Un caso che riaccende il dibattito sulla gestione della Sanità nel Lazio arriva dalla Asl di Frosinone, dove un medico gettonista ha guadagnato in un solo mese la cifra di 35 mila euro. La vicenda è stata denunciata dal consigliere regionale di Azione, Alessio D’Amato, che ha presentato un’interrogazione urgente al presidente Rocca, chiedendo chiarezza sulla situazione.
«Come è possibile che, nonostante le indicazioni a livello nazionale e le rassicurazioni del ministro Schillaci, nel Lazio si continui a ricorrere a medici gettonisti?», ha dichiarato D’Amato, evidenziando che nella Asl di Frosinone vi sia un medico a partita IVA di oltre 70 anni che copre 36 turni in un mese, percependo uno stipendio equivalente a quello di dieci medici ordinari.

Il consigliere regionale ha sottolineato la necessità di garantire la sicurezza dei pazienti, ponendo l’accento sulle possibili implicazioni legate alla gestione dei turni e alla qualità dell’assistenza. «Serve immediatamente fare chiarezza e il presidente Rocca deve rispondere di questa situazione», ha aggiunto.
D’Amato ha annunciato l’intenzione di preparare un esposto all’ispettorato del lavoro e ai Carabinieri del NAS per verificare il rispetto delle normative nazionali ed europee, con particolare attenzione alla sicurezza dei pazienti e alla corretta applicazione delle regole sul lavoro.
Il caso mette in evidenza le criticità legate alla figura dei medici gettonisti, la loro remunerazione e il ricorso a professionisti anziani che, pur coprendo numerosi turni, possono sollevare interrogativi sulla sostenibilità del sistema e sulla tutela dei cittadini. La vicenda potrebbe ora diventare oggetto di verifiche più approfondite da parte delle autorità competenti.
In una nota inviata a questa redazione, “la Direzione Strategica della ASL di Frosinone, chiarisce che la cifra riportata oggi (ieri, per chi legge – n.d.r.) dagli organi di informazione, relativa a un medico gettonista, si riferisce a un valore lordo stipendiale, come previsto dalle tariffe retributive per il lavoro svolto ed in un periodo temporale in cui si sono registrati assenze del personale medico, picco influenzale e il contestuale slittamento dell’avvio della gara d’appalto di servizi per l’emergenza-urgenza prevista il 1° gennaio 2026.
L’Azienda precisa inoltre “che le misure adottate finora per la copertura di tutti i turni mensili si sono rese indispensabili per fronteggiare la carenza di personale medico della medicina di Urgenza e Ps e garantire sempre la continuità dei servizi di emergenza-urgenza sull’intero territorio provinciale”.
“Nonostante l’attivazione di una procedura concorsuale per il reclutamento di 20 medici di Pronto Soccorso – si legge ancora nella nota dell’ASL di Frosinone – non è pervenuta alcuna candidatura, rendendo impossibile procedere con le assunzioni previste. Per assicurare la piena operatività dei quattro Pronto Soccorso della provincia, infatti, l’Azienda ha avviato una gara d’appalto per i servizi di emergenza-urgenza, finalizzata a garantire un modello organizzativo stabile, efficiente e adeguato alle esigenze assistenziali della popolazione, la cui piena operatività è entrata in vigore dal 15 di febbraio 2026″.




