Nella mattinata di ieri, a San Giovanni Incarico, i militari della Compagnia Carabinieri di Pontecorvo, insieme al Nucleo Investigativo di Frosinone e al personale della Sezione Operativa Sicurezza Cibernetica e della D.I.G.O.S. della Questura di Frosinone, hanno dato esecuzione a una misura cautelare degli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico nei confronti di un 50enne residente nel comune. La misura è stata emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Messina nell’ambito di un’indagine su reiterate condotte riconducibili a atti persecutori nei confronti di magistrati in servizio al Tribunale di Catania.
L’operazione ha visto la collaborazione di militari delle S.O.S. del 10° Reggimento Carabinieri “Campania” e del 14° Battaglione Carabinieri “Calabria”, con la Sezione Operativa Sicurezza Cibernetica di Frosinone incaricata dell’esecuzione. Contestualmente, è stato eseguito un decreto di perquisizione domiciliare e informatica, emesso dalla Procura della Repubblica di Cassino, finalizzato al sequestro di dispositivi e materiale informatico ritenuto utile alle indagini.
Le attività investigative traggono origine da episodi precedenti, per i quali il soggetto era già stato deferito in stato di libertà dai militari della Stazione Carabinieri locale. L’uomo, noto per denunce ritenute strumentali nei confronti di magistrati e appartenenti alle Forze di polizia e per la diffusione di notizie riservate attraverso vari canali mediatici, era già al centro di accertamenti precedenti.
In particolare, il 16 gennaio 2026, il soggetto aveva impedito l’esecuzione di una visita domiciliare disposta dal Giudice del Tribunale di Catania, incaricando l’ASL di Frosinone di verificare le condizioni di salute dichiarate a giustificazione dell’impedimento a comparire in udienza. L’uomo aveva allontanato il personale sanitario e i militari operanti, registrando audio e video all’interno dell’abitazione. Successivamente, il soggetto aveva pubblicato contenuti su YouTube contenenti espressioni offensive e minacciose rivolte al Comandante e al personale della Stazione Carabinieri, al Giudice del Tribunale di Catania, a militari dell’Arma e al Presidente della Repubblica, divulgando anche registrazioni effettuate all’interno della caserma.
Al termine dell’operazione odierna, il 50enne è stato deferito in stato di libertà per resistenza, lesioni e oltraggio a pubblico ufficiale, mentre proseguono le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Cassino, volte a chiarire l’intera portata delle condotte contestate.




