La crudeltà dei truffatori non sembra conoscere confini, arrivando a colpire con freddezza chirurgica anche chi, per età e salute, meriterebbe solo rispetto e protezione. L’ultimo inquietante episodio ha visto come vittima una donna di 98 anni residente a Monte Porzio Catone, una cittadina già scossa in passato da simili raggiri ma che stavolta si trova a commentare un atto di una bassezza rara. L’anziana, che soffre di evidenti problemi motori, è stata raggiunta presso la propria abitazione da due persone che si sono presentate come appartenenti all’Arma dei Carabinieri. Con un tono autoritario ma rassicurante, hanno messo in scena un copione collaudato: la sua autovettura sarebbe stata coinvolta in una grave rapina e occorreva immediatamente del denaro o dei preziosi per sanare la posizione legale dei suoi congiunti.
Lo smarrimento della vittima, unito alla pressione psicologica esercitata dai complici, ha permesso ai malviventi di varcare la soglia di casa. Una volta all’interno, i due hanno agito con rapidità depredando l’abitazione di ogni oggetto di valore. Tra l’oro asportato brilla, per amara simbiosi col dolore della vittima, la fede nuziale del defunto marito. Un oggetto dal valore economico relativo se confrontato con l’immenso peso affettivo che rappresentava per la donna, privata in un istante di quasi un secolo di ricordi e dignità.
L’indagine e il blitz tra Salerno e Pellezzano
Il castello di menzogne costruito dai due indagati ha però iniziato a vacillare non appena i veri militari della Stazione di Monte Porzio Catone hanno raccolto la denuncia. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Velletri, sono state condotte con pazienza certosina dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Frascati. Per mesi, tra settembre 2025 e febbraio 2026, gli investigatori hanno analizzato ore di filmati degli impianti di videosorveglianza e monitorato i varchi autostradali, ricostruendo i movimenti di una coppia che sembrava aver fatto del territorio laziale il proprio terreno di caccia preferito.
I servizi di osservazione e pedinamento hanno confermato che un uomo di 53 anni e una donna di 50 anni, entrambi già noti alle forze dell’ordine e residenti in Campania, gravitavano abitualmente verso la Capitale e i comuni limitrofi per mettere a segno i colpi. La loro attività non era estemporanea ma parte di un sistema di “trasferte del crimine” organizzate con precisione. Grazie alle attività tecniche e alla profonda conoscenza del territorio dei carabinieri locali, è stato possibile chiudere il cerchio attorno ai sospettati, individuati infine a Salerno e Pellezzano.
Misura cautelare per truffa aggravata in concorso
L’ordinanza di applicazione della misura cautelare in carcere, emessa dal GIP su richiesta della magistratura di Velletri, è stata eseguita nelle scorse ore dai Carabinieri della Compagnia di Frascati. I due soggetti sono ora gravemente indiziati di truffa aggravata in concorso. L’operazione rappresenta una risposta ferma delle istituzioni a un fenomeno, quello delle truffe ai danni degli anziani, che continua a colpire le fasce più fragili della popolazione. Resta l’amarezza per un bottino che va oltre l’oro: la violazione della serenità di una donna che, a quasi cento anni, ha dovuto affrontare il volto peggiore della prevaricazione.




