Ferentino. Sei giovani, un anno di stop alla movida e ai luoghi di ritrovo. È il bilancio della misura che i Carabinieri della Stazione di Ferentino hanno notificato il 2 ottobre 2026 ad altrettanti ragazzi della città, ritenuti coinvolti nella rissa esplosa lo scorso 5 giugno nel centro storico. Si tratta del D.A.C.U.R., il Divieto di Accesso alle Aree Urbane, più noto come Daspo urbano.
Il provvedimento porta la firma del Questore di Frosinone, Stanislao Caruso, ed è arrivato su proposta dei Carabinieri di Ferentino, al termine di una mirata attività info-investigativa. Quel lavoro aveva già portato al deferimento dei giovani per il reato di rissa. L’istruttoria è stata curata dalla Divisione Anticrimine della Polizia di Stato, mentre la notifica è toccata ai militari della Stazione guidata dal comandante Raffaele Alborino.
Le prescrizioni sono precise. Ai destinatari è fatto divieto di accesso a esercizi pubblici e locali di pubblico intrattenimento, con il divieto assoluto di stazionare nelle immediate vicinanze. Le limitazioni valgono ogni giorno nella fascia oraria compresa tra le 15 e le 6 e per la durata complessiva di un anno. In pratica, per dodici mesi, niente bar, locali e ritrovi del centro nelle ore in cui la città si anima di più.
Il Daspo urbano è una misura di prevenzione personale, introdotta dal decreto legge 20 febbraio 2017, n. 14, convertito nella legge 18 aprile 2017, n. 48, che agli articoli 9 e 10 affida ai questori il potere di vietare l’accesso a determinate aree e locali. Lo scopo è tutelare la sicurezza pubblica e il decoro urbano, evitando che chi si è reso protagonista di gravi disordini possa ripetere comportamenti violenti negli stessi luoghi. Non è una pena, ma uno strumento preventivo, e per questo può essere adottato anche prima di una sentenza.
Proprio per questo va ricordato che i giovani risultano deferiti e non condannati: per loro vale la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.
La notifica rientra nell’attività di controllo del territorio della Compagnia Carabinieri di Anagni, comandata da Alessandro Dell’Otto, che copre l’intera area di giurisdizione con l’obiettivo di prevenire e reprimere i reati, soprattutto nei luoghi di maggiore aggregazione sociale. L’Arma assicura che la soglia di attenzione resterà alta, con pattuglie impiegate in un presidio capillare per contrastare ogni forma di illegalità e restituire ai cittadini spazi pubblici sicuri e vivibili.




