di Veronica Cristofanilli *
Superstrada Ferentino – Sora ferma. C’è la nebbia bassa, la montagna dietro immobile e davanti una scia di luci rosse che non si muove. L’atmosfera sembra una foto tranquilla, ma non lo è.
Stamattina una manifestazione ha bloccato il casello autostradale di Ferentino, con lunghe file sulla superstrada e sulla strada ASI e code anche al casello di Frosinone. È la mobilitazione degli autotrasportatori contro il caro carburanti che si estende lungo la A1, con presidi proprio agli svincoli di Ferentino e Frosinone.
A.Stra.L. parla di disagi dovuti alle manifestazioni con code all’entrata del casello di Ferentino e situazione analoga a Frosinone. Ma il bollettino non racconta lo stato d’animo che c’è dentro quella coda. E io lo conosco bene: i tre camionisti più vicini a me sono una persona speciale per me, suo padre e suo fratello. Per questo non riesco a guardare a quanto sta accadendo come si guarda un semplice ingorgo. Conosco lo stato d’animo di chi ha deciso di fermarsi. Non è rabbia da social. È stanchezza vera. È la frustrazione di chi fa il pieno e vede che mezza giornata di lavoro è già andata per pagarlo. È l’ansia di chi sa che se buchi una consegna perdi il cliente, ma se la fai in perdita perdi te stesso.
Fermarsi al casello non è una vittoria, è l’ultima carta. Lo fai con la paura di passare per quello che crea disagi, ma con la consapevolezza che se non ti fai vedere, nessuno ti ascolta.
Conosco anche lo stato d’animo di chi è rimasto bloccato in mezzo. L’impotenza. Guardi l’orologio, sai che al lavoro ti aspettano, che a casa ti aspettano, e non puoi fare niente. Spegni e accendi il motore, guardi la montagna, ti chiedi perché tocca sempre a te pagare per proteste che non hai deciso.
E conosco lo stato d’animo di chi sta a casa e aspetta. Sua madre che guarda l’ora e pensa a suo figlio fermo in cabina. Io che guardo questa foto e riconosco il tratto, e penso: e se ci fosse dentro uno dei miei tre?
In quella fila non ci sono due categorie. C’è la stessa ansia, da due lati diversi della stessa strada. L’ansia di non farcela. Ecco perché vi chiedo di fermarvi un secondo anche voi, come si è fermata la superstrada, prima di commentare.
Non chiedetevi solo “chi ha ragione“. Chiedetevi perché siamo arrivati a un punto in cui per far sentire il peso del gasolio bisogna bloccare la strada che dovrebbe farci lavorare. Chiedetevi cosa succede a una famiglia quando il lavoro di chi guida non basta più a tenere in piedi la famiglia stessa.
La coda di oggi sulla Ferentino-Sora passerà stasera. Le luci rosse si spegneranno. Ma lo stato d’animo che c’è in coloro che stanno vivendo quella situazione resta. È quello di un territorio intero che sta cercando di tenere insieme il lavoro.

* Veronica è una nostra giovane lettrice, laureatasi In Psicologia clinica con il massimo dei voti e la lode ad aprile scorso all’Università degli Studi de L’Aquila con la tesi intitolata “La qualità della vita lavorativa dei camionisti: tra passione, viaggi e nostalgia, una ricerca esplorativa“. Vive, lavora e studia a Frosinone.
La ringraziamo per questo suo prezioso contributo.




