Il finanziamento è sparito, e adesso ci si interroga sul perché. La vicenda della Green Community “Alte Terre Simbruine”, il progetto PNRR da 2 milioni di euro pensato per nove Comuni delle aree interne, torna al centro del dibattito con la replica di Flavio De Santis, già sindaco di Vallepietra, che ha inviato alla redazione un lungo intervento in risposta alle dichiarazioni del sindaco di Filettino, Paolo De Meis. Il testo, pubblicato su richiesta dell’autore, è accompagnato da un documento di sei pagine intitolato “Prima di cercare un colpevole, parliamo attraverso gli atti”.
Il punto di partenza è un dato che De Santis richiama in apertura: oggi la scheda ufficiale del Dipartimento per gli Affari Regionali e le Autonomie riporterebbe per la Green Community la voce “Finanziamento revocato”. Una perdita pesante per un progetto che avrebbe dovuto toccare transizione energetica, acqua, boschi, agricoltura e sviluppo delle aree interne.
La replica nasce dalla nota con cui la maggioranza consiliare guidata dal sindaco Paolo De Meis, lo scorso 26 settembre, aveva risposto all’ex sindaco di Filettino Gianni Taurisano. In quel testo, pubblicato integralmente su anagnia.com, si affermava tra l’altro che il Comune capofila originario era Vallepietra, che il ruolo era poi passato ad altro ente a seguito di una serie di “inadempienze” e che un successivo tentativo di salvataggio si sarebbe fermato per un veto del Ministero. Su questi punti De Santis pone una serie di domande: quale atto contesterebbe le presunte inadempienze, quale obbligo sarebbe stato violato, quale termine disatteso, quale provvedimento collegherebbe quelle inadempienze alla revoca e quale documento attesterebbe il veto ministeriale. Perché, osserva, una cosa è il racconto politico e un’altra è dimostrare con la documentazione amministrativa la catena che avrebbe portato alla perdita dei fondi.
Nella sua ricostruzione, De Santis ricorda che il progetto coinvolgeva nove Comuni, Vallepietra, Filettino, Trevi nel Lazio, Camerata Nuova, Cervara di Roma, Agosta, Canterano, Rocca Canterano e Saracinesco, e che Vallepietra era capofila e soggetto attuatore, come attestato anche dalla comunicazione della Città metropolitana di Roma Capitale del marzo 2023. L’iter, aggiunge, non fu lineare: nella graduatoria del 2022 Vallepietra non risultava tra i Comuni ammessi, poi la situazione cambiò dopo il riesame. Intanto un contenzioso amministrativo coinvolgeva altre proposte del Lazio, tra cui quella del Comune di Ripi, e il Dipartimento sospese l’erogazione dell’anticipazione del 10% alle Green Community laziali, sbloccata solo con un provvedimento del novembre 2023.

Entra poi nel merito del fattore tempo, che definisce decisivo per un progetto PNRR. In questo quadro colloca il caso di Filettino, dove erano previsti interventi per circa 97.800 euro che, secondo De Santis, furono rimessi in discussione dall’amministrazione guidata da De Meis, con la volontà di modificare l’impostazione già programmata. Precisa però di non attribuire la perdita del finanziamento a quella scelta: sarebbe, sostiene, una semplificazione quanto lo è addossare tutto al Comune capofila. Rimettere in discussione interventi già previsti, spiega, significava riaprire passaggi tecnici e amministrativi, quindi consumare altro tempo.

L’ex sindaco – che allega alla documentazione inviata ad anagnia.com anche le immagini che qui alleghiamo – ricorda anche i tentativi di salvataggio. Dice di aver continuato a seguire la vicenda anche dopo la fine del suo mandato, conclusosi nel giugno 2024, e di aver valutato il trasferimento del ruolo di capofila ad altro Comune, con il coinvolgimento di Rocca Canterano, oltre a un’ipotesi di partenariato pubblico-privato o project financing. Quella strada, riconosce, non arrivò a una conclusione. Sottolinea inoltre che l’attività amministrativa è proseguita dopo il suo mandato, citando il provvedimento G15771 della Regione Lazio del 26 novembre 2024 sulla nomina del Responsabile del Procedimento, senza che questo, precisa, dimostri alcuna responsabilità.
Un capitolo riguarda infine i 200 mila euro di cui l’Avvocatura dello Stato avrebbe chiesto la restituzione al Comune di Vallepietra e, in solido, agli altri Comuni, come dichiarato pubblicamente dal sindaco di Filettino. Per De Santis la richiesta di restituire un’anticipazione è una questione distinta dall’individuazione dei motivi della revoca dell’intero finanziamento, e per chiarirla servono la nota dell’Avvocatura, gli atti del Ministero e quelli regionali.
Il tono finale è quello dell’appello. De Santis dice di non voler trasformare la vicenda in una gara a chi ha più colpe e di non voler scaricare responsabilità su nessun Comune, ma di non poter accettare che tutto si riduca alla formula delle inadempienze del precedente capofila. Se esiste un atto che lo dimostra, chiede che venga indicato e pubblicato. Per lui il bilancio resta quello di un’opportunità da 2 milioni di euro perduta, di tempo ed energie amministrative sprecati e di una visione territoriale che avrebbe dovuto unire i piccoli Comuni su problemi che da soli non possono affrontare. Il suo auspicio è che si “metta in fila” atti, date e decisioni, perché quando un progetto del genere si interrompe, conclude, a perdere è un intero territorio.
La redazione resta a disposizione di tutte le parti coinvolte, compresi gli amministratori dei Comuni interessati, per eventuali precisazioni o repliche.
A questo link, il documento integrale inviato a questa redazione da Flavio De Santis, ex sindaco di Vallepietra.




