Dalla California all’Italia, con una tappa nella capitale americana. È stato presentato ieri, 16 ottobre, presso l’Ambasciata d’Italia a Washington il progetto Longevity Valley, l’iniziativa che punta a far nascere nel Lazio un campus e un ecosistema scientifico e industriale di nuova generazione dedicati alla scienza della longevità e alla medicina preventiva. Una scommessa ambiziosa, che guarda a un tema destinato a pesare sempre di più sul futuro delle società occidentali: come vivere meglio e più a lungo in Paesi dove l’invecchiamento della popolazione è ormai una questione economica, oltre che sanitaria.

A promuovere il progetto è la Longevity Valley Authority, insieme a un gruppo di imprese e investitori internazionali. Il cuore dell’idea è un campus dotato di infrastrutture di ricerca condivise, basate su intelligenza artificiale, automazione e bioingegneria, pensato per ospitare imprese e istituzioni scientifiche di respiro internazionale. Le ricadute attese riguardano sia il fronte scientifico sia quello occupazionale.
L’operazione è seguita dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, attraverso la Segreteria tecnica del Comitato interministeriale per l’attrazione degli investimenti esteri (CAIE), in stretto raccordo con la Regione Lazio. Per il ministro delle Imprese e del Made in Italy, il senatore Adolfo Urso, il progetto rappresenta la candidatura dell’Italia a diventare un hub di riferimento nelle scienze della longevità, capace di tenere insieme ricerca, sviluppo industriale e occupazione qualificata. Il ministro lo definisce il frutto di un lavoro di squadra tra istituzioni e soggetti privati: “dimostra la capacità del nostro Paese di attrarre grandi investimenti internazionali e tradurli in opportunità concrete di sviluppo”, ha dichiarato.

Sul versante regionale, il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca ha sottolineato come la scelta del Lazio confermi la solidità di un territorio leader nelle biotecnologie e nelle scienze della vita, tornato ad attrarre investimenti e a produrre innovazione. L’obiettivo, ha spiegato, è trasformare il patrimonio di ricerca e competenze in nuova occupazione qualificata, crescita economica e soluzioni per la salute delle persone. La Regione, ha assicurato, accompagnerà ogni fase di un progetto che considera “strategico e storico”.
Dal punto di vista pratico, la vicepresidente della Regione Lazio e assessore allo Sviluppo economico, al Commercio, all’Artigianato, all’Industria e all’Internazionalizzazione, Roberta Angelilli, ha ricordato che l’iniziativa si inserisce nella strategia di attrazione degli investimenti della Regione. Lo strumento è la piattaforma Invest in Lazio, che lavora in sinergia con il portale Invest in Italy del Ministero e può contare sul supporto del Consorzio Unico Industriale del Lazio. Quest’ultimo ha attivato un contact point per fornire informazioni e assistenza tecnica, coordinare e semplificare l’iter burocratico e autorizzativo e aiutare gli investitori a individuare le aree disponibili.
A spiegare la filosofia dell’iniziativa è Gregory Bailey, co-fondatore della Longevity Valley Authority, società italiana guidata dal ceo Tiziana Zampieri e fondata dallo stesso Bailey insieme ad Alexander Pickett e Martin Ducker proprio per promuovere e sviluppare il progetto nel Lazio. Bailey ha spiegato che la scelta dell’Italia è legata alla qualità della ricerca e delle competenze industriali del Paese, e che il modello a cui guardare è quello che la Silicon Valley ha rappresentato per le tecnologie innovative. “Vogliamo andare oltre”, ha affermato, indicando l’obiettivo di dimostrare come sia possibile migliorare salute e qualità della vita in società dove l’invecchiamento pesa come un vincolo economico.
Entrando nel dettaglio, Longevity Valley punta a sostenere la prossima generazione di imprese biotech e deep tech, offrendo anche alle realtà più piccole l’accesso a laboratori e tecnologie che da sole sarebbero fuori dalla loro portata. L’idea è accorciare il più possibile la distanza tra la scoperta scientifica e la sua applicazione commerciale. Attorno al campus si svilupperà poi un ecosistema dedicato alla medicina preventiva e alla longevità, in collaborazione con importanti istituzioni scientifiche internazionali, tra cui il Buck Institute for Research on Aging, considerato a livello mondiale uno dei principali centri di ricerca sulla biologia dell’invecchiamento.
Il progetto non si fermerà ai laboratori. Accanto alla ricerca su nuove terapie e dispositivi, è prevista una sperimentazione in contesti reali su ambiti come l’assistenza sanitaria, l’alimentazione, l’ambiente costruito, la mobilità e l’organizzazione del lavoro. Lo scopo è produrre evidenze scientifiche e modelli applicabili ben oltre i confini del territorio, in un’epoca in cui l’invecchiamento della popolazione rappresenta una sfida economica sempre più pressante.




