Ha preso ufficialmente il via presso la Scuola Primaria dell’Istituto Ottaviano Bottini di Piglio “Spegniamo il Bullo”, l’ambizioso progetto educativo e sportivo promosso dall’ASD Boxe Anagni che punta a trasformare la nobile arte del ring in un potente antidoto contro le piaghe del bullismo e del cyberbullismo. Un’iniziativa che non si fermerà tra le mura di Piglio, ma che coinvolgerà progressivamente anche gli alunni della Scuola Secondaria di I grado dei comuni di Serrone, Trevi nel Lazio e Filettino.

L’idea, nata dalla visione del maestro Leonardo Trossi, non è quella di insegnare a colpire, ma di educare a gestire la propria forza e le proprie emozioni. Attraverso la boxe educativa, i bambini vengono coinvolti in esercizi proposti esclusivamente in forma ludica, dove il contatto fisico è mediato dal rispetto ferreo delle regole. In un’epoca in cui l’aggressività spesso tracima dai social network alla realtà scolastica, la palestra entra in classe per offrire ai giovani strumenti concreti di crescita. Imparare a stare in guardia, in questo contesto, significa imparare a difendere la propria autostima e quella dei compagni, sviluppando una consapevolezza che è alla base di ogni relazione sana.

Il cuore pulsante di “Spegniamo il Bullo” risiede nella capacità dello sport di farsi linguaggio universale di inclusione. Grazie alla collaborazione con l’ente di promozione sportiva OPES, il progetto trasmette valori che vanno ben oltre la prestazione atletica. Il rispetto dell’avversario, la fiducia in sé stessi e la capacità di autocontrollo diventano lezioni di vita quotidiana utili a prevenire comportamenti prevaricatori, sia nei corridoi scolastici che nelle piazze virtuali del web. Il team dell’ASD Boxe Anagni lavora fianco a fianco con i docenti per identificare e disinnescare quelle dinamiche di isolamento che spesso alimentano il fenomeno del bullismo.
Il successo di questa prima tappa è il frutto di una sinergia istituzionale e professionale di alto livello. Un ruolo fondamentale è stato ricoperto dalla dirigente scolastica Sabrina Morrea, che ha aperto con entusiasmo le porte della scuola a questa sperimentazione pedagogica. Prezioso anche il contributo tecnico e organizzativo fornito dal vicepresidente OPES Luigi Romani e il supporto scientifico dello psicologo dello sport Antonio Cortese. La loro presenza garantisce che ogni attività sia calibrata sulle reali esigenze psicofisiche degli studenti, trasformando l’ora di attività motoria in un vero e proprio laboratorio di cittadinanza attiva.




