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    Sicurezza nel Frusinate: Carabinieri e Polizia di Stato in azione

    dal tentato cavallo di ritorno alla truffa dei falsi carabinieri, dalle operazioni antidroga ai furti sventati: gli interventi delle Forze dell'Ordine da Frosinone a Cassino
    1 Ottobre 20266 Mins Read
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    Ci sono giornate in cui il lavoro delle Forze dell’Ordine non fa rumore, ma si misura in cose concrete: un’auto restituita a chi l’aveva persa, un’anziana messa in guardia, un deposito illecito smantellato, un condannato che finisce dove deve stare. Negli ultimi giorni, sul territorio della provincia di Frosinone, Carabinieri e Polizia di Stato hanno messo in fila una serie di interventi che raccontano quanto sia fitta la rete di controllo a tutela dei cittadini.

    Si parte da Frosinone, dove i Carabinieri della Stazione hanno sventato un tentativo di estorsione legato al cosiddetto cavallo di ritorno. Tutto comincia intorno a mezzogiorno, quando una donna residente nel capoluogo si presenta in caserma per denunciare l’appropriazione indebita della sua auto, affidata giorni prima a un conoscente che poi era sparito nel nulla. Passa appena un’ora e la stessa donna richiama la Centrale Operativa: uno sconosciuto le ha telefonato chiedendo 500 euro in contanti in cambio della restituzione del veicolo. I militari non perdono tempo e predispongono un posto di controllo vicino all’abitazione della vittima, scelta come luogo dell’appuntamento. Verso le 14 la Smart Fortwo rubata, con a bordo il sospettato, viene intercettata e bloccata. L’uomo, gravato da precedenti di polizia, è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per tentata estorsione, mentre l’auto, recuperata intatta, è tornata alla legittima proprietaria. Una vicenda che in poche ore ha trasformato una denuncia in un’azione risolutiva.

    Meno fortunata, almeno per ora, la storia che arriva da Veroli, dove gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Frosinone sono intervenuti per una truffa ai danni di un’anziana signora. Quando sono arrivati a casa della donna, il malfattore si era allontanato da pochi minuti con un sacchetto contenente tutti i gioielli in oro della vittima, compresa una collana appartenuta al marito scomparso. Il raggiro è di quelli studiati a tavolino: al telefono fisso un uomo, spacciandosi per un maresciallo dei Carabinieri, le ha raccontato che erano state fermate quattro persone a bordo di un veicolo con la targa dell’auto del figlio, in quel momento irraggiungibile. Per escludere il coinvolgimento del ragazzo, avrebbe dovuto raccogliere l’oro e consegnarlo a un finto militare che sarebbe passato a ritirarlo, per verificare in caserma se corrispondesse a quello di una rapina. La Polizia di Stato indaga e sta analizzando le telecamere di videosorveglianza della zona per risalire ai responsabili. Vale la pena ricordarlo ancora: nessun carabiniere o poliziotto chiede mai denaro o gioielli per telefono, e nel dubbio la scelta giusta è chiamare subito il 112.

    Il fronte più impegnativo resta quello del contrasto alle sostanze stupefacenti, con un’operazione congiunta tra Squadra Mobile e Carabinieri del N.O.R.M. – Aliquota Operativa della Compagnia di Alatri, con l’ausilio dell’Unità Cinofila Antidroga della Polizia di Stato di Nettuno. Due gli interventi, nel capoluogo, nell’arco della stessa giornata. In mattinata, in un’abitazione privata, a fare la differenza è stato il fiuto del cane Konè, che ha indicato nella camera di un ventenne diversi involucri di marijuana e hashish. In bagno, dentro un contenitore con la scritta “NON APRIRE”, c’erano un bilancino di precisione e un coltello sporchi di sostanza resinosa. Il giovane ha negato di avere le chiavi di una cassetta di sicurezza metallica, ma le chiavi sono saltate fuori dal mazzo della sua auto: dentro, 17.000 euro in contanti. Per lui è scattato l’arresto in flagranza e la misura degli arresti domiciliari, su disposizione della Procura della Repubblica di Frosinone. Nel primo pomeriggio, la seconda tappa: una cantina dismessa in zona Corso Francia (Lotto 19), trasformata in un vero deposito dello spaccio. Sequestrati circa 23 grammi di hashish, 2 grammi di crack già divisi in tre dosi termosaldate, bilancini e materiale per il confezionamento, insieme a una pistola a salve priva di tappo rosso e 50 cartucce. Il materiale è stato sequestrato a carico di ignoti e le indagini proseguono per individuare i responsabili.

    Sinergia tra le due forze anche a Isola del Liri, dove i militari dell’Aliquota Operativa della Compagnia Carabinieri di Alatri, con la Squadra Mobile della Questura di Frosinone e le Unità Cinofile della Polizia di Stato, hanno eseguito una perquisizione domiciliare d’iniziativa a casa di un uomo già agli arresti domiciliari e della sua convivente. Gli operanti hanno trovato e sequestrato una dose di cocaina, un bilancino elettronico di precisione, due smartphone e documentazione manoscritta ritenuta utile a ricostruire i flussi dello spaccio. Durante il controllo l’uomo ha avuto un improvviso malore, riconducibile secondo quanto riferito all’assunzione di sostanza stupefacente per eludere le verifiche. Soccorso dai militari e dagli agenti, è stato affidato al 118 e trasportato all’Ospedale di Sora, dove è ricoverato fuori pericolo di vita. Per entrambi è scattata la denuncia in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Cassino per detenzione ai fini di spaccio.

    C’è poi il capitolo, meno visibile ma decisivo, dell’esecuzione delle pene. Nel pomeriggio del 28 settembre i Carabinieri della Stazione di Cassino hanno dato esecuzione a un ordine di carcerazione nei confronti di un 35enne del posto, nato da un cumulo di pene per rapina, estorsione e resistenza a pubblico ufficiale, reati commessi nel circondario di Roma tra il 2020 e il 2024. Concluse le formalità, l’uomo è stato condotto alla Casa Circondariale di Cassino, dove dovrà scontare una pena residua di 6 anni di reclusione. Un promemoria utile: la sicurezza passa anche dal garantire che le condanne definitive vengano eseguite.

    Chiude il quadro Sora, con una storia che ha quasi il sapore di una commedia dell’errore. Il Commissariato di Pubblica Sicurezza ha deferito in stato di libertà un uomo ritenuto presunto autore di un tentativo di furto aggravato ai danni della chiesa di Santa Restituta, in via A. Regolo. È il 26 settembre, intorno alle 13, quando un cittadino nota un giovane arrivato in bicicletta arrampicarsi sulla facciata laterale per portare via un discendente in rame di circa tre metri. Sorpreso dal testimone, il ladro abbandona refurtiva e bici e scappa a piedi, ma nella fuga perde il telefono cellulare. Un errore che si è rivelato decisivo: la squadra volante, intervenuta dopo la segnalazione diramata dalla Sala Operativa, ha recuperato il tubo, restituito al custode della parrocchia, e sequestrato bicicletta, busta di plastica e telefono. L’uomo, con precedenti per furto e resistenza a pubblico ufficiale, è stato rintracciato e deferito all’Autorità Giudiziaria.

    Sei storie diverse, un filo comune: la presenza costante delle Forze dell’Ordine sul territorio, la rapidità di intervento quando un cittadino chiede aiuto e il valore di un rapporto di fiducia che passa dalla denuncia tempestiva alla collaborazione dei testimoni.

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