Cinquantacinque milioni di euro per far dialogare chi fa ricerca e chi produce. È la cifra messa sul piatto dalla Regione Lazio con il nuovo Avviso “Filiere Tecnologiche”, presentato questa mattina, 9 ottobre 2026, a Roma, nella cornice scenografica del Tempio di Vibia Sabina e Adriano in Piazza di Pietra. Il bando è finanziato dal Programma FESR Lazio 2021-2027 e si rivolge ai progetti di sviluppo sperimentale realizzati da filiere di PMI del Lazio.

La novità sta nel meccanismo. A presentare i progetti non saranno direttamente le piccole e medie imprese, ma un Soggetto Cardine, figura introdotta dall’avviso e rappresentata da una Grande Impresa o da un Organismo di ricerca del Lazio. Sarà lui a elaborare e portare in Regione i Progetti di Ricerca e Innovazione, sviluppati insieme a una filiera di PMI del territorio. Ogni insieme di progetti dovrà comprenderne almeno quattro valutati idonei, con spese ammissibili complessive non inferiori a 5 milioni di euro.
I progetti finanziabili dovranno avere un grado di maturità tecnologica già avanzato: le tecnologie devono partire da almeno il livello TRL 4 ed essere in grado di arrivare al TRL 7. I contributi sono a fondo perduto e cambiano in base alla dimensione dell’impresa e al tipo di collaborazione. Per gli organismi di ricerca il sostegno raggiunge l’80% delle spese ammissibili, mentre per le imprese le intensità vanno dal 25% al 60%, con una maggiorazione del 5% per quelle situate nelle Zone Assistite.
L’incontro si è aperto con i saluti istituzionali del vicepresidente della Camera di Commercio di Roma Filippo Tortoriello. A illustrare l’iniziativa è stata la vicepresidente della Regione e assessore allo Sviluppo economico, Commercio, Artigianato, Industria e Internazionalizzazione Roberta Angelilli, che ha coinvolto nel confronto il presidente di Unindustria Giuseppe Biazzo, il presidente di Confapi Lazio Massimo Tabacchiera, il presidente del Comitato Regionale Universitario del Lazio Nathan Levialdi Ghiron e la direttrice regionale Sviluppo Economico, Attività Produttive e Ricerca Tiziana Petucci. A coordinare i lavori è stato il presidente di Lazio Innova Francesco Marcolini.
Sul piano degli obiettivi, lo strumento punta a rafforzare le filiere strategiche regionali negli ambiti indicati dalla Strategia di Specializzazione Intelligente del Lazio (RIS3) e nelle tecnologie strategiche europee individuate dalla piattaforma STEP. Dietro la sigla c’è un’idea semplice: favorire il trasferimento tecnologico, avvicinare il mondo della ricerca a quello produttivo e dare alle aziende laziali la forza di innovare e farsi largo sui mercati nazionali e internazionali.
Per Roberta Angelilli si tratta di un ulteriore passo nella costruzione di un ecosistema dell’innovazione più forte e competitivo, con una collaborazione stabile tra grandi imprese, università, centri di ricerca e PMI. L’assessore ha indicato anche le ricadute attese, dall’attrazione di nuovi investimenti alle opportunità di sviluppo qualificato e di occupazione. «sosteniamo la sinergia tra le eccellenze del nostro territorio per realizzare progetti ad alto contenuto tecnologico», ha dichiarato.
Il bando, che si inserisce nella strategia regionale a sostegno di ricerca, innovazione e competitività del sistema produttivo, uscirà il 29 ottobre. Per un tessuto economico fatto in larga parte di piccole e medie realtà, comprese quelle della provincia di Frosinone, la possibilità di agganciarsi a una grande impresa o a un centro di ricerca può fare la differenza. Tutte le informazioni sull’avviso e sulle modalità di partecipazione sono disponibili sul sito di Lazio Innova e sul portale Lazio Europa.




