Una lite nata per una ragazza, una serata che degenera e un giovane lasciato a terra in un lago di sangue. Sono gli ingredienti di una vicenda che, dopo alcuni mesi di indagini, ha ora un seguito giudiziario: nei giorni scorsi la Polizia di Stato ha eseguito a Frosinone un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di due giovani, ritenuti coinvolti, a vario titolo, in una violenta aggressione ai danni di un coetaneo di nazionalità straniera.
I fatti risalgono allo scorso mese di luglio e si sono consumati nella parte alta del capoluogo. All’origine, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, ci sarebbe stato un diverbio per motivi passionali legato a una ragazza, degenerato in pochi istanti in una vera e propria spedizione punitiva.
La vittima sarebbe stata assalita da due giovani residenti in città. Uno dei due l’avrebbe colpita ripetutamente con un guinzaglio per cani, mentre l’altro l’avrebbe raggiunta alla schiena con un oggetto acuminato, provocandole una grave emorragia. Un quadro che gli investigatori hanno inquadrato come tentato omicidio.
Decisivo, nella ricostruzione dell’accaduto, l’intervento immediato dell’equipaggio della Squadra Volante e della Squadra Mobile. Mentre il personale sanitario prestava soccorso al ferito, i poliziotti hanno avviato perquisizioni personali e domiciliari che hanno permesso di identificare in tempi rapidissimi i due presunti aggressori. Una risposta tempestiva che ha consentito di fare luce sui fatti “in tempi record”.
Alla luce dei gravi indizi di colpevolezza raccolti, su richiesta del Pubblico Ministero il Giudice per le Indagini Preliminari ha disposto gli arresti domiciliari per uno dei due giovani. Per l’altro sono scattati l’obbligo di dimora e l’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria. L’ordinanza è stata eseguita dalla Squadra Mobile.
Le indagini non sono chiuse. Gli investigatori stanno infatti lavorando per verificare l’eventuale responsabilità di terze persone nella vicenda, per chiarire fino in fondo dinamica e contesto di quella notte.
Resta, come sempre in questi casi, il quadro della presunzione di innocenza: le misure cautelari non rappresentano una condanna e la posizione dei due giovani sarà valutata nelle sedi giudiziarie competenti.




