Il sipario su Art Basel Paris è calato alle 19 di oggi, venerdì 23 ottobre, con due giorni di anticipo rispetto al programma. La fiera, tra gli appuntamenti più importanti del calendario mondiale dell’arte, doveva restare aperta fino a domenica sotto le grandi volte di vetro del Grand Palais. Gli organizzatori hanno invece deciso di fermarsi, per via delle manifestazioni annunciate nel fine settimana nel cuore di Parigi.
La notizia è arrivata giovedì pomeriggio con una mail inviata a galleristi, ospiti e giornalisti. Nel messaggio, firmato tra gli altri dal direttore della fiera Karim Crippa, l’organizzazione spiega che la scelta è stata presa per tutelare visitatori, espositori, partner, personale e opere d’arte, e sottolinea che non è stata presa alla leggera. Nella stessa comunicazione gli organizzatori esprimono rammarico per i disagi causati e ringraziano la stampa per l’attenzione dedicata alla manifestazione fin dal suo esordio, cinque anni fa.
Il contesto è quello di una settimana tesa in tutta la Francia. Le proteste contro il caro vita e le condizioni della scuola, secondo quanto ricostruito dalla stampa internazionale, sabato scorso sono state offuscate da disordini e saccheggi, con migliaia di fermi in tutto il Paese. Per questo fine settimana è previsto un nuovo corteo autorizzato tra place de la Bastille e place de la Nation, mentre altre iniziative, tra cui una tra la Bastille e place de l’Opéra, sono state vietate dalla prefettura di polizia. Anche altre realtà culturali hanno modificato i programmi: tra queste le fondazioni Louis Vuitton e Cartier, che hanno anticipato la chiusura, e l’artista Alicja Kwade, che ha deciso di rimuovere in anticipo la sua scultura installata all’aperto.
Per chi non conoscesse la manifestazione, Art Basel è la rete di fiere d’arte moderna e contemporanea nata a Basilea, in Svizzera, nel 1970, che nel tempo si è allargata a Miami Beach, Hong Kong e Parigi. L’edizione parigina, al suo debutto con il nome Paris+ par Art Basel nel 2022, ha preso il posto della storica FIAC e dal 2024 si chiama a tutti gli effetti Art Basel Paris. Quest’anno, alla quinta edizione e la prima sotto la direzione di Crippa, ha riunito oltre duecento gallerie da più di quaranta Paesi.
Il calendario prevedeva alcuni giorni di anteprime riservate a collezionisti, curatori e ospiti invitati, con il vernissage di giovedì 22 ottobre, prima dell’apertura al pubblico. La chiusura anticipata ha ridotto a una sola giornata l’ingresso del pubblico generico, e per i galleristi, che dovranno rivedere in fretta logistica e spedizioni delle opere, non è stato semplice.

Nonostante questo, sia il vernissage di ieri sia la giornata di oggi, a quanto raccontano gli addetti ai lavori, hanno registrato un grande successo di pubblico, con corridoi affollati e stand presi d’assalto. Oggi al Grand Palais è arrivata anche Brigitte Macron, première dame di Francia, che ha visitato la fiera.
Ampia anche la presenza italiana. Secondo l’elenco ufficiale degli espositori, tra le gallerie del nostro Paese figurano Alfonso Artiaco di Napoli, Cardi Gallery, Galleria Continua, Raffaella Cortese, Massimo De Carlo e Kaufmann Repetto, tutte con base a Milano o con sedi in Italia, oltre a Franco Noero di Torino e P420 di Bologna. Un segnale della forza del sistema dell’arte italiano, che anche questa volta ha portato a Parigi nomi e ricerche di primo piano.



























































































Gli organizzatori, intanto, contatteranno direttamente i possessori dei biglietti per sabato e domenica con le informazioni su come procedere. La fiera, insomma, chiude in anticipo, ma lo fa dopo aver acceso, in poche ore, i riflettori sulla capitale francese.




