Una garanzia pagata, consegnata e presentata a una stazione appaltante, che però, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, non avrebbe avuto alcun valore. È il cuore dell’indagine condotta dai militari della Stazione Carabinieri di San Giorgio a Liri, che nei giorni scorsi hanno deferito alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino la titolare di una società di intermediazione assicurativa, ritenuta responsabile, secondo l’ipotesi investigativa, del reato di truffa.
Tutto parte da una denuncia-querela presentata ai Carabinieri dalla legale rappresentante di una società con sede a Roma. La donna ha raccontato di essersi rivolta all’intermediaria per ottenere una polizza fideiussoria, documento indispensabile per partecipare a una procedura di appalto pubblico indetta da un Comune della provincia di Frosinone.
A fronte del pagamento di 1.100 euro, oltre agli oneri previsti, alla denunciante sarebbe stato consegnato un documento che aveva tutta l’aria di una regolare garanzia emessa da un istituto assicurativo. Una veste in apparenza ineccepibile, che però non ha retto alla prova dei controlli.
A far emergere il problema sono state infatti le verifiche dell’ente committente, effettuate presso gli organismi competenti. Da quegli accertamenti, e dai successivi approfondimenti dei militari, sarebbe risultata la falsità del documento fideiussorio. Per la società, che aveva già pagato, la scoperta ha avuto un costo immediato: è stata costretta a stipulare una nuova polizza, sostenendo un ulteriore aggravio economico pur di non restare fuori dalla gara.
Concluse le verifiche, i Carabinieri hanno quindi trasmesso gli atti all’autorità giudiziaria di Cassino, che ora dovrà valutare la posizione della professionista.
Come tutelarsi: due controlli essenziali
Il caso offre uno spunto utile a imprese e professionisti che partecipano a gare pubbliche. La garanzia provvisoria, richiesta a tutela della stazione appaltante, può essere rilasciata solo da soggetti autorizzati. Prima di pagare è bene verificare sul sito dell’IVASS, l’autorità di vigilanza sulle assicurazioni, che l’intermediario sia regolarmente iscritto e che la compagnia che emette la polizza sia abilitata a operare in Italia. È altrettanto prudente chiedere conferma dell’autenticità del documento direttamente alla compagnia indicata, prima di consegnarlo all’ente appaltante.




