di Giorgio Stirpe
Alla vigilia ci si aspettava una gara frizzante tra due dispositivi che applicano una filosofia di gioco molto simile, entrambe amanti della corsa, dello spunto in velocità e del corpo a corpo. Due squadre a cui non piace speculare, ma misurarsi a viso aperto contro chiunque. E le promesse sono state mantenute: in campo le due squadre hanno prodotto uno spettacolo andato oltre ogni previsione. Uno show, per amor del vero, originato non solo da gesti tecnici di qualità, ma anche da incredibili errori, difficili da vedere in Serie A e comunque non tutti assieme come accaduto nella serata dello Stirpe.
Nei primi 15’ sono mancate la spinta e l’energia della Curva Nord. Il cuore più caldo dello stadio è tornato a battere solo al quarto d’ora, un ritardo voluto per protestare contro il trattamento subito dalla tifoseria ciociara all’ingresso e all’uscita dallo stadio Maradona.
Alvini, si sa, non ama cambiare la squadra, soprattutto quando le cose vanno bene, e contro il Sassuolo ha confermato in blocco lo “zoccolo duro”, quello andato in campo anche a Napoli, con la sola eccezione di Monterisi che ha ripreso posto al centro della difesa relegando in panchina Calvani.
Nello strano silenzio iniziale, la voce dello Stirpe si è fatta comunque sentire al 9’, quando Giacomo Calò dal nulla ha tirato fuori un’altra giocata da “visionario”, strappando dai piedi di Bakola un pallone che ha poi scaraventato in rete per il vantaggio giallazzurro.
Un vantaggio durato però come “un gatto in tangenziale”, perché la difesa, troppo alta, si è lasciata infilare in contropiede da Berardi (15’), a cui non è sembrato vero di potersi involare da solo davanti a Palmisani.
Nel secondo quarto d’ora di gara allo Stirpe è sembrato di essere nel pieno di una parata di Halloween, con protagonisti il portiere del Sassuolo Muric e qualche suo compagno di difesa. Si è assistito a un vero e proprio “Festival dell’Horror” nel quale a ballare è stato soprattutto Raimondo, che ha approfittato di due clamorosi errori della difesa emiliana per siglare un’altra doppietta personale (al 27’ e al 30’).
Contro la squadra allenata da Aquilani, però, la partita non è mai veramente chiusa, soprattutto quando le maglie sono troppo larghe come quelle del Frosinone, che al 37’ ha offerto il fianco all’ennesimo contropiede lasciando a Thorstvedt la possibilità di presentarsi davanti a Palmisani e superarlo con facilità.
In questa “rassegna brasileira de futebol”, tra gol e decine di occasioni create, a mancare nel primo tempo, ed è strano a dirsi, sono stati i due calciatori più “carioca” del Frosinone: Kvernadze e Ghedjemis.
I due esterni hanno trovato meno spunti del solito, ma si sono accesi nella ripresa. La freccia algerina ha propiziato il terzo gol di Raimondo (capocannoniere del campionato con 7 reti) arrivato al 57’, mentre il georgiano ha messo a ferro e fuoco la fascia del Sassuolo.
Con il nuovo doppio vantaggio e, al contrario di quanto accaduto nella prima frazione, i canarini sono riusciti a trovare una maggiore solidità rischiando molto meno, nonostante l’inserimento da parte del tecnico avversario di tutto il potenziale offensivo a disposizione.
Il 4-2 finale ha scritto un’altra pagina della storia del Frosinone che, in attesa delle restanti gare della settima giornata, occupa la quinta posizione in campionato, quella che porta all’Europa League, annoverando il capocannoniere Raimondo con 7 reti.
LE PAROLE DEL TECNICO DEL SASSUOLO ALBERTO AQUILANI
“Non è semplice fare un’analisi di questa partita, il Frosinone ha messo qualcosa in più, gli errori nostri hanno condizionato la gara. Oggi abbiamo avuto meno qualità e furore agonistico e senza di questo con gli avversari di oggi non riesci a vincere. Il portiere ha fatto due errori? E’ molto forte, deve migliorare, lui lo sa, non lo metto da parte adesso. Ha grande potenziale. Sapevamo che non dovevamo far ripartire il Frosinone, hanno sfruttato le loro caratteristiche e noi non siamo riusciti ad essere più cattivi”.
LE PAROLE DEL TECNICO DEL FROSINONE MASSIMILIANO ALVINI
“Grande merito ai miei calciatori che vanno in campo, stiamo facendo un grande lavoro. Non penso di scoprire troppo la difesa, i gol presi sono frutto di errori e non di impostazione, noi siamo questi e la strada per raggiungere la salvezza è quella giusta. A Napoli abbiamo perso perché davanti c’era una compagine forte. Raimondo può migliorare ancora ma è la squadra che lo sta mettendo nelle condizioni migliori per segnare. Calvani è venuto in panchina ma non era disponibile. Non sono andato sotto la curva perché il merito è dei calciatori e devono andare loro. Sto benissimo in questa città ma è giusto dare spazio ai ragazzi in quei momenti lì. Io devo pensare solo a portare il Frosinone alla salvezza”.




