Il confine tra Ripi e Boville Ernica non è solo una linea sulle mappe catastali, ma è diventato da mesi il perimetro di una crisi invisibile quanto feroce. In questo lembo di terra, la quotidianità delle famiglie che risiedono in Via Galoppino e Colle Iensi vivono una situazione paradossale che si trascina ormai dalla scorsa estate e che ha spinto la comunità, stanca di promesse evaporate al sole e di solleciti rimasti lettera morta, a intraprendere la strada formale della petizione popolare.
Il documento, redatto da Luca D’Arpino e sottoscritto da numerosi cittadini residenti nei due Comuni, è un atto di accusa diretto e senza giri di parole rivolto all’ente gestore Acea Ato 5 Spa. La richiesta è chiara: un intervento immediato per ripristinare l’erogazione idrica quotidiana e la pianificazione di nuove opere infrastrutturali che possano mettere fine a un isolamento che dura da troppo tempo. I residenti denunciano una grave carenza idrica che ha smesso di essere un’emergenza stagionale per trasformarsi in una condizione strutturale inaccettabile.

L’erogazione dell’acqua potabile è infatti limitata a poche notti a settimana, con un flusso così debole da rendere impossibile perfino il riempimento dei serbatoi di accumulo o delle botti di riserva. È un’immagine anacronistica quella che emerge dai racconti della zona, dove le famiglie sono costrette a rincorrere le autocisterne e a centellinare ogni goccia per l’igiene personale e i bisogni primari, nonostante si sia ormai nel pieno della stagione delle piogge.
La mobilitazione collettiva attraverso la firma della petizione rappresenta l’ultima spiaggia per ridare dignità a un territorio che non accetta più di essere trattato come una periferia di serie B.
I firmatari della petizione chiedono ora che Acea Ato 5 Spa non si limiti a interventi tampone, ma affronti con serietà le criticità della rete che collega Ripi e Boville Ernica. La comunità attende risposte concrete e, soprattutto, l’apertura definitiva dei rubinetti.




