Da una parte le teche, i riflettori e i passi sommessi dei collezionisti. Dall’altra una cupola di vetro e acciaio che fa da scenografia naturale. A Parigi sta per alzarsi il sipario su Art Basel Paris, la fiera d’arte più importante al mondo, e anagnia.com la racconterà ai propri lettori, perché il sistema dell’arte si guarda con attenzione anche da un territorio che nell’arte affonda le proprie radici da secoli.
L’appuntamento è al Grand Palais, nel cuore dell’VIII arrondissement, per la quinta edizione della manifestazione. Il pubblico potrà entrare da venerdì 23 a domenica 25 ottobre, dalle 11 alle 19, mentre le giornate riservate agli addetti ai lavori scatteranno già mercoledì 21 e giovedì 22, con il vernissage del 22 pomeriggio. Una vigilia affollata, dunque, in cui galleristi, direttori di museo e grandi acquirenti si contenderanno il primo sguardo sulle opere.
I numeri danno la misura dell’evento: 206 gallerie provenienti da 41 Paesi e territori, con quasi una trentina di esordienti, e oltre sessanta realtà che operano in Francia. A guidare la macchina organizzativa è Karim Crippa, alla sua prima edizione parigina come direttore. Secondo quanto da lui dichiarato, la fiera è ormai parte integrante del tessuto culturale della città e dialoga in modo diretto con gallerie, istituzioni, artisti e collezionisti locali.
La mappa della manifestazione si divide in tre grandi sezioni. Galeries è il cuore del salone, dove ogni espositore presenta l’intera ampiezza della propria programmazione. Emergence è il laboratorio dei giovani, con artisti come Drake Carr, Anna Clegg, Asma Belhamar e Thảo Nguyên Phan. Premise è invece lo spazio delle proposte curatoriali più singolari: qui trovano posto, tra gli altri, una rilettura di Tarsila do Amaral e il debutto della galleria Zlotowski con Vera Molnár, pioniera dell’arte generata al computer.
Tra le novità di quest’anno spicca il record di dodici stand condivisi, formula con cui due gallerie mettono insieme artisti e idee invece di giocare ciascuna la propria partita. Fra i casi più attesi quello che accosta Beauford Delaney e Alteronce Gumby, firmato da Michael Rosenfeld Gallery e Jeffrey Deitch. A far da cornice, un programma pubblico costruito con le istituzioni parigine e sostenuto da Miu Miu, che porta la fiera ben oltre le pareti del Grand Palais.
Non è un caso che tutto questo accada proprio ora. Stando al rapporto Art Basel e UBS sul mercato dell’arte 2026, le vendite in Francia hanno toccato nel 2025 i 4,5 miliardi di dollari, il 9 per cento in più dell’anno precedente, un risultato che colloca il Paese al quarto posto nel mondo. Per Parigi, che arriva all’appuntamento sull’onda della settimana londinese di Frieze, è la conferma di una stagione in cui la città si gioca la leadership culturale oltre che commerciale.
Sarà una settimana di opere, incontri e tendenze da decifrare. anagnia.com seguirà la fiera passo dopo passo, per portare ai lettori del comprensorio un pezzo di quel mondo, lontano solo in apparenza.




