La sicurezza nei luoghi di lavoro resta una priorità assoluta per il Comando Provinciale dei Carabinieri di Frosinone, che ha intensificato i controlli mirati nel settore dell’edilizia, un ambito storicamente esposto a rischi elevati. Nelle ultime ore, l’attenzione dei militari si è concentrata sul territorio di San Giorgio a Liri, dove un’ispezione minuziosa ha portato alla luce un quadro di diffuse irregolarità all’interno di un cantiere edile locale, segnando un nuovo importante punto a favore della legalità e della tutela dei diritti dei lavoratori.
L’operazione è stata condotta dai Carabinieri della Stazione di San Giorgio a Liri, che hanno operato in stretta sinergia con gli ispettori tecnici dell’I.T.L. di Frosinone e con il personale specializzato del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Frosinone (N.I.L.). Quando i militari hanno fatto il loro ingresso nell’area del cantiere, la scena che si è presentata ai loro occhi ha confermato la necessità di un intervento immediato: tra i ponteggi e i materiali da costruzione operavano infatti tre operai completamente in nero, privi di qualsiasi comunicazione di assunzione e, di conseguenza, di ogni protezione assicurativa e previdenziale.
Il sopralluogo ha però rivelato criticità ancora più profonde, che andavano oltre il lavoro sommerso, toccando la delicata sfera della incolumità fisica dei lavoratori. Gli esperti dell’Arma dei Carabinieri hanno infatti riscontrato che il datore di lavoro dell’impresa affidataria non aveva vigilato affinché le operazioni procedessero in condizioni di sicurezza. Le mancanze sono risultate sistemiche: il coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione è stato ritenuto responsabile di non aver controllato correttamente le dinamiche del cantiere, mentre il datore di lavoro dell’impresa subappaltatrice ha omesso di predisporre le misure fondamentali per la prevenzione delle cadute dall’alto, uno dei rischi più letali nel settore delle costruzioni.
Il quadro delle violazioni è stato completato da gravi carenze nella gestione della salute e dei rischi elettrici, oltre all’indicazione di dati non conformi sul cartello di cantiere da parte del committente dei lavori. Davanti a tale scenario di potenziale pericolo, i tre responsabili sono stati deferiti in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Cassino. Per l’azienda è scattato il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale, che non potrà riprendere finché ogni singola irregolarità non sarà stata sanata secondo i parametri di legge.
Le conseguenze economiche per i responsabili sono state altrettanto pesanti: le sanzioni amministrative e le ammende complessive hanno raggiunto la cifra di circa 22.000,00 euro. Questo intervento si inserisce in una più ampia strategia di monitoraggio che la Polizia di Stato e i Carabinieri stanno portando avanti su tutto il territorio provinciale per sradicare il fenomeno del lavoro irregolare e garantire che ogni cantiere sia un luogo sicuro. La sorveglianza delle istituzioni continuerà incessante anche nei prossimi mesi, con l’obiettivo di prevenire tragici infortuni e assicurare il rispetto della normativa vigente.




