Un’occasione di libertà trasformatasi nel biglietto di ritorno dietro le sbarre. Protagonista della vicenda è un 37enne, originario di Alatri ma residente da tempo a Sant’Angelo in Pontano, nelle Marche, la cui parabola giudiziaria ha subito un brusco e definitivo tracollo nelle ultime quarantotto ore. L’uomo stava scontando una condanna attraverso l’affidamento in prova, una misura alternativa che permette il reinserimento sociale, ma un mix di imprudenza e sostanze proibite ha interrotto bruscamente il suo percorso rieducativo.
Tutto è iniziato nel corso di un permesso premio, un beneficio concesso dalla Magistratura di Sorveglianza per permettere al condannato di godere di alcuni momenti di autonomia. Tuttavia, invece di rispettare le rigide prescrizioni imposte dal tribunale, il 37enne si è messo alla guida di un’autovettura. La corsa è finita però molto presto, quando l’uomo è rimasto coinvolto in un incidente stradale autonomo. La dinamica del sinistro, che non ha visto la partecipazione di altri veicoli, ha fatto scattare l’immediato intervento dei Carabinieri della Stazione di Loro Piceno.
I militari, giunti sul posto per i rilievi di rito, hanno subito sospettato che lo stato psicofisico del conducente fosse alterato. Il sospetto è diventato una certezza granitica dopo gli accertamenti clinici effettuati presso una struttura sanitaria: i test tossicologici hanno confermato che l’uomo si era messo al volante dopo aver assunto sostanze stupefacenti. Un comportamento che rappresenta non solo una grave violazione del Codice della Strada, ma soprattutto un’insanabile rottura del patto di fiducia con l’istituzione giudiziaria.
La segnalazione dei Carabinieri è stata fulminea, spingendo le autorità competenti a decretare la sospensione dell’affidamento in prova. La condotta del 37enne è stata giudicata incompatibile con la prosecuzione del beneficio esterno, portando alla revoca immediata del permesso e della misura alternativa. Per l’uomo, che sperava di aver chiuso i conti con le mura di un penitenziario, si sono riaperte le porte della detenzione.
Nella giornata di ieri l’altro, i militari dell’Arma dei Carabinieri hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare, rintracciando il soggetto e procedendo al suo trasferimento. Dopo le formalità di rito espletate in caserma, il cittadino alatrense è stato tradotto presso il Carcere di Fermo, dove dovrà ora scontare il residuo della sua pena senza più la possibilità di godere, almeno per il momento, di ulteriori benefici o sconti di libertà.




