Una spirale di violenza durata anni, culminata in una notte di paura e in un inseguimento in auto che ha fatto scattare l’allarme definitivo. È la vicenda ricostruita dai Carabinieri della Stazione di Aquino, che nelle scorse ore hanno dato esecuzione a un’ordinanza di misura cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Cassino, su richiesta della Procura di Cassino, nei confronti di un 40enne residente a Pignataro Interamna.
L’uomo è gravemente indiziato dei reati di lesioni personali aggravate e maltrattamenti nei confronti della moglie. L’indagine è partita dalla denuncia della donna, ormai logorata da anni di vessazioni, aggressioni fisiche e verbali, subite spesso sotto gli occhi dei figli minori della coppia.
Tra gli episodi più gravi messi insieme dagli inquirenti c’è quello del 2 agosto 2026. Durante una violenta lite, secondo la ricostruzione, l’indagato avrebbe afferrato la moglie per il collo, procurandole delle escoriazioni. In quel momento uno dei bambini, spinto dall’istinto di difendere la madre, sarebbe intervenuto colpendo il padre con un bastone. La donna ha cercato scampo nella propria auto, ma l’uomo avrebbe prima colpito la vettura con un pugno e poi l’avrebbe speronata di proposito con il proprio autocarro.
Dopo quella giornata la donna ha lasciato la casa coniugale per rifugiarsi altrove insieme ai figli. Ma la tregua non è mai arrivata: stando agli accertamenti, l’uomo avrebbe continuato a tormentarla con una insistenza ossessiva, arrivando a fare 71 telefonate in una sola notte e presentandosi più volte davanti alla nuova abitazione per insultarla. Il punto più critico, all’inizio di ottobre, quando avrebbe pedinato la moglie in auto, con manovre azzardate per bloccarle la strada, per poi scendere dal veicolo e inveire contro di lei.
Di fronte al concreto e attuale pericolo che le condotte si ripetessero, l’Autorità Giudiziaria ha imposto il divieto assoluto di avvicinamento e di comunicazione con la donna e con i figli, fissando una distanza minima di mille metri dai luoghi da loro frequentati. A garanzia del rispetto del provvedimento è stato disposto il braccialetto elettronico: un eventuale rifiuto di indossarlo comporterebbe il trasferimento immediato in carcere.
L’intervento, sottolineano le Forze dell’Ordine, conferma l’impegno dell’Arma dei Carabinieri e della Procura di Cassino nella tutela delle vittime di violenza di genere. Le Istituzioni ribadiscono inoltre quanto sia decisivo segnalare tempestivamente ogni forma di abuso, primo passo per attivare le reti di protezione e spezzare il ciclo della violenza.




