Posti di controllo agli ingressi della città, pattuglie nelle piazze della movida, indagini che partono da un’immagine di videosorveglianza e provvedimenti che tengono lontani dai locali i soggetti più turbolenti. Nelle ultime ore Polizia di Stato e Carabinieri hanno lavorato su più fronti in tutta la provincia di Frosinone, da Fiuggi a Sora, da Isola del Liri a Broccostella. Il filo conduttore è la sicurezza dei cittadini, garantita con una presenza costante e con un’attività investigativa sempre più precisa.
Il capitolo più visibile riguarda Fiuggi, dove nella giornata di ieri è stato disposto un servizio straordinario di controllo del territorio. Hanno operato insieme il personale del Commissariato di P.S. di Fiuggi, il Reparto Prevenzione Crimine di Roma e un equipaggio della Guardia di Finanza. L’obiettivo era il contrasto ai reati predatori, come furti e rapine, e la prevenzione dello spaccio di sostanze stupefacenti. Il piano è scattato con sei posti di controllo, due dei quali a ridosso dei principali ingressi della città, in via Capo i Prati e in piazza Martiri di Nassiriya. Dalle 21.30 l’attenzione si è spostata nel cuore del centro, in piazza Spada e nelle vie limitrofe, cioè i luoghi dove la sera si concentra la movida. Gli operatori hanno controllato anche due locali pubblici di somministrazione di cibo e bevande, senza rilevare alcuna irregolarità. Il bilancio è di 125 persone identificate, di cui 29 già note alle banche dati delle forze dell’ordine, 88 veicoli fermati e la verifica della posizione di 6 cittadini extracomunitari.
Cambia lo scenario, ma non l’impegno, a Isola del Liri, dove la Polizia di Stato ha fatto luce su un raggiro ai danni di un compro oro. Gli agenti del Commissariato di P.S. di Sora, con la Polizia Giudiziaria e sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Cassino, hanno identificato uno dei presunti responsabili della truffa aggravata messa a segno il 2 ottobre. Il copione era studiato nei dettagli. Al telefono, i malviventi si sono finti un ispettore e un magistrato di Frosinone e hanno convinto la titolare a consegnare tutto l’oro del negozio, per un valore stimato di circa 80.000 euro, a un sedicente perito della Polizia di Stato presentatosi con un falso tesserino. Per rendere credibile il raggiro hanno usato la tecnica dello spoofing, che camuffa i numeri in modo da farli apparire come utenze di uffici pubblici, e mostrato in una videochiamata WhatsApp un logo contraffatto della Polizia di Stato. Le indagini hanno permesso di individuare il finto perito: un uomo residente in Campania, con precedenti specifici, recentemente condannato e sottoposto a detenzione domiciliare. Gli investigatori continuano a lavorare per risalire a eventuali complici.
A Sora il Commissariato ha invece deferito in stato di libertà un uomo della città volsca per violenza e minaccia a pubblico ufficiale. I fatti risalgono a fine settembre, quando una pattuglia in servizio di controllo ha fermato a Broccostella un veicolo con tre persone a bordo, contestando il mancato uso delle cinture di sicurezza. Mentre gli agenti compilavano il verbale, uno dei presenti, il passeggero, avrebbe reagito con gravi insulti e minacce, verosimilmente nel tentativo di spingere i poliziotti ad annullare la sanzione. Per lui è scattata la denuncia.
Torniamo a Fiuggi, dove i Carabinieri della Stazione hanno individuato e denunciato in stato di libertà un uomo del posto, già noto alle forze dell’ordine, ritenuto responsabile del furto di un decespugliatore appartenente alla ditta incaricata della manutenzione del verde pubblico comunale. Gli operai avevano lasciato l’attrezzo incustodito per pochi minuti, lungo una strada cittadina, e al ritorno non l’hanno più trovato. Le indagini, avviate dopo la denuncia di un responsabile dell’impresa, si sono basate soprattutto sulle immagini del sistema di videosorveglianza comunale. Secondo la ricostruzione, l’uomo avrebbe caricato il decespugliatore sulla propria auto per poi allontanarsi e, nel corso degli accertamenti, avrebbe ammesso di averlo sottratto. L’attrezzo è stato recuperato e restituito al legittimo proprietario. La posizione dell’uomo è ora al vaglio dell’Autorità giudiziaria, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.
Ad Alatri prosegue l’attività dei Carabinieri a tutela delle vittime di violenza domestica e per il controllo sul rispetto delle misure cautelari disposte dall’Autorità Giudiziaria a tutela dell’ambito familiare. Nel giro di pochi giorni, i militari della Stazione di Alatri hanno portato a termine due distinti interventi di polizia giudiziaria che hanno condotto al trasferimento in carcere di due persone.
Nel primo caso, i Carabinieri hanno dato esecuzione a un ordine di carcerazione emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica di Frosinone nei confronti di un uomo residente ad Alatri. Il provvedimento è scaturito da una condanna definitiva per maltrattamenti contro familiari e prevede l’espiazione di una pena residua di 3 anni e 9 mesi di reclusione. Al termine delle formalità di rito, l’uomo è stato accompagnato presso la Casa Circondariale di Frosinone.
In un secondo intervento, i militari della medesima Stazione hanno arrestato in flagranza di reato un altro uomo del posto, già noto alle Forze dell’Ordine, che avrebbe violato le prescrizioni imposte da un’ordinanza del Tribunale di Frosinone, emessa lo scorso settembre, con la quale era stato disposto il divieto di avvicinamento.
Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, l’uomo si sarebbe ripresentato presso l’abitazione dei propri genitori, nonostante la misura cautelare in vigore. L’intervento dei militari, allertati della presenza dell’uomo nei pressi dell’abitazione, ha consentito di bloccarlo tempestivamente.
Espletate le formalità di rito, anche quest’ultimo è stato condotto presso la Casa Circondariale di Frosinone, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Le due operazioni confermano l’attività di controllo svolta dall’Arma dei Carabinieri sul territorio, con particolare attenzione alle situazioni di possibile rischio in ambito familiare e al rispetto dei provvedimenti adottati dalla Magistratura.
Il quadro si completa con il bilancio dell’attività di prevenzione della Questura di Frosinone. Nel mese di settembre il Questore della Provincia, dopo l’istruttoria della Divisione Anticrimine, ha adottato 33 misure di prevenzione nei confronti di altrettante persone ritenute socialmente pericolose. Sono stati emessi 3 ammonimenti per condotte persecutorie, 16 fogli di via con divieto di ritorno nei vari comuni della provincia e 1 avviso orale nei confronti di un soggetto la cui pericolosità sociale emerge dalla reiterazione di condotte delittuose. Cinque persone sono state proposte all’Autorità giudiziaria per la sorveglianza speciale, misura che impone prescrizioni su orari, luoghi e frequentazioni, con un libretto da esibire a ogni richiesta e sul quale vengono annotati i controlli.
Sette i DACUR, noti anche come Daspo Willy: sono provvedimenti che vietano l’accesso e la sosta nei pressi di locali pubblici e luoghi di intrattenimento delle zone indicate. Servono a tutelare l’ordine pubblico e a prevenire comportamenti violenti nelle aree della movida. È stato infine emesso 1 Daspo sportivo. Questi strumenti sono previsti dal decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, il cosiddetto Codice antimafia, che attribuisce al Questore il compito di contenere e prevenire i comportamenti di chi la legge qualifica come “socialmente pericoloso”.




