciuto, si era dato a una pericolosa fuga per sottrarsi al controllo. Quella condotta è stata segnalata all’Autorità Giudiziaria e ha portato al provvedimento di oggi.
Restando alla Questura, l’Ufficio Immigrazione ha notificato a un cittadino romeno il decreto di allontanamento dal territorio nazionale per imperativi motivi di pubblica sicurezza. Il provvedimento è frutto di un’attenta attività istruttoria. Gli accertamenti hanno evidenziato la necessità di tutelare l’ordine pubblico, considerato che l’uomo è stato scarcerato per fine pena e ha precedenti per furto aggravato e associazione a delinquere. In forza del decreto prefettizio, il destinatario deve lasciare l’Italia entro 30 giorni. In caso di inottemperanza scatterà l’esecuzione coatta della misura.
A Fiuggi, nella giornata di ieri, il Commissariato di Pubblica Sicurezza ha concluso un’operazione lampo che ha portato alla denuncia dell’autore di un furto di telefono cellulare, commesso poco prima in un esercizio commerciale della città termale. Gli agenti hanno avviato le indagini subito dopo aver acquisito la querela della persona offesa. L’analisi delle immagini di videosorveglianza del negozio ha consentito di isolare i fotogrammi con il volto del presunto autore.
La svolta è arrivata dalla collaborazione con la Questura di Roma. Il personale del Nucleo Polmetro della Capitale, impegnato nei servizi di controllo del territorio, aveva fermato un soggetto dal comportamento sospetto. Lo scambio di informazioni tra gli uffici ha permesso una comparazione fotografica immediata con le immagini di Fiuggi, portando all’identificazione di un cittadino rumeno. L’uomo è stato denunciato in stato di libertà per furto aggravato.
Cambia il registro a Sora, dove il Commissariato di Pubblica Sicurezza ha sventato un tentativo di truffa informatica sul cosiddetto stipendio deviato. Nei giorni scorsi il titolare di un’azienda locale ha chiesto chiarimenti a un dipendente su una e-mail ricevuta, apparentemente inviata dal lavoratore stesso. Nel messaggio si chiedeva di modificare le coordinate bancarie per l’accredito della successiva busta paga, indicando un nuovo IBAN collegato a un altro conto. Il dipendente, del tutto ignaro, ha disconosciuto la richiesta.
La denuncia presentata al Commissariato ha fatto partire gli accertamenti. Gli approfondimenti bancari e informatici degli agenti hanno permesso di risalire al titolare del conto indicato dai malviventi, un cittadino straniero di 45 anni. Nella giornata di ieri è stato denunciato in stato di libertà per tentata truffa e sostituzione di persona.
A Cassino gli agenti del Commissariato di P.S. hanno denunciato un cittadino ucraino per la violazione del divieto di ritorno. L’episodio è avvenuto durante i pattugliamenti ordinari lungo via Casilina Sud. Dal controllo in banca dati è emerso a suo carico un provvedimento della durata di due anni, emesso dal Questore della Provincia di Frosinone, che gli vieta di tornare nel Comune di Cassino. Trovato sul territorio comunale in aperta violazione delle prescrizioni, è stato accompagnato in Commissariato e deferito in stato di libertà.
Dal Cassinate a Pontecorvo, dove i Carabinieri della Stazione hanno eseguito un provvedimento dell’Ufficio di Sorveglianza di Frosinone, a seguito di un’ordinanza del Tribunale di Cassino, nei confronti di un uomo del posto. Era stato condannato a due anni e undici mesi di reclusione per detenzione e spaccio di cocaina, per fatti commessi tra la fine del 2017 e gli inizi del 2018. L’inchiesta era stata condotta dal Nucleo Operativo della Compagnia di Pontecorvo e aveva coinvolto in concorso altre tre persone.
La pena detentiva era stata sostituita con il lavoro di pubblica utilità presso il Centro Pastorale, per un totale di 2.120 ore. Il condannato ne ha svolte appena 104. Si è poi assentato ingiustificatamente per mesi e, dopo una breve ripresa, ha smesso del tutto di presentarsi dal 22 gennaio 2026. Il Giudice ha quindi revocato la pena sostitutiva e i militari hanno notificato la conversione della parte residua, pari a due anni, nove mesi e otto giorni (1.008 giorni), nella detenzione domiciliare sostitutiva. L’uomo potrà lasciare casa solo nelle fasce orarie autorizzate dal Magistrato di Sorveglianza.
Chiude il quadro un intervento di tutela in ambito familiare. Nel pomeriggio del 25 settembre, ad Alvito, i militari della Stazione Carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di misura cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Cassino, al termine di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Cassino e avviata nell’ambito del Codice Rosso. Il destinatario è un uomo di 31 anni del posto. Per lui sono scattati l’allontanamento immediato dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento alle persone offese, la convivente e il figlio minore, con l’obbligo di mantenersi ad almeno 1.000 metri di distanza. Il tutto è accompagnato dal braccialetto elettronico di monitoraggio. Un intervento che, sottolineano gli investigatori, mette al primo posto l’incolumità fisica e psicologica delle vittime.




