Martedì 10 marzo, nell’aula dell’ITIS Don Giuseppe Morosini di Ferentino, l’aria era diversa dal solito. Niente lezione frontale, niente interrogazioni. Al loro posto, voci, storie e domande: quelle di alcune professioniste che hanno scelto di sedersi accanto ai ragazzi per parlare di un tema che, nonostante i progressi degli ultimi decenni, continua a dividere e a far discutere. È andata in scena così l’iniziativa “Sempre un passo avanti, voci di donne che abbattono i pregiudizi”, una tavola rotonda pensata per aprire un confronto autentico e diretto con le giovani generazioni sul ruolo della donna nella società contemporanea.
Diverse decine di studenti e studentesse hanno partecipato all’incontro con un entusiasmo che, a quanto riferito dalle organizzatrici, ha sorpreso piacevolmente. Segno che certi argomenti, quando vengono affrontati con linguaggio diretto e senza filtri, sanno toccare corde profonde anche tra i banchi di scuola. Le relatrici — ciascuna con il proprio bagaglio professionale e umano — hanno affrontato tematiche legate alla figura femminile, agli stereotipi di genere e ai pregiudizi ancora radicati nel tessuto sociale, offrendo agli studenti spunti di riflessione concreti e stimolanti.
Al centro del dibattito, la consapevolezza che stereotipi e pregiudizi non svaniscono da soli, nemmeno quando le scuole — come nel caso dell’ITIS di Ferentino — investono con impegno in progetti di cittadinanza attiva e sensibilizzazione. La strada verso una cultura della parità di genere e delle pari opportunità è ancora lunga, ma passa necessariamente da qui: da un dialogo che prenda forma ogni giorno, non solo nelle ricorrenze del calendario.
Claudia Angelisanti, relatrice e tra le organizzatrici dell’evento, ha voluto rivolgere un ringraziamento speciale all’istituto ospitante. «Ci teniamo a ringraziare nuovamente l’ITIS Don Giuseppe Morosini che ogni volta ci accoglie in maniera calorosa e sentita», ha dichiarato, sottolineando come la scuola abbia dimostrato «attenzione e sensibilità nei confronti di numerose tematiche». Per Angelisanti, continuare a lavorare con i giovani non è un’opzione ma una necessità: «Riteniamo imprescindibile continuare a sensibilizzare le giovani generazioni sul ruolo delle donne nella società, attraverso una cultura della parità e delle pari opportunità, contro ogni forma di violenza, partendo da un valore non negoziabile: il rispetto, valore fondante di una società più equilibrata e ragguardevole».
Un messaggio che suona come un invito — rivolto a istituzioni, famiglie e comunità — a non delegare soltanto alle giornate simboliche il compito di tenere viva questa conversazione. Perché il cambiamento, se deve essere reale, non può aspettare una data sul calendario. Deve partire ogni mattina, dai banchi di scuola.




