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    Giornata della Memoria 2026: dalla Capitale alla provincia di Frosinone, un coro di iniziative per non dimenticare

    scuole, istituzioni e associazioni protagoniste di una ricorrenza che interroga il presente
    27 Gennaio 202614 Mins Read
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    Roma Capitale, Frosinone, Arce, Anagni, Piglio e l’intera provincia ciociara si sono unite oggi, martedì 27 gennaio 2026, in un’unica grande testimonianza collettiva per celebrare la Giornata della Memoria. Ottant’anni dopo la liberazione di Auschwitz, il territorio ha risposto con decine di iniziative che hanno visto protagonisti studenti, insegnanti, amministratori e cittadini, in un impegno corale contro l’oblio e l’indifferenza.

    Da Roma fino ai piccoli centri montani della Valle del Sacco e dell’alta provincia di Frosinone, il 27 gennaio è stato vissuto come momento di riflessione profonda, capace di intrecciare la memoria storica con le sfide del presente. Un tessuto di eventi che ha confermato quanto la scuola resti il presidio più autentico della coscienza civile, e quanto le istituzioni locali sappiano ancora farsi promotrici di cultura e cittadinanza attiva.


    Roma Capitale: “Memoria genera Futuro”, la campagna che attraversa la città

    Il messaggio dell’assessore Smeriglio: responsabilità e vigilanza contro ogni forma di odio

    Roma Capitale ha accompagnato le celebrazioni della Giornata della Memoria con una campagna di comunicazione capillare, visibile in tutta la città attraverso i canali di informazione istituzionale. L’iniziativa si inserisce nel più ampio palinsesto di eventi culturali raccolti sotto il titolo “Memoria genera Futuro”, promosso dall’Amministrazione capitolina in collaborazione con numerose realtà del territorio.

    “Il 27 gennaio è testimonianza ma anche responsabilità, non dimentichiamo mai che i sei milioni di morti della Shoah sono responsabilità dei nazifascisti“, ha dichiarato Massimiliano Smeriglio, assessore alla Cultura e al coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria. “La memoria genera futuro se sa riconoscere le responsabilità ed evitare che accada di nuovo, fin dalle prime avvisaglie, fin dall’indifferenza. Ricordiamolo sempre: come una scritta mai cancellata sulle lavagne nelle scuole, un richiamo per ognuno di noi”.

    La campagna, ideata dal Dipartimento Monitoraggio Qualità dei Servizi e Comunicazione Istituzionale d’intesa con l’assessorato, ha puntato su un linguaggio diretto e simbolico, capace di parlare a tutte le generazioni. Manifesti, spot digitali e contenuti sui canali social della Capitale hanno veicolato un messaggio chiaro: la memoria non è un rito formale, ma un impegno quotidiano contro ogni forma di discriminazione e violenza.


    Frosinone: “I giovani e la Memoria”, l’impegno delle nuove generazioni all’Istituto Volta

    Teatro, video e musica: gli studenti raccontano la Shoah con le proprie voci

    Questa mattina, nell’aula magna dell’Istituto di Istruzione Superiore “A. Volta” di Frosinone, si è svolta una delle iniziative più partecipate della provincia. “I giovani e la Memoria”, promossa dalla Prefettura di Frosinone in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Provinciale, ha visto protagonisti gli studenti dello stesso Volta e del Liceo Scientifico “F. Severi”, impegnati in una rappresentazione multidisciplinare che ha unito teatro, letture, video e musica.

    L’evento ha registrato una presenza istituzionale significativa: in sala il Prefetto dott. Giuseppe Ranieri, la Dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale prof.ssa Laura Superchi, i dirigenti scolastici dei due istituti coinvolti, il Sindaco di Frosinone, il rappresentante della Provincia, il Questore, il Comandante Provinciale dei Carabinieri, il Comandante della Guardia di Finanza – Gruppo di Frosinone, il Vice Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco, il Comandante del 3° Reggimento “Bondone” di Cassino, il Comandante del 41° Reggimento “Cordenons” di Sora e il Comandante dello Stabilimento Propellenti di Fontana Liri.

    Dopo i saluti istituzionali, gli studenti hanno dato vita a una breve rappresentazione teatrale seguita dalla lettura di brani e riflessioni personali, quindi dalla proiezione di un video interamente realizzato da loro. Il momento conclusivo è stato affidato all’esecuzione di un brano musicale, che ha lasciato la sala in un silenzio carico di emozione.

    Le performance artistiche hanno testimoniato il significato profondo di una ricorrenza che si fonda sulla forza educativa della memoria, strumento indispensabile per tenere vivo il ricordo di quel tragico periodo della storia nazionale ed europea e per costruire anticorpi culturali contro ogni forma di totalitarismo.


    Arce: “Music Macht Frei”, quando la musica diventa resistenza e libertà

    L’intervento di Gianni Blasi sul patrimonio artistico nato nei lager

    Nella Sala del Teatro Comunale di Arce si è tenuto oggi l’incontro “Music Macht Frei – La musica rende liberi”, promosso dal Centro Studi Bernardo Nardone in occasione della Giornata della Memoria. L’iniziativa ha offerto un momento di profonda riflessione sul valore della musica nata nei campi di deportazione nazisti come estremo atto di umanità, resistenza e libertà.

    Particolarmente appassionato e coinvolgente l’intervento di Gianni Blasi, studioso della Seconda Guerra Mondiale, che ha intrecciato musica, storia e memoria, restituendo al pubblico il senso profondo di un patrimonio artistico e umano sopravvissuto allo sterminio. Blasi ha raccontato come, anche nei momenti più bui della deportazione, la musica sia stata per molti prigionieri l’unico spazio di libertà interiore, un linguaggio capace di attraversare il filo spinato e mantenere viva la dignità umana.

    L’incontro è stato introdotto da Romeo Fraioli, da anni impegnato nella promozione di iniziative culturali capaci di arricchire il territorio e coinvolgere attivamente le giovani generazioni. Per l’Amministrazione comunale di Arce erano presenti il Sindaco Luigi Germani, il Vicesindaco Sara Petrucci, l’Assessore alla Cultura Alessandro Proia e l’Assessore alla Pubblica Istruzione Bruna Gregori, a testimonianza della vicinanza istituzionale a un momento di alto valore civile e formativo.

    “La memoria è anche riconoscenza verso coloro che seppero opporsi all’odio e alla violenza, scegliendo il coraggio e la responsabilità in un tempo in cui la prepotenza sembrava legge”, ha dichiarato il Sindaco Luigi Germani. “Ricordare oggi è più che mai necessario: in un mondo attraversato da guerre, conflitti, linguaggi di supremazia e nuove forme di intolleranza, la memoria resta un presidio civile fondamentale. Un impegno collettivo a difendere la dignità umana, il rispetto dell’altro e la libertà, perché il passato non torni a ripetersi sotto nuove forme”.


    Ceccano: la voce controcorrente del collettivo Ceccano2030

    Anna Simoni interroga l’Occidente sul silenzio di fronte a Gaza

    Una riflessione più amara e critica è arrivata da Ceccano, dove Anna Simoni, portavoce del collettivo Ceccano2030, ha affidato a una nota pubblica una lettura della Giornata della Memoria che va oltre la retorica celebrativa e interroga le contraddizioni del presente.

    “Il 27 gennaio è una data che pesa sulla coscienza collettiva dell’Europa come un monito eterno”, scrive Simoni, che ricorda l’impegno del “mai più” pronunciato davanti ai cancelli aperti di Auschwitz. Ma quel monito, secondo l’esponente del collettivo cecchese, si è oggi “svuotato, trasformato in un rituale di memoria selettiva che ignora le macerie del presente”.

    Nel testo, Simoni solleva interrogativi scomodi sul ruolo di Israele a Gaza e sulla “cecità dell’Occidente”, accusato di voltarsi dall’altra parte quando l’aggressore è un alleato strategico. “Celebrare il Giorno della Memoria mentre si tace su Gaza è un atto di cinismo politico”, scrive, ricordando che “dire ‘mai più’ deve significare mai più per nessuno, senza distinzioni di razza, religione o convenienza geopolitica”.

    Una voce fuori dal coro, che porta nel dibattito pubblico locale una lettura politica della memoria, non sempre condivisa ma certamente capace di accendere il confronto su come la storia vada letta e attualizzata.


    Anagni: “Il Muro – Oltre i confini, verso il futuro”, uno spettacolo che unisce memoria e continuità educativa

    L’Istituto Comprensivo Primo protagonista con un evento emozionante e partecipato

    Una palestra gremita, volti attenti, emozione palpabile: si è svolto oggi, in due delle sedi dell’Istituto Comprensivo Primo di Anagni (sede Centrale e Osteria della Fontana), l’evento “Il Muro – Oltre i confini, verso il futuro”, promosso in occasione della Giornata della Memoria e inserito nel più ampio Progetto Continuità dell’istituto diretto dal prof. Marco Saccucci.

    Lo spettacolo si è aperto in modo particolarmente intenso e suggestivo: il coro degli alunni ha intonato “La canzone del bambino nel vento (Auschwitz)” di Francesco Guccini, creando sin dalle prime note un clima di raccoglimento e riflessione. Un inizio carico di significato, che ha invitato il pubblico a fermarsi, ascoltare e ricordare.

    Protagonisti dell’iniziativa sono stati gli alunni delle classi quinte della scuola primaria e delle classi prime della scuola secondaria di primo grado, che hanno portato in scena uno spettacolo ispirato all’albo illustrato “Il Muro”. Un testo che i ragazzi avevano letto e approfondito nei giorni precedenti, cogliendone il significato simbolico e profondo: il muro come metafora delle divisioni, dei confini, delle paure e dei pregiudizi che possono separare gli esseri umani, ma anche come invito a riconoscerli prima che vengano costruiti.

    Attraverso parole, movimenti, immagini e musica, gli alunni hanno dato voce a una riflessione matura e consapevole sul valore della memoria come strumento di educazione civile, capace di costruire ponti tra passato e presente e di orientare le scelte future.

    Numerosa e partecipe la presenza dei genitori, in particolare quelli degli alunni delle classi quinte, che hanno potuto vivere l’evento anche come un’occasione privilegiata per conoscere più da vicino la scuola secondaria di primo grado: una sorta di open day in itinere, inserito in un contesto autentico di vita scolastica, che ha permesso di osservare ambienti, modalità di lavoro e clima educativo.

    Lo spettacolo si è concluso con un momento di grande intensità emotiva: la canzone “Smile” dalla colonna sonora del film “La vita è bella” di Nicola Piovani, interpretata nella sede Centrale dalla professoressa Frida Colapietro, dal professor Luigi Mastracci e dal professor Daniele Liburdi, e nella sede di Osteria della Fontana dalla professoressa Giulia Leonardo e dalla professoressa Miriam Borelli. Un finale che ha lasciato spazio alla speranza, alla bellezza e alla possibilità di guardare al futuro con consapevolezza e fiducia.

    L’entusiasmo commosso dei ragazzi, visibile nei loro sguardi e nei lunghi applausi finali, ha confermato ancora una volta quanto iniziative come questa rappresentino un valore aggiunto per la crescita personale e collettiva degli studenti. Un evento che ha saputo unire memoria, educazione e continuità, ribadendo il ruolo centrale della scuola nella formazione di cittadini critici, responsabili e capaci di vivere con gli altri.


    Piglio e alta valle del Sacco: la Memoria declina in ogni ordine scolastico

    All’IC “Ottaviano Bottini” un mosaico di attività da Piglio a Serrone, da Trevi a Filettino

    la dott.ssa Sabrina Morrea

    Un impegno didattico capillare, articolato su tutti gli ordini scolastici e su cinque plessi distribuiti tra montagna e valle: è quello messo in campo oggi dall’Istituto Comprensivo “Ottaviano Bottini” di Piglio, diretto dalla dott.ssa Sabrina Morrea, che ha coordinato una serie di iniziative pensate per rispettare le specificità di ogni fascia d’età, dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di primo grado.

    Scuola dell’Infanzia: primi passi verso l’accoglienza e il valore della diversità

    Nei plessi dell’infanzia di Serrone, Piglio, Romagnano e Trevi nel Lazio, i più piccoli sono stati accompagnati in un percorso di scoperta del valore della diversità e dell’accoglienza attraverso storie animate e laboratori. A Serrone è stato letto e animato “Tino e il dono della Diversità”, seguito da un laboratorio grafico-pittorico. Nei plessi di Piglio, Romagnano e Trevi nel Lazio, invece, è stato proposto il video-lettura del libro “Vietato agli elefanti”, seguito da una conversazione guidata sul tema dell’emarginazione e da attività laboratoriali.

    Scuola Primaria di Piglio: dall’orsacchiotto Otto alle farfalle gialle, fino al coraggio di Gino Bartali

    Alla scuola primaria di Piglio, ogni classe ha affrontato la Giornata della Memoria con percorsi differenziati ma tutti intensi e coinvolgenti. La classe prima A ha lavorato sull’albo “Otto. Autobiografia di un orsacchiotto”, realizzando il personaggio e stelline della memoria. La seconda A ha visto il video “Le farfalle con la stella gialla” e ha riflettuto su diritto e diversità.

    Le classi terza A e quarta B hanno letto “Gino Bartali… un campione fra i Giusti”, approfondendo la figura dei Giusti tra le Nazioni e realizzando un manufatto commemorativo. Le classi quarte hanno anche letto brani dal “Diario di Anna Frank”, ascoltato testimonianze di sopravvissuti e riflettuto su parole chiave come rispetto, uguaglianza, discriminazione e indifferenza, accompagnati da canzoni-simbolo.

    La classe quinta A ha svolto un’attività laboratoriale in lingua inglese con il cartellone “Never Again – We Choose Kindness”, ha visto il monologo di Edoardo Leo su Bergen-Belsen, ascoltato la canzone “Esseri umani” di Marco Mengoni e lavorato sulla poesia “La farfalla della memoria” con comprensione, memorizzazione e drammatizzazione. La quinta B ha invece approfondito il libro “Quando Hitler rubò il coniglio rosa”, riflettendo su esilio, identità, antisemitismo e nazismo, con rappresentazioni grafiche degli aspetti più significativi.

    Scuola Primaria di Trevi nel Lazio: dalla pace al coraggio di Andra e Tati

    Anche a Trevi nel Lazio, le attività sono state calibrate per età. La classe prima A ha visto una breve storia animata sul valore dell’amicizia e della pace, con discussione guidata. La seconda A ha lavorato sulle parole pace, rispetto, amicizia, uguaglianza. La terza A ha affrontato una conversazione guidata sul significato della ricorrenza, seguita dalla realizzazione di un disegno. Le classi quarta A e quinta A hanno invece visto “La Stella di Andra e Tati”, primo cartone europeo sull’Olocausto, con riflessioni e attività connesse.

    Scuola Primaria di Filettino: video-letture e testimonianze per tutte le età

    Nel plesso di Filettino, ogni classe ha seguito percorsi di video-lettura adeguati all’età: “Le farfalle con le stelle gialle” per le classi prima e seconda, “Otto” di Annagrazia Sarro per la terza, “La storia di Anna Frank” raccontata da Lia Levi per le classi quarta e quinta. Tutti gli alunni hanno poi assistito alla testimonianza di Sami Modiano, sopravvissuto alla Shoah, seguita da letture a tema, discussioni guidate e lavori grafico-pittorici e creativi.

    Scuola Secondaria di Primo Grado di Trevi nel Lazio: film, graphic novel e riflessione internazionale

    Alla scuola secondaria di Trevi nel Lazio, le classi 1A e 2A hanno visto il film “Il viaggio di Fanny”, letto e analizzato la graphic novel “Maus” di Art Spiegelman, riflettuto su brani tratti dal libro “Fino a quando la mia stella brillerà” di Liliana Segre e svolto un’attività laboratoriale di inglese intitolata “Light the darkness national moment”.

    La classe 3A ha invece visto il film “Storia di una ladra di libri”, letto e riflettuto su brani tratti dal libro “La B capovolta” di Sofia Schito e approfondito contenuti sulla piattaforma Holocaust Memorial Day Trust.

    Scuola Secondaria di Primo Grado di Serrone: voci, immagini e la scatola della memoria

    A Serrone, la classe prima A ha realizzato un elaborato interdisciplinare di Italiano e Arte e Immagine dal titolo “Voci e immagini per non dimenticare”, con analisi riflessiva e interpretazione artistica a seguito della visione di un filmato sulla Shoah. In francese, è stata proposta un’intervista a Francine Christophe.

    Le classi seconde e terze hanno lavorato su letture tratte dal “Diario di Anna Frank” e da “Fino a quando la mia stella brillerà”, con riflessioni e scrittura creativa in cooperative learning. Gli studenti hanno scritto un messaggio di memoria e speranza, inserito in una scatola di carta che è stata raccolta nella “scatola della memoria della scuola”, destinata a rimanere come documento di riflessione per le classi future.

    In musica, è stato affrontato il tema della musica nei campi di concentramento, dal violino dei lager raccontato da Alessandra Romano all’analisi ed esecuzione del brano “Shalom Chaverim”.

    Scuola Secondaria di Primo Grado di Piglio: da Primo Levi alla città che sussurrò

    Nel plesso di Piglio, le classi 1A e 1B hanno letto il testo “Shemà”, poesia di Primo Levi che introduce “Se questo è un uomo”, con esercizi di analisi e comprensione del testo. Le classi 2A e 2B hanno partecipato a un laboratorio di lettura a partire dall’albo “La città che sussurrò” di Jennifer Elvgren e Fabio Santomauro. La classe 3A ha realizzato l’elaborato “Voci e immagini per non dimenticare”, interdisciplinare tra Italiano, Arte e Immagine, con riflessione critica e rielaborazione grafico-espressiva delle emozioni e dei simboli della memoria.


    Un territorio che non dimentica

    Il 27 gennaio 2026 ha confermato quanto il tessuto civile, istituzionale e scolastico del Lazio e della provincia di Frosinone sappia ancora rispondere con forza e consapevolezza all’appello della memoria. Da Roma Capitale fino ai piccoli plessi montani dell’alta Ciociaria, la Giornata della Memoria è stata vissuta come momento di riflessione collettiva, di educazione alla cittadinanza e di costruzione attiva del futuro.

    In un tempo in cui l’indifferenza e la superficialità rischiano di erodere la consapevolezza storica, iniziative come quelle di oggi rappresentano un presidio culturale fondamentale. Perché la memoria, come ha ricordato l’assessore Smeriglio, non è solo testimonianza: è responsabilità. E responsabilità significa vigilanza, impegno quotidiano, capacità di riconoscere i segni del male prima che sia troppo tardi.

    Le parole, le canzoni, i video, i disegni e le riflessioni di migliaia di studenti sono oggi semi gettati in un terreno che si spera fertile. Semi che, se curati con cura e dedizione, potranno germogliare in una società più giusta, più consapevole e più umana.

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