Dopo i lutti e gli incidenti che hanno segnato gli ultimi mesi, ASD Anagni Ciclismo sceglie di passare dalle parole ai fatti. L’associazione sportiva ha messo a punto il progetto “Strada sicura per lo sport”, che ha un nome e una destinazione precisi: Tufano Active Loop, un anello di circa 7,5 chilometri nella frazione di Tufano, pensato per ciclisti e podisti e sintetizzato dallo slogan “Il tuo allenamento, tra natura e borghi”. Il documento è indirizzato al sindaco di Anagni, Daniele Natalia, e al Comune di Anagni.

A spiegare come nasce l’idea è il presidente dell’associazione, Davide Corsi, 64 anni e pedali nel sangue dal 1977. Il sodalizio, racconta, ha conosciuto la violenza della strada già nel 2025, a Genazzano, dove un’automobile ha investito tre ciclisti che stavano arrivando: uno dei tre, tesserato dell’Anagni Ciclismo, è rimasto in sedia a rotelle. A luglio di quest’anno è arrivata un’altra tragedia, con la scomparsa di Michele, anche lui legato alla società. «A questo punto non bastano più le condoglianze e i messaggini», dice Davide Corsi, «ogni volta che uno esce per strada è un terno al lotto».
La risposta dell’associazione è concreta e, soprattutto, a basso costo. Il circuito parte e arriva nella piazza antistante la chiesa di Santa Maria Imperatrice a Tufano, in via Madonna di Tufano, uno spazio che si presta a parcheggio, ritrovo e stretching prima e dopo l’allenamento. Da lì il tracciato imbocca la SP 56 in direzione nord-est, devia su via Comunale Preturi, passa da Colle del Pero e rientra lungo la SP Madonna di Tufano. Il progetto indica un dislivello positivo di 82 metri, quanto basta per un percorso “mosso”, adatto a ripetute e corsa a ritmo, tutto su asfalto e su strade secondarie a bassa intensità di traffico, dove vige già il limite di velocità di 50 chilometri orari.
Ed è proprio questo il punto di forza dell’idea. Tufano non è la Casilina: qui passano soprattutto i residenti, e la zona offre già le condizioni di partenza. Mancano però alcuni tasselli. L’associazione chiede all’amministrazione comunale di installare cartelli di segnalazione che avvisino gli automobilisti della presenza di ciclisti e podisti e di prevedere controlli sulla velocità, con un autovelox oppure con la presenza saltuaria di una pattuglia della polizia locale. Il presidente porta l’esempio dell’Anticolana, dove il limite è di 50 chilometri orari ma, a suo dire, la velocità media sarebbe molto più alta.
Non si tratta di chiedere una pista ciclabile né una strada riservata. La strada resta promiscua, aperta a tutti, e l’obiettivo è renderla semplicemente più sicura. «La strada è un bene comune e lo sport è sancito dalla Costituzione», ricorda Davide Corsi. Un ragionamento che, al di là della singola iniziativa, pone una questione ben più ampia: dove possono allenarsi in sicurezza i tanti appassionati di ciclismo e corsa che ogni giorno escono di casa con scarpe e bici?
Il progetto, per come viene descritto, guarda anche oltre i cartelli. Prevede un logo che unisca la silhouette della chiesa di Tufano, un ciclista, un podista e il tracciato, una traccia GPS scaricabile gratuitamente (formati GPX e TCX) e la creazione di percorsi e segmenti ufficiali su Strava, Garmin Connect e Komoot, con un club dedicato chiamato “Tufano Active”. Accanto alla chiesa dovrebbe sorgere un totem informativo con mappa, dati tecnici, altimetria, indicazione delle fontane, regole di sicurezza (rispetto del codice della strada, casco, alta visibilità) e un codice QR per scaricare la traccia. L’associazione, inoltre, si dice pronta a installare a proprie spese una piccola casetta con qualche chiave e una pompa per gonfiare le ruote, un servizio comune sulle ciclabili di mezza Italia ma ancora raro da queste parti. Locandine digitali e cartacee, infine, verranno distribuite in negozi di articoli sportivi di Anagni e Colleferro, palestre e bar.
Secondo Davide Corsi, l’iniziativa è già stata presentata al comitato Tufano Insieme, che l’avrebbe accolta con entusiasmo: oltre a maggiore sicurezza, i residenti avrebbero una zona valorizzata anche sul piano sportivo. Hanno espresso soddisfazione, riferisce il presidente, anche i podisti Vincenzo Lapomarda e Roberto Mastroianni, invitati a partecipare al progetto: oggi i runner anagnini si allenano in gran parte sulla circonvallazione, un tratto che difficilmente si può definire tranquillo. Ci sarebbe poi un piccolo effetto collaterale positivo per i bar della zona, perché, come ricorda scherzando il presidente, le soste al bar sono parte integrante della vita di chi va in bici.
L’idea potrebbe non fermarsi ad Anagni. L’Anagni Ciclismo pensa infatti a un secondo percorso lungo la pedemontana dei Monti Lepini, che coinvolgerebbe più Comuni, tra cui Montelanico, Sgurgola, Morolo, Supino e Patrica, con circa 30 chilometri all’andata e altrettanti al ritorno, strade ben asfaltate, traffico ridotto e limite di 50 chilometri orari. Un’idea che richiederebbe il coinvolgimento della Provincia e dei Comuni interessati.
Il prossimo passo spetta ora al presidente, che porterà il progetto in Comune per illustrarlo di persona. Secondo Davide Corsi, l’amministrazione avrebbe tutto l’interesse a sostenerlo, perché Anagni potrebbe diventare il primo Comune del Lazio ad adottare un’iniziativa di questo tipo. Ora la palla passa alle istituzioni.




