Una scossa che non è mai avvenuta, ma che per tre giorni ha messo alla prova uomini, mezzi e procedure come se fosse reale. Si è conclusa a Cassino la grande esercitazione regionale di Protezione Civile denominata “CASSINUM-EXE-2026”, un banco di prova per l’intero sistema di soccorso del Lazio, costruito attorno a uno scenario di grave calamità.

Il copione ipotizzava un evento sismico di magnitudo 4,86, con epicentro a dieci chilometri di profondità nel territorio comunale. Su quella base sono stati simulati crolli e danneggiamenti negli edifici più vetusti, con la conseguente necessità di cercare, raggiungere e mettere in salvo le persone rimaste intrappolate. Un lavoro che ha impegnato i Vigili del Fuoco, in particolare i nuclei specializzati USAR (Urban Search And Rescue), chiamati a mettere in pratica le tecniche di estricazione di dispersi sotto le macerie.

In campo oltre 70 Vigili del Fuoco. Accanto al personale del Comando di Frosinone, direttamente interessato dallo scenario, sono arrivate squadre dai Comandi limitrofi di Latina, Rieti e Viterbo e dalla Direzione regionale Lazio: una mobilitazione pensata per verificare come si risponde quando le forze di un solo territorio non bastano più. Presso la Direzione regionale e il Comando di Frosinone sono state inoltre attivate le Sale Crisi, incaricate di pianificare e gestire gli interventi di competenza nelle varie fasi dell’emergenza simulata.
Una parte dell’esercitazione si è concentrata sull’area della stazione ferroviaria, dove è stato ipotizzato l’arresto di un treno fuori banchina. I soccorritori si sono misurati con la messa in sicurezza dello scenario e con l’evacuazione delle persone coinvolte, una situazione tutt’altro che banale dal punto di vista operativo.
Sotto osservazione anche la Colonna Mobile Regionale, di cui è stata messa alla prova la prontezza di risposta, con particolare riguardo all’organizzazione logistica. Al centro di tutto, il Piano comunale di Protezione Civile di Cassino: l’obiettivo era verificare i flussi di attivazione, comunicazione e comando tra le strutture operative, individuare eventuali criticità e predisporre le azioni correttive necessarie a migliorare la preparazione del personale.




Il fronte sanitario ha giocato un ruolo di primo piano. È stato attivato il Team USAR-M Lazio, specializzato nel soccorso sanitario nelle operazioni di ricerca e salvataggio in ambiente urbano, con particolare attenzione alla gestione dei pazienti e all’organizzazione dei trasferimenti. L’Ospedale di Cassino ha attivato per l’occasione il Piano di Emergenza Interno per il Massiccio Afflusso di Feriti (PEIMAF), permettendo di collaudare l’integrazione tra sistema territoriale dell’emergenza e risposta ospedaliera. Il direttore generale di Ares 118, Narciso Mostarda, ha parlato di un’esercitazione svoltasi nel migliore dei modi: «tutte le componenti coinvolte hanno risposto con professionalità, tempestività e grande spirito di collaborazione».
Il bilancio complessivo è stato tracciato dall’assessore regionale alle Politiche abitative, Case popolari, Politiche del Mare e Protezione Civile, Pasquale Ciacciarelli, che ha definito «estremamente positivo» il risultato della tre giorni, occasione di formazione, confronto e verifica operativa per l’intero sistema. Secondo l’assessore, la presenza di circa 2.000 persone e di oltre 80 organizzazioni di volontariato testimonia la capacità di mobilitazione di chi è impegnato ogni giorno nella tutela della sicurezza dei cittadini. Ciacciarelli ha sottolineato in particolare la giornata di sabato, con l’esercitazione a scala reale e la simulazione del sisma, che ha permesso di rafforzare il coordinamento tra volontariato, strutture operative ed enti istituzionali.
La giornata conclusiva si è chiusa con un evento istituzionale che ha riunito rappresentanti delle istituzioni e del mondo accademico. L’assessore ha ringraziato per la partecipazione il sindaco di Cassino Enzo Salera, il direttore della Protezione Civile Massimo La Pietra, il presidente della Commissione Protezione Civile del Consiglio regionale Nazareno Neri, il presidente del Consiglio regionale Antonello Aurigemma, la vicerettrice dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale Giulia Orofino e il viceprefetto vicario di Frosinone Agnese Scala. Un grazie esteso a volontari, organizzazioni, strutture operative e amministratori locali, per aver dimostrato quanto contino preparazione e lavoro di squadra.
Perché le esercitazioni servono proprio a questo: sbagliare in anticipo, quando l’unico prezzo da pagare è qualche correzione sul piano, per non farlo quando la terra trema davvero. Una prova strategica per il territorio, che esce da questi giorni con più dati, più esperienza e una maggiore capacità di tutelare la popolazione.




