L’area attorno a Supino smette di essere un semplice sfondo verde e diventa il protagonista di una strategia di lungo respiro. L’amministrazione comunale con in testa il sindaco Gianfranco Barletta ha infatti presentato ufficialmente il nuovo Piano di Gestione e Assestamento Forestale (PGAF), lo strumento che guiderà per i prossimi dieci anni la tutela, la valorizzazione e lo sviluppo sostenibile del patrimonio boschivo locale.
La redazione del documento è stata affidata al dottore forestale Alessio Arduini, che ha lavorato con un obiettivo preciso: tenere insieme la salvaguardia ambientale e della biodiversità con la sostenibilità economica e sociale. Il Piano pianifica in modo rigoroso gli interventi di manutenzione, i tagli e le azioni di prevenzione del rischio idrogeologico e degli incendi, due fronti particolarmente delicati per i territori collinari e montani.
Il PGAF ha anche un peso concreto sul piano amministrativo. La sua adozione è un requisito indispensabile per garantire la trasparenza nella gestione del verde pubblico e, soprattutto, una condizione necessaria perché l’Ente possa accedere ai finanziamenti europei e regionali. In altre parole, senza un piano di gestione forestale aggiornato le porte dei fondi destinati alle aree boschive resterebbero chiuse.
All’incontro di presentazione erano presenti il sindaco Gianfranco Barletta e l’assessore all’ambiente Beniamino Iacobucci, che ha seguito da vicino l’intero percorso del progetto.
A sottolineare la portata dell’iniziativa è stato lo stesso primo cittadino. «Con l’adozione del PGAF non solo tuteliamo attivamente il nostro prezioso polmone verde, ma apriamo la strada a importanti finanziamenti europei e regionali destinati alla valorizzazione delle aree boschive e alla promozione della transizione ecologica», ha dichiarato il sindaco Barletta. E ha aggiunto: «Il nostro bosco non sarà più una risorsa passiva, ma diventerà il fulcro di una politica attenta al contrasto dei cambiamenti climatici e alla valorizzazione turistico-ambientale».
Un cambio di prospettiva netto, dunque: dal bosco da conservare e basta al bosco come leva di sviluppo, da curare con regole chiare e uno sguardo che va oltre l’immediato. Per Supino, il PGAF segna l’avvio di una stagione in cui ambiente, economia e partecipazione ai bandi sovracomunali viaggiano sullo stesso binario.




