La lotta alla Camorra raccontata dal Generale Carmelo Burgio
Presentazione del libro “Guerra ai Casalesi” a Castel Volturno
Ieri mattina, sabato 22 marzo 2025, il Generale di Corpo d’Armata dei Carabinieri Carmelo Burgio ha presentato in prima nazionale il suo libro “Guerra ai Casalesi” nella sede della Scuola Forestale dei Carabinieri di Castel Volturno.
L’evento, organizzato dall’associazione Start Odv in collaborazione con l’Istituto di Istruzione Superiore “Vincenzo Corrado“, rientrava nelle iniziative in memoria di don Giuseppe Diana, promosse dal Comitato don Diana.
Un libro che racconta cinque anni di lotta al crimine
Dall’arresto del boss Giuseppe Setola alla trasformazione del territorio
Il volume, edito da Vallecchi Firenze, ripercorre i cinque anni in cui Burgio, allora Colonnello, guidò il Comando provinciale dei Carabinieri di Caserta, uno dei territori più complessi d’Italia per l’illegalità diffusa. Il libro si concentra sull’arresto del boss Giuseppe Setola, avvenuto nel 2009 dopo una lunga e intensa caccia. Burgio ha raccontato come, nonostante i dubbi iniziali, riuscì a portare a termine la missione, cambiando per sempre il volto dell’Agro aversano.
“Sul palco– ha affermato il Gen. Carmelo Burgio il giorno dopo l’evento – la memoria delle vittime di quegli anni ha risuonato forte, un tributo a chi ha pagato il prezzo più alto e agli imprenditori coraggiosi che hanno sfidato la paura. E poi, il calore e la forza dei miei Carabinieri di Caserta, accorsi in massa, e dei vecchi commilitoni della MSU Iraq, della Folgore, del Tuscania. Senza dimenticare gli amici di sempre, anche di quei tempi indimenticabili alla Nunziatella, che hanno reso questa giornata straordinaria“.
Testimonianze e dibattiti con esperti e testimoni
Un confronto sul passato e sul futuro del territorio
All’evento hanno partecipato diversi relatori di spessore: Rosa Ciardullo, figlia di una vittima innocente della camorra, particolarmente emozionata nel ricordare la figura del padre, e Tina Cioffo, validissima giornalista e attivista del Comitato don Diana.
Moderato dal bravo e preparato giornalista Vincenzo Ammaliato, il dibattito ha visto anche la presenza di Luigi Ferrucci, presidente nazionale della Fai Antiracket, e Gianni Molinari, caporedattore de Il Mattino.
Era presente anche Cesare Sirignano, Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord: “quello di ieri – ha spiegato ad anagnia.com – è stato un viaggio nella memoria, un ritorno al passato che diventa essenziale per comprendere il presente e per non dimenticare. Durante l’incontro, abbiamo rivissuto momenti di profonda emozione, frammenti di storia che hanno segnato le nostre vite e quella di un intero territorio. Erano gli anni in cui la provincia di Caserta era ostaggio della ferocia di Giuseppe Setola e del suo commando di fuoco, un’epoca di sangue e terrore. Ed è stato ancora più significativo condividere questo momento con tanti carabinieri presenti in sala, uomini che hanno combattuto in prima linea e che, con dedizione e sacrificio, hanno scritto una delle pagine più importanti nella lotta alla criminalità, portando alla cattura dei latitanti“.
Dei Carabinieri citati dal dott. Cesare Sirignano, era presente all’evento anche il Ten. Colonnello Costantino Airoldi, allora comandante del Nucleo Investigativo del Comando provinciale di Caserta il quale ad anagnia.com ha spiegato: “essere parte della squadra del Generale Burgio è stato un onore immenso, un’esperienza che ha segnato profondamente la mia carriera e la mia vita. Erano anni di tensione estrema, in cui la provincia di Caserta viveva un’emergenza senza precedenti, tanto da richiedere l’intervento diretto del Ministro dell’Interno”.
“In un contesto di forte pressione politica, sociale e mediatica – ha aggiunto Airoldi – noi Carabinieri abbiamo operato con fermezza, unità e determinazione, consapevoli che il nostro compito andava ben oltre la cattura dei criminali: significava restituire dignità e sicurezza a un territorio martoriato dalla violenza. Il risultato più grande? Non solo aver smantellato il gruppo di Giuseppe Setola e ottenuto condanne esemplari, ma aver visto, giorno dopo giorno, la paura lasciare spazio alla speranza. E questa, ancora oggi, è la gratificazione più grande: sapere di aver contribuito a restituire serenità ai cittadini di questa terra meravigliosa“.
Un evento per ricordare e riflettere
Celebrare la memoria di don Giuseppe Diana e il lavoro dei Carabinieri
L’iniziativa non solo ha celebrato il lavoro dei Carabinieri nella lotta alla camorra, ma anche la memoria di don Giuseppe Diana, sacerdote ucciso dalla camorra nel 1994. L’evento si è svolto alle 10:30 nella sala conferenze della Scuola Forestale dei Carabinieri, in via Scalzone a Pinetamare.
I saluti istituzionali sono stati portati dal sindaco di Castel Volturno, Pasquale Marrandino: “questo evento – ha spiegato il primo cittadino – rappresenta un momento fondamentale per la nostra comunità. La presenza del generale Burgio e la sua testimonianza ci ricordano quanto sia importante non abbassare mai la guardia contro la criminalità e continuare a lavorare per il riscatto del nostro territorio.”
La storia di una lotta senza quartiere
Dai dubbi iniziali alla cattura di Setola
Burgio ha raccontato nel libro come, inizialmente, nutriva dubbi sulla riuscita dell’operazione e pensava di essere sostituito. Tuttavia, i suoi superiori gli chiesero di rimanere e portare a termine la missione. Con una strategia di accerchiamento, Burgio e i suoi uomini – questi ultimi coordinati dallo stesso Costantino Airoldi – riuscirono a catturare Setola il 14 gennaio 2009, dopo mesi di indagini e sacrifici. Quel giorno, Burgio percorse l’ultimo tratto di strada con le sirene spiegate, simbolo di una città finalmente libera.
Un territorio che cambia
Dalla lotta alla camorra alla rinascita sociale
L’evento non è stato solo un’occasione per ricordare il passato, ma anche per riflettere su come il territorio sia cambiato da allora. Grazie al lavoro di Burgio e dei Carabinieri, Castel Volturno e il territorio dell’Agro aversano hanno iniziato un percorso di rinascita, riducendo la vulnerabilità sociale e promuovendo la cultura e l’arte attraverso iniziative come quelle di Start Odv.
Un plauso speciale e carico di gratitudine va ai giovanissimi studenti dell’Istituto Professionale di Stato per i Servizi di Enogastronomia e Ospitalità Alberghiera “Vincenzo Corrado” di Castel Volturno, tra i protagonisti dell’evento. Accompagnati dai loro eccellenti docenti e dalla stimata dirigente scolastica, la dott.ssa Nicoletta Fabozzi, questi ragazzi hanno dato prova di straordinaria preparazione, accogliendo con impeccabile professionalità e sincera cortesia tutti i presenti. Con gesti semplici ma ricchi di significato, hanno offerto dolci squisiti, frutto della loro passione e abilità, e caffè servito con un sorriso, regalando un tocco di calore e ospitalità che ha reso l’atmosfera ancor più speciale.
Grazie agli ospiti e al pubblico intervenuto, e grazie anche ai ragazzi dell’Istituto diretto dalla dott.ssa Nicoletta Fabozzi, la presentazione del libro “Guerra ai Casalesi” è stata un momento di grande importanza per la comunità di Castel Volturno e per tutto il territorio, ma anche per tutti coloro che credono nella lotta alla criminalità organizzata e nella conseguente Giustizia sociale.
Il generale Carmelo Burgio, con la sua determinazione e il suo coraggio, ha dimostrato che è possibile sconfiggere la camorra e restituire dignità e speranza a un territorio martoriato.
Questo evento non solo ha celebrato un’importante vittoria delle Forze dell’Ordine, ma ha anche ricordato l’importanza di continuare a lottare per un futuro migliore, libero dalla criminalità e ricco di opportunità per tutti.