Non esiste un orario di chiusura per chi veglia sulla sicurezza di una comunità. Nelle ultime trentasei ore, tra Frosinone, Sora e Cassino, la Polizia di Stato e l’Arma dei Carabinieri hanno portato a termine tre interventi molto diversi tra loro, accomunati da un filo conduttore preciso: la tutela dei cittadini e, in particolare, delle persone più esposte.
Il primo episodio si è consumato sabato pomeriggio a Frosinone, lungo via Monti Lepini. Poco dopo le 18.00, una cassiera di un esercizio commerciale ha notato un uomo varcare la barriera delle casse senza pagare e ha dato l’allarme. Ha scelto, per sua fortuna, il momento giusto: in negozio c’erano infatti gli agenti della Volante, già presenti per un controllo. Il presunto ladro, a quanto pare, non se n’era accorto. I poliziotti si sono lanciati all’inseguimento e lo hanno raggiunto a pochi metri dall’uscita, ma lui non si è rassegnato: per sfuggire al fermo ha reagito con calci e spintoni, ferendo uno degli operatori. La refurtiva, sei confezioni di prodotti alimentari per circa 37 euro nascoste dietro la schiena, è stata interamente recuperata e riconsegnata al punto vendita. L’uomo, un 53enne con numerosi precedenti specifici, è stato arrestato per furto aggravato, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e, concluse le formalità, trasferito alla Casa Circondariale di Frosinone, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Ben più grave, per il clima di paura che ha generato in una famiglia, la vicenda approdata al Commissariato di Pubblica Sicurezza di Sora. Qui la Polizia di Stato ha denunciato in stato di libertà un 47enne, residente in provincia di Milano, ritenuto responsabile di minacce di morte rivolte alla cugina, ai suoi figli minorenni e ad altri familiari. Le indagini sono scattate subito dopo la querela presentata dai parenti residenti nella provincia. Secondo la ricostruzione degli agenti, l’uomo avrebbe inviato messaggi allegando screenshot con propositi esplicitamente violenti. Gli accertamenti hanno evidenziato un profilo segnato da recidiva: già denunciato per condotte analoghe nel 2022, il 47enne è attualmente sottoposto alla libertà vigilata per precedenti episodi di maltrattamenti nei confronti del padre. Al termine degli approfondimenti, è stato deferito all’Autorità Giudiziaria.
Il terzo intervento riguarda Cassino e racconta il coraggio di una donna che ha deciso di rompere il silenzio. Nei giorni scorsi i Carabinieri della Stazione di Cassino hanno dato esecuzione a un’ordinanza del Giudice per le Indagini Preliminari (Gip) del Tribunale di Cassino, che dispone il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa con l’applicazione del braccialetto elettronico. Destinatario del provvedimento un 39enne, indagato per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. Tutto nasce dalla denuncia-querela della moglie, che ha riferito ai militari una lunga serie di condotte vessatorie, aggressioni fisiche e verbali che sarebbero andate avanti fin dall’inizio del matrimonio, nel 2011, e mai denunciate per timore. L’ultimo episodio, che ha fatto scattare le procedure del Codice Rosso, risale alla metà di marzo: secondo quanto ricostruito, l’uomo avrebbe aggredito la donna in casa, strappandole il telefono, afferrandola al collo e facendola cadere a terra. Dopo aver controllato le chat private, avrebbe poi danneggiato l’apparecchio. La vittima è stata soccorsa dal personale del 118 e accompagnata all’ospedale Santa Scolastica di Cassino, dove i sanitari le hanno riscontrato lesioni guaribili in sette giorni. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Cassino, hanno permesso di documentare un quadro di gravità indiziaria, e la stessa Procura ha chiesto e ottenuto dal Gip la misura cautelare a protezione della donna.
Tre storie diverse per luoghi, protagonisti e gravità, che raccontano però lo stesso impegno quotidiano: dal piccolo furto sventato grazie alla prontezza di una cassiera, alla tutela dei familiari minacciati, fino alla protezione di una donna che ha trovato la forza di denunciare. A fare la differenza, in tutti e tre i casi, è stata la rapidità con cui le Forze dell’Ordine hanno risposto e, soprattutto, la fiducia dei cittadini nel rivolgersi a loro.




