Si è chiuso oggi a Roma, dopo quattro intense giornate di lavori, il Forum Euromediterraneo dell’Acqua, l’appuntamento internazionale che dal 29 settembre ha trasformato il Centro Congressi La Nuvola nel crocevia del dibattito sulla sicurezza idrica nel Mediterraneo. I numeri parlano chiaro: oltre 5 mila iscritti, circa 700 relatori e più di 100 incontri tra panel, conferenze e workshop.

Nei padiglioni dell’Eur si sono incontrati rappresentanti di governi e istituzioni, organizzazioni internazionali, imprese, gestori del servizio idrico, mondo della ricerca e società civile. Un confronto a più voci che ha esplorato l’acqua in tutte le sue dimensioni: dalla resilienza dei territori al ruolo della cooperazione internazionale, fino al capitolo, sempre più centrale, degli investimenti.
La manifestazione è stata promossa dal Comitato Italiano One Water, in collaborazione con l’Unione per il Mediterraneo e l’Istituto Mediterraneo dell’Acqua di Marsiglia. Tra i sostenitori il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, attraverso il CIHEAM Bari, mentre l’Arab Water Council ha affiancato l’iniziativa come partner, con il supporto di istituzioni nazionali e territoriali.

Tra i fili conduttori del Forum, un posto di rilievo ha avuto il mondo delle imprese. Aziende di settori diversi hanno portato a Roma esperienze e strategie per ridurre, riutilizzare e rendere più efficiente il consumo di acqua, a conferma che la risorsa idrica pesa ormai non solo sul piano ambientale, ma anche su quello economico, industriale e della sicurezza. In questa cornice il CEO Water Summit ha messo allo stesso tavolo imprese e istituzioni per discutere impegni concreti a tutela del ciclo idrologico.
Spazio anche alla finanza. Con il contributo di istituzioni finanziarie internazionali e operatori del settore, il Forum ha insistito sulla necessità di mobilitare nuove risorse per infrastrutture più solide e resilienti. Il messaggio emerso è netto: l’acqua non è una semplice voce di costo, ma un investimento strategico in crescita economica e protezione degli ecosistemi.
La cerimonia di chiusura ha visto sul palco Dubravka Šuica, Commissaria europea per il Mediterraneo, il Ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, il Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, Alvaro Lario, Presidente dell’IFAD (International Fund for Agricultural Development) e Chair di UN-Water, e Joan Borrell, Vicesegretario generale dell’Unione per il Mediterraneo, insieme a rappresentanti delle principali organizzazioni internazionali e degli enti scientifici coinvolti.
Soddisfatta la presidente del Comitato Italiano One Water, Maria Spena: «Il Forum ha superato ogni nostra aspettativa: abbiamo oltrepassato le 5.000 registrazioni e, in soli quattro giorni, abbiamo coinvolto 700 relatori in più di 100 incontri tra panel e workshop. Dalla Nuvola emerge un forte slancio per rendere il Mediterraneo il più importante hub di resilienza idrica. Il filo conduttore dei numerosi dibattiti è la chiara richiesta di un programma d’azione sull’acqua che coinvolga trasversalmente tutti i settori e dia spazio a ogni voce, con un’attenzione particolare alle comunità locali e alle popolazioni maggiormente esposte agli effetti della scarsità idrica e del degrado degli ecosistemi».

Per quattro giorni, dunque, Roma è stata il punto di riferimento del confronto internazionale sull’acqua, capace di mettere in relazione esperienze e competenze diverse. Un appuntamento che lascia in eredità una consapevolezza condivisa: la risorsa idrica è un elemento strategico per la resilienza, lo sviluppo e il futuro dei territori mediterranei, compresi quelli del Lazio.




