C’è un filo che lega un locale chiuso per carenze igieniche, un ricatto sventato grazie al coraggio di un ventenne, un furto fermato da un poliziotto fuori servizio e un presidio interforze nelle zone più delicate del capoluogo. È il filo del lavoro quotidiano, spesso silenzioso, delle Forze dell’Ordine sul territorio. Nelle ultime 24-36 ore, tra Frosinone e la sua provincia, Carabinieri e Polizia di Stato hanno messo a segno una serie di interventi che raccontano bene la sicurezza dei cittadini nelle sue molte sfaccettature: dalla tavola alla strada, dal portafoglio fino allo schermo dello smartphone.
Il fatto di maggiore rilievo per l’impatto sulla città è il controllo straordinario del territorio svolto nella giornata di martedì 6 ottobre a Frosinone. Un dispositivo interforze ha visto lavorare fianco a fianco la Polizia di Stato, con il personale dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico e del Reparto Prevenzione Crimine Lazio, gli equipaggi della Guardia di Finanza e la Polizia Locale. L’attenzione si è concentrata soprattutto sulla zona scalo, dove sono stati effettuati accertamenti mirati anche sui passeggeri in partenza e in arrivo. Poi, con l’allestimento di diversi posti di controllo, gli operatori hanno identificato quasi 140 persone e verificato la regolarità di oltre 70 veicoli, con 6 sanzioni per violazioni al Codice della Strada. Un uomo residente nel Cassinate è stato denunciato per aver violato il Foglio di Via Obbligatorio dal territorio del capoluogo: era noto alle Forze dell’Ordine ed è stato intercettato dai poliziotti delle Volanti nella parte bassa della città.
Sul fronte della salute pubblica, a San Giorgio a Liri i Carabinieri della locale Stazione, insieme al Nucleo Antisofisticazione e Sanità (NAS) e con il supporto del personale dell’ASL, hanno passato al setaccio alcuni esercizi commerciali. In uno di questi sono state riscontrate carenze igienico-sanitarie e strutturali, in particolare nei locali destinati alla preparazione e al deposito degli alimenti. Il personale sanitario ha quindi disposto la sospensione dell’attività fino al completo ripristino delle condizioni previste dalla normativa, e al responsabile è stata contestata una sanzione amministrativa di 1.000 euro. Il locale potrà riaprire solo dopo l’eliminazione delle criticità e la successiva verifica degli organi competenti. Un secondo esercizio controllato nella stessa zona, invece, è risultato in regola: nessuna irregolarità, nessuna sanzione. I controlli rientrano nelle attività di prevenzione e vigilanza disposte dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Frosinone.
Spostandosi sul web, arriva da Ausonia una vicenda che ricorda quanto i pericoli possano nascondersi dietro un profilo social. I Carabinieri della locale Stazione hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Busto Arsizio tre persone di età compresa tra i 18 e i 37 anni: due cittadini di origini ivoriane e un cittadino italiano, residenti nelle province di Verona, Varese e Palermo. Sono ritenuti responsabili, in concorso e a vario titolo, di tentata estorsione e riciclaggio. Tutto è partito dalla denuncia presentata lo scorso maggio da un ventenne residente in provincia di Frosinone, vittima della cosiddetta sextortion, l’estorsione a sfondo sessuale. Il giovane era stato avvicinato sui social da un profilo fittizio: dall’altra parte, qualcuno che fingeva di essere una donna interessata a un approccio virtuale lo aveva indotto a condividere materiale sessualmente esplicito. Subito dopo è scattata la trappola, con la minaccia di inviare le immagini ai suoi contatti se non avesse effettuato dei bonifici.
La vittima, però, ha fatto la mossa giusta: non ha pagato, ha interrotto ogni comunicazione e si è rivolta subito ai Carabinieri. Gli accertamenti bancari e telematici, uniti all’analisi delle immagini di videosorveglianza di un ufficio postale di Busto Arsizio, hanno permesso di ricostruire il percorso del denaro. Proprio a quello sportello uno degli indagati, usando una carta prepagata intestata a un complice, ritirava somme di provenienza fraudolenta. In soli cinque giorni sono state tracciate transazioni in entrata per oltre 7.600 euro, poi dirottate su conti esteri intestati a due degli indagati per ostacolare l’identificazione. Proseguono gli accertamenti per individuare altre possibili vittime. Il Comando Carabinieri di Frosinone rinnova l’invito alla massima prudenza sui social, sconsiglia di condividere immagini intime con sconosciuti e ricorda di denunciare tempestivamente ogni minaccia, senza mai cedere alle richieste di denaro.
Passa invece per la giustizia esecutiva la vicenda di Castrocielo, dove i Carabinieri della Stazione di Aquino hanno dato esecuzione a una misura di detenzione domiciliare emessa dall’Ufficio di Sorveglianza di Campobasso nei confronti di un cittadino di origini cinesi, classe 1991, domiciliato nel comune. Tutto nasce da un decreto penale di condanna del GIP del Tribunale di Isernia, esecutivo dal 28 novembre 2024, che imponeva una pena pecuniaria di 3.000 euro, convertita in 24 ore di lavoro di pubblica utilità, equivalenti a 12 giorni. L’uomo, però, non si è presentato alla Caritas Diocesana dove avrebbe dovuto svolgere il servizio e ha ignorato i ripetuti tentativi di contatto telefonico dell’Ufficio per l’Esecuzione Penale Esterna (UEPE) di Frosinone. Per questo il Magistrato di Sorveglianza ha revocato la pena sostitutiva, convertendola in 12 giorni di detenzione domiciliare. Durante la misura dovrà rispettare l’obbligo di permanenza in casa, con uscite consentite solo in specifiche fasce orarie e limitate al territorio comunale, con il divieto di frequentare persone pregiudicate e il ritiro dei documenti validi per l’espatrio. I Carabinieri sono incaricati di vigilare sul rispetto delle prescrizioni.
Capitolo truffe e furti. A Frosinone la Polizia di Stato, attraverso la Squadra Mobile, ha denunciato in stato di libertà una donna residente nel capoluogo per truffa. L’indagine è partita dalla querela di un cittadino che aveva versato 1.200 euro per la locazione di un immobile che, in realtà, non gli è mai stato concesso in godimento. Gli accertamenti hanno ricostruito un quadro indiziario ritenuto grave e la donna è stata deferita all’Autorità Giudiziaria.
A Sora, invece, a metterci la faccia è stato un poliziotto libero dal servizio. L’agente ha notato un uomo di 47 anni, classe ’79, che stava uscendo da un supermercato replicando il suo schema abituale, e lo ha bloccato, chiedendo subito il supporto di un equipaggio del Commissariato locale. Secondo gli investigatori, il sospettato nascondeva la merce in un’ampia borsa della spesa e si confondeva tra i clienti, superando le casse senza pagare. A sostegno dell’ipotesi investigativa, i fotogrammi della videosorveglianza che avrebbero ripreso i precedenti episodi. L’uomo, già gravato da precedenti di polizia, è stato denunciato per furto aggravato.
Non manca, infine, il capitolo sicurezza stradale. A Fiuggi gli operatori del Commissariato di P.S. sono intervenuti per i rilievi di un incidente stradale che ha coinvolto tre veicoli nella città termale. Una donna è rimasta ferita ed è stata trasportata in ospedale, dove, come previsto in questi casi, è stata sottoposta a screening tossicologico e alcoltest. Gli esami hanno evidenziato un tasso alcolemico nettamente superiore al limite di legge di 0,5 g/l. Alla donna, alla guida di un velocipede, è scattata la denuncia a piede libero per guida in stato di ebbrezza, in violazione dell’articolo 186 del Codice della Strada.
Chiude il quadro un provvedimento di natura amministrativa: la Polizia di Stato ha notificato a un cittadino romeno il decreto di allontanamento dal territorio nazionale per imperativi motivi di pubblica sicurezza. Il provvedimento, adottato dal Prefetto al termine dell’istruttoria dell’Ufficio Immigrazione della Questura, tiene conto del fatto che l’uomo è stato scarcerato per fine pena e ha precedenti penali, tra cui violenza sessuale e rapina. Dovrà lasciare l’Italia entro 30 giorni: in caso contrario si procederà all’esecuzione coatta della misura.
Un mosaico di interventi diversi per natura e gravità, ma accomunati dall’obiettivo di tutelare la tranquillità dei cittadini e di rafforzare la percezione di sicurezza sul territorio. Come sempre in questi casi, per tutte le persone denunciate o deferite vale la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.




