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    Home » Roma e provincia blindate: arresti, sequestri e locali chiusi in un fine settimana di controlli straordinari
    Roma e Provincia

    Roma e provincia blindate: arresti, sequestri e locali chiusi in un fine settimana di controlli straordinari

    Carabinieri e Polizia di Stato in campo tra Esquilino, San Lorenzo, Vaticano, Santa Palomba, Grottarossa e Velletri: sette arresti, denunce, droga sequestrata e un night club abusivo sgominato
    16 Marzo 20268 Mins Read
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    Un fine settimana di fuoco per le forze dell’ordine della Capitale e della sua provincia. Tra blitz antidroga, ladri di turisti fermati con la punta del trapano in tasca, un rapinatore tradito dal braccio ingessato e un night club abusivo smascherato dietro la facciata di un circolo culturale, il bilancio complessivo delle operazioni condotte da Carabinieri e Polizia di Stato restituisce l’immagine di un territorio presidiato con determinazione, dove la risposta dello Stato alla microcriminalità diffusa non conosce pause.

    Esquilino e San Lorenzo: maxi-operazione con quattro arresti

    Il cuore pulsante dell’intervento capitolino ha battuto nei quartieri Esquilino e San Lorenzo, dove i Carabinieri della Compagnia Roma Piazza Dante hanno dato esecuzione a un servizio straordinario di controllo del territorio su direttiva del Prefetto di Roma, dott. Lamberto Giannini, nell’ambito del Comitato Provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. L’obiettivo era triplice: contrastare la microcriminalità, colpire lo spaccio di sostanze stupefacenti e restituire decoro urbano a strade che da troppo tempo mostravano i segni del degrado.

    Le operazioni si sono concentrate tra via di Porta San Lorenzo, via di Porta Tiburtina, via dei Ramni e largo degli Osci. Il bilancio parla chiaro: quattro persone arrestate in flagranza e tre denunciate in stato di libertà, 149 persone identificate e 39 veicoli controllati.

    Tra i fermati, due cittadini romeni — un uomo di 25 anni e una donna di 32, entrambi senza fissa dimora e con precedenti — sorpresi a sottrarre con destrezza smartphone e portafoglio dallo zaino di un’anziana di 85 anni. Un colpo rapido e silenzioso, del tipo che non fa rumore ma lascia un segno profondo in chi lo subisce. La refurtiva è stata recuperata integralmente e riconsegnata alla vittima. In manette sono finiti anche un cittadino gambiano di 35 anni e un cittadino turco di 18, bloccati mentre cedevano dosi di cocaina e hashish ad acquirenti poi identificati e segnalati alla Prefettura. Le perquisizioni successive hanno portato al sequestro di circa 10 grammi di cocaina, 6 grammi di crack e diverse dosi di hashish, oltre a somme di denaro ritenute provento dell’attività illecita.

    Sul fronte delle denunce a piede libero, i militari hanno segnalato un dipendente di una società di parcheggio trovato alla guida dell’auto di una cliente affidatagli in custodia, un cittadino maliano in possesso di uno smartphone di sospetta provenienza furtiva e un giovane tunisino per detenzione di hashish ai fini di spaccio. A completare il quadro, tre Daspo Urbani notificati a soggetti che impedivano la libera fruibilità delle aree pubbliche tra via Tiburtina e piazzale Tiburtino. E grazie all’intervento congiunto con il personale dell’AMA, sono stati rimossi circa 180 chilogrammi di rifiuti ammassati in giacigli di fortuna lungo diverse vie del quartiere San Lorenzo.

    Il “rapinatore ingessato” di Ponte Sisto

    A volte sono i dettagli più impensabili a fare la differenza tra la libertà e una cella. Lo sa bene un giovane tunisino di 22 anni, la cui carriera criminale nel centro di Roma è stata interrotta grazie a un vistoso gesso al braccio destro che non è passato inosservato alle telecamere di videosorveglianza.

    Già arrestato lo scorso gennaio dagli agenti del I Distretto Trevi-Campo Marzio della Polizia di Stato — sorpreso con arnesi da scasso e una ventina di dosi di hashish mentre tentava di svaligiare un veicolo in sosta — il giovane era stato rimesso in libertà con l’obbligo di firma. Un vincolo che avrebbe tranquillamente ignorato. Nella notte del 15 febbraio, agendo in coppia con un complice, avrebbe aggredito uno studente universitario statunitense in Corso Vittorio Emanuele II, strappandogli dal collo una collanina d’oro. Le indagini della Polizia di Stato, partite immediatamente dopo la rapina, si sono concentrate sui filmati delle telecamere, che hanno immortalato quel dettaglio inequivocabile: il gesso al braccio. La vittima, in sede di ricognizione fotografica, lo ha riconosciuto senza esitazioni. Il Giudice per le Indagini Preliminari ha disposto la sostituzione dell’obbligo di firma con la custodia cautelare in carcere. Il giovane è ora ristretto presso la casa circondariale di Rebibbia.

    Punte di trapano in zona Vaticano

    Giravano tra le auto parcheggiate nei pressi dei Musei Vaticani con la stessa disinvoltura dei turisti, ma con ben altri intenti in tasca: una punta da trapano da 12 centimetri, strumento di lavoro di tre complici specializzati nello svaligiare i veicoli in sosta. Gli agenti del Commissariato di P.S. Borgo hanno interrotto il “turno” dei tre sul più bello, bloccando l’utilitaria — motore acceso, pronta alla fuga — con una pattuglia posizionata strategicamente.

    La perquisizione ha restituito un bottino eloquente: profumi, occhiali griffati, orologi di lusso e banconote in valuta straniera, oltre alla punta di trapano. Tutta la refurtiva è stata sequestrata in attesa di identificarne i legittimi proprietari. Per i tre è scattato l’arresto per tentato furto aggravato in concorso, con convalida ottenuta dalla Procura della Repubblica.

    Il “fortino” di Santa Palomba e la borsa dalla finestra

    C’è qualcosa di cinematografico nell’operazione condotta dagli investigatori del IX Distretto Esposizione a Santa Palomba, nella periferia sud-occidentale di Roma. Le palazzine di edilizia popolare della zona — soprannominate “il fortino” per la loro conformazione che garantisce visuale sull’esterno — ospitavano, secondo i sospetti degli agenti, una “custode” della droga destinata poi allo spaccio al dettaglio.

    Prima di agire, i poliziotti hanno circondato discretamente l’edificio, chiudendo ogni via di fuga. Poi hanno bussato. La risposta è arrivata in pochi secondi: dalla finestra dell’appartamento è volata giù una grossa borsa termica. Convinta di essersi liberata delle prove, la donna ha aperto la porta con tutta la tranquillità del mondo. Ma la borsa era già nelle mani degli agenti, che vi hanno trovato una piccola cassaforte contenente circa 30 grammi di cocaina con un grado di purezza dell’78% — quantitativo sufficiente a ricavare circa 150 dosi — oltre all’intero kit per il confezionamento. Una trentacinquenne di origine peruviana è finita in manette per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. L’arresto è stato convalidato nelle aule di Piazzale Clodio.

    Grottarossa: night club abusivo dietro la facciata del circolo culturale

    Non tutte le associazioni culturali fanno cultura. A Grottarossa, nella periferia nord di Roma, la Polizia di Stato ha sequestrato un night club abusivo che si celava dietro l’insegna di un fantomatico circolo riservato ai soci. Peccato che le serate venissero pubblicizzate apertamente sui social network, con inviti e locandine che circolavano senza alcuna riservatezza, attirando chiunque avesse voglia di una serata di intrattenimento notturno, soci o meno.

    Gli agenti della Divisione Amministrativa della Questura di Roma hanno smontato la finzione pezzo per pezzo: privé allestiti ad hoc, dieci ragazze immagine ingaggiate per “fare da copertina” alle serate, persino un vademecum affisso negli spogliatoi con le linee guida da rispettare per non vedersi decurtare il compenso della serata. Ma al di là dell’abusività dell’attività, ciò che ha allarmato maggiormente gli investigatori è stato lo stato strutturale del locale: fili elettrici scoperti, prese domestiche prive di placche di copertura, rivestimenti di soffitti e pavimenti privi di certificazione ignifuga e — dettaglio che fa rabbrividire — l’unica porta di emergenza di fatto ostruita da un tendaggio. Senza dimenticare le condizioni igienico-sanitarie precarie, con pareti ammalorate in diverse aree del locale. La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma ha chiesto e ottenuto dal Giudice per le Indagini Preliminari la convalida del sequestro preventivo.

    Velletri: movida, spaccio e un ristorante sospeso

    Il raggio delle operazioni si è esteso anche oltre il Grande Raccordo Anulare. A Velletri, i Carabinieri della Compagnia hanno condotto un servizio straordinario nel fine settimana, puntando sulla gestione della movida, la sicurezza stradale e la regolarità delle attività commerciali. Il bilancio conta diverse denunce in stato di libertà: due giovani di 18 e 20 anni trovati in possesso di 7 grammi di cocaina e 60 grammi di hashish, tre uomini stranieri denunciati per rissa, altri tre fermati alla guida in stato di ebbrezza con tasso alcolemico oltre i limiti di legge e un uomo di 34 anni sorpreso con un’arma bianca senza giustificato motivo.

    Ma il colpo più duro lo ha incassato un esercizio commerciale del territorio veliterno, ispezionato congiuntamente dai Carabinieri, dal personale del NAS di Roma e del Dipartimento di prevenzione dell’ASL RM6: gravi carenze igienico-sanitarie, assenza del manuale H.A.C.C.P., mancato deposito del Documento di Valutazione dei Rischi e la presenza di un lavoratore irregolare. Il locale è stato sospeso e sono state comminate sanzioni amministrative per oltre 12.000 euro. Complessivamente, il servizio ha portato al controllo di 126 persone, all’elevazione di 10 sanzioni per violazioni al Codice della Strada, al ritiro di 4 patenti e al fermo amministrativo di un veicolo.

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