FROSINONE – FIUGGI – Due interventi in due centri della provincia, un unico filo conduttore: la presenza costante della Polizia di Stato sul territorio, tra prevenzione dei reati nelle aree più delicate del capoluogo e tutela di chi vive una situazione di pericolo. Il bilancio arriva dalla Questura di Frosinone, che ha reso noti i risultati di un controllo straordinario del territorio a Frosinone e di una misura cautelare eseguita a Fiuggi.
Partiamo dal capoluogo. La città è stata interessata da un servizio ad ampio raggio, che ha visto in campo il personale della Questura insieme ai rinforzi ministeriali del Reparto Prevenzione Crimine Lazio, con la partecipazione anche degli operatori della Polizia Locale. L’obiettivo era attenzionare le aree urbane con le maggiori criticità: le zone adiacenti allo scalo ferroviario, le cosiddette piazze dello spaccio e i luoghi della movida, dove la sera si concentrano giovani e frequentatori.
Nel corso di dieci posti di controllo è stata verificata la regolarità di circa 90 veicoli, con 7 infrazioni al Codice della Strada, mentre le persone identificate sono state 126. Due i casi che hanno avuto un seguito. Un uomo è stato segnalato amministrativamente alla Prefettura perché trovato in possesso, per uso personale, di una modesta quantità di sostanza stupefacente del tipo crack, pari a 0,70 grammi. Un altro soggetto è stato invece denunciato perché aveva con sé una chiave smonta ruote telescopica in metallo pesante, lunga 50 centimetri, priva dell’apposito dado di raccordo dei bulloni, uno strumento che, in quelle condizioni, può diventare un oggetto atto a offendere.
C’è un dettaglio di colore, se così si può dire, che ha accompagnato il servizio: le due persone, fermate in contesti diversi e in momenti separati, sono risultate essere padre e figlio, entrambi residenti nel capoluogo. Il primo è stato segnalato in via amministrativa, il secondo denunciato.
Il comunicato, precisa la Questura, è stato diffuso nel rispetto del decreto legislativo 106/2006, modificato dal decreto legislativo 188/2021, per le specifiche ragioni di interesse pubblico legate alla rilevanza dei fatti e al diritto all’informazione, in modo trasparente e rispettoso dei diritti degli indagati e delle parti offese.
Spostiamoci a Fiuggi, dove la Polizia di Stato ha eseguito una misura cautelare di ben altro peso. Nei confronti di un uomo residente nella città termale è stato disposto il divieto di avvicinamento alla vittima e ai luoghi da lei frequentati, con una distanza di almeno mille metri, insieme al divieto di comunicare con la donna con qualsiasi mezzo, social network inclusi. A questo si aggiunge l’applicazione del cosiddetto braccialetto elettronico, che permette di monitorare il rispetto delle distanze.
A condurre la delicata attività di indagine sono stati i poliziotti del Commissariato di P.S. di Fiuggi, che hanno preso le mosse dalla denuncia dell’ex compagna dell’uomo. Gli accertamenti hanno fatto emergere gravi e concordanti indizi in ordine al reato di atti persecutori. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Frosinone, condividendo il quadro indiziario raccolto dagli investigatori, ha emesso la misura per impedire nuovi episodi e salvaguardare l’incolumità della vittima.
Il provvedimento, spiegano dalla Questura, riflette la spiccata pericolosità del soggetto, risultato recidivo. L’uomo aveva infatti da poco finito di scontare una condanna per lo stesso reato, atti persecutori e lesioni, commesso sempre ai danni della stessa donna. Nonostante la condanna, avrebbe ripreso a tormentarla con minacce di morte gravi e continue e con molestie assillanti. Comportamenti che hanno generato nella vittima un fondato timore per la propria incolumità, costringendola a un radicale e doloroso cambio delle proprie abitudini di vita pur di evitare ogni incontro.
Entrambe le attività, sottolinea la Questura di Frosinone, si inseriscono nel monitoraggio quotidiano che la Questura e le sue articolazioni svolgono sul territorio, anche per contrastare la violenza domestica e di genere.




