Undici arresti, scenari da film e nascondigli degni di un manuale della creatività criminale. È il bilancio degli ultimi interventi della Polizia di Stato contro lo spaccio di sostanze stupefacenti nella Capitale, operazioni che hanno portato alla luce un sistema di distribuzione della droga organizzato con una logistica sorprendente: serre indoor allestite in appartamenti, depositi ricavati nelle scatole elettriche, consegne a domicilio su auto a noleggio e persino un “ovetto sorpresa” nascosto in un reggiseno. Un giro ben oliato, smontato pezzo per pezzo grazie al lavoro delle forze dell’ordine e — in più di un caso — alle segnalazioni anonime dei cittadini attraverso l’applicazione YouPol.
La serra in casa: marijuana coltivata al secondo piano
Il primo colpo è scattato in zona Castelluccia, dove gli agenti delle Volanti e del XIV Distretto Primavalle sono intervenuti a seguito della segnalazione di un residente. Ad attenderli, un trentacinquenne italiano che alla vista della polizia ha tentato di barricarsi in casa. L’irruzione nell’appartamento ha svelato una vera e propria “greenhouse” artigianale al secondo piano: una serra indoor per la coltivazione di marijuana, allestita con tanto di sistemi di ventilazione e irrigazione. Sequestrato 1 chilogrammo di marijuana e materiale per il confezionamento delle dosi. Per il gestore della coltivazione è scattato l’arresto immediato.
La “dispensa della nonna” e il circuito del drug delivery
Più ingegnosa ancora la scoperta degli agenti del Commissariato di P.S. Romanina, risaliti a una vera e propria filiera del drug delivery organizzata attorno a un circuito di spaccio a bordo di auto a noleggio. A fare da deposito, all’insaputa di un’anziana, era la dispensa di casa sua: un pusher di Cinecittà aveva ricavato il suo magazzino segreto all’interno della scatola di derivazione dell’impianto elettrico, un nascondiglio invisibile a occhi non allenati, da cui attingeva per rifornire il suo giro di clienti locali.
L'”ovetto sorpresa” e le consegne porta a porta
La modalità delivery ha segnato anche altri arresti. Una quarantacinquenne romana è stata fermata dagli agenti del Commissariato di P.S. Porta Maggiore nel pieno delle sue consegne a domicilio, alla guida di un’auto. Il nascondiglio scelto dalla donna aveva qualcosa di grottesco: un “ovetto sorpresa” occultato nel reggiseno, contenente oltre 32 grammi di cocaina suddivisi in 40 dosi. L’arresto è scattato per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.
Analogo epilogo per un altro “driver” intercettato in zona Tor Carbone da una pattuglia del locale Distretto, sorpreso a bordo della sua auto durante le consegne: sequestrate 14 dosi di cocaina e denaro contante ritenuto provento dell’attività illecita. Sempre il Commissariato di P.S. Romanina ha messo le manette a una coppia — nella vita e nel “lavoro” — sorpresa a Ciampino a bordo di un’auto a noleggio con dosi di crack e cocaina pronte per la vendita al dettaglio.
YouPol in azione: segnalazione anonima ferma il pusher di Fidene
In zona Fidene, è stata determinante una segnalazione anonima ricevuta tramite l’applicazione YouPol, che ha permesso agli agenti di intercettare un pusher che completava le sue consegne direttamente dall’uscio di casa, in un sistema di take away della droga collaudato e discreto. L’ennesima dimostrazione di come la collaborazione dei cittadini stia diventando uno strumento sempre più efficace nel contrasto allo spaccio urbano.
Il bilancio finale: altri quattro arresti nei quartieri della Capitale
A chiudere il quadro degli interventi, quattro ulteriori arresti in flagranza effettuati nei quartieri Latino, San Paolo e Porta Maggiore, a conferma di una pressione costante e capillare sul territorio da parte della Polizia di Stato. Tutti gli undici arresti sono stati convalidati dall’Autorità Giudiziaria.




