La fotografia di una città si scatta dai dettagli, ma a Ferentino sono proprio i dettagli a raccontare una storia di attese e di occasioni non ancora colte. Ne sono convinti i consiglieri di minoranza della città gigliata secondo i quali quella che doveva essere la porta d’ingresso monumentale e sicura della città, la Rotatoria di Pontegrande, è oggi al centro di una riflessione amara che coinvolge i consiglieri comunali Alfonso Musa, Giancarlo Lanzi, Fabio Magliocchetti e Antonio Pompeo. Un’opera nata per mettere in sicurezza un tratto stradale storicamente pericoloso, ma rimasta, nel sentire dell’opposizione, un’incompiuta dal punto di vista del decoro.
Dall’ottobre del 2024, data della sua ultimazione tecnica, sono passati quindici mesi – spiegano i consiglieri di opposizione – eppure il cuore della rotonda appare ancora spoglio. Nonostante gli affidamenti e il passaggio di diverse ditte, gli interventi ornamentali che avrebbero dovuto dare il benvenuto ai visitatori restano un miraggio. Per i quattro esponenti della minoranza, questo non è un caso isolato, ma il sintomo di una difficoltà più profonda nel gestire la quotidianità e l’immagine stessa di Ferentino.
Il viaggio nelle criticità urbane – sempre secondo l’opposizione – prosegue lungo il reticolo stradale cittadino. L’asfalto, segnato da interventi spesso frammentari e privi di un coordinamento rigoroso, rende la circolazione complessa in molti quartieri. A questo si aggiunge la sensazione di un arredo urbano stanco: la cura del verde appare intermittente, mentre la pubblica illuminazione fatica a garantire l’efficienza necessaria. È un coro unanime quello dei consiglieri, che vedono in questa mancanza di manutenzione ordinaria un ostacolo insormontabile per una città che ambirebbe a ben altro profilo.
Il cuore pulsante di Ferentino, il suo centro storico, non sembra passarsela meglio, spiegano i consiglieri di minoranza. In un’epoca in cui il turismo vive di particolari e di valorizzazione del patrimonio storico-culturale, la desolazione di alcuni vicoli stride con le potenzialità della città. La critica mossa da Musa, Lanzi, Magliocchetti e Pompeo punta il dito contro l’assenza di una visione d’insieme, capace di trasformare la ricchezza monumentale in un volano economico e d’immagine.
A quasi tre anni dall’insediamento dell’attuale Amministrazione Comunale, il bilancio tracciato dall’opposizione è quello di una macchina che arranca. Non si parla solo della difficoltà nel far partire nuovi cantieri, ma anche della fatica nel portare a termine progetti già finanziati e avviati dalle precedenti gestioni. La preoccupazione finale è che la rincorsa ai ripari, dettata forse dall’urgenza del tempo che passa, non possa sostituire quella programmazione necessaria a dare un futuro armonico a Ferentino. La città, conclude la nota dei consiglieri, non chiede improvvisazione, ma una prospettiva chiara per uscire da uno stato di diffuso abbandono.




