La rivoluzione del porta a porta tra luci e ombre
Il passaggio definitivo al sistema di raccolta differenziata porta a porta nel cuore pulsante di Ferentino doveva segnare una svolta verso la modernità e il decoro urbano. Invece, proprio mentre i vecchi cassonetti stradali spariscono per lasciare spazio a un servizio gestito dalla ditta Lavorgna S.r.l., scoppia la polemica politica e sociale. Al centro del contendere non è la bontà del riciclo, quanto le modalità logistiche scelte dall’amministrazione guidata dal Sindaco Piergianni Fiorletta per la distribuzione dei kit necessari a famiglie e commercianti. Il passaggio alla nuova era green, iniziato ufficialmente lo scorso 16 marzo 2026, si è portato dietro una decisione che sta facendo discutere: la chiusura dell’Ecosportello di Villa Gasbarra.
Il grido d’allarme dai vicoli del centro storico
A farsi portavoce del malcontento strisciante tra i vicoli e le piazze del borgo è il Consigliere Comunale e capogruppo della Lista Musa Sindaco, l’avvocato Alfonso Musa. Con una interrogazione con risposta scritta inviata al primo cittadino e all’Amministrazione Comunale, il legale ha evidenziato come l’invito rivolto ai cittadini di recarsi presso il Centro di Raccolta Comunale di Via Bagnatore per il ritiro dei mastelli stia creando disagi insostenibili. La distanza tra il centro storico e l’area di Via Bagnatore, situata quasi ai confini del territorio comunale, rappresenta una barriera architettonica e logistica invalicabile per molti, specialmente per chi non dispone di mezzi propri o per le fasce più anziane della popolazione.
Una scelta che pesa sulla viabilità e sulla sicurezza
Le critiche sollevate da Alfonso Musa non si fermano alla semplice scomodità. Secondo il consigliere di opposizione, obbligare centinaia di utenti a convergere verso un unico punto periferico rischia di generare un prevedibile e incontrollato aumento della mobilità veicolare. Questo scenario potrebbe avere ricadute dirette sulla sicurezza e circolazione stradale, congestionando arterie non abituate a carichi di traffico così intensi. Il timore, espresso chiaramente nell’atto ispettivo, è che una scelta burocratica possa trasformarsi in un incubo quotidiano per i cittadini, alimentando quel senso di sconcerto che sta già rimbalzando prepotentemente sui social network e nelle segnalazioni de visu raccolte negli ultimi giorni.
Le soluzioni sul tavolo: verso i distributori automatici?
L’interrogazione non si limita però alla sola protesta, ma lancia una sfida propositiva alla giunta di Piergianni Fiorletta. Prendendo spunto da realtà cittadine limitrofe, l’avvocato Alfonso Musa chiede chiarimenti urgenti sulle motivazioni che hanno portato alla chiusura del punto di Villa Gasbarra e suggerisce alternative moderne ed efficienti. Tra le proposte spiccano l’installazione di distributori automatici dei kit all’interno del centro storico, l’attivazione di sportelli dedicati o la stipula di convenzioni con tabaccherie ed edicole del posto. Soluzioni che eviterebbero il “pellegrinaggio” verso la periferia, riportando il servizio vicino alle persone e garantendo una vera razionalizzazione e ottimizzazione del servizio di raccolta differenziata.




