Box auto trasformati in officine clandestine, locali comunali occupati senza titolo e riconvertiti in circoli ricreativi, aree condominiali “privatizzate” con cancellate abusive: nelle ultime ore, il quartiere Corviale, a Roma, è finito al centro di un’operazione congiunta che ha portato alla luce un articolato sistema di illeciti radicato all’interno del cosiddetto “serpentone”, il grande complesso di edilizia popolare residenziale che da decenni caratterizza il paesaggio della periferia sud-ovest della Capitale.
L’intervento è stato condotto dagli agenti della Polizia di Stato e del XI Gruppo Marconi della Polizia Locale di Roma Capitale, sotto il coordinamento del Dirigente del XI Distretto San Paolo, con il supporto del personale dell’ATER — l’azienda regionale che gestisce il patrimonio di edilizia pubblica nel Lazio. Il risultato è una serie di sequestri, abbattimenti di manufatti realizzati senza alcuna autorizzazione e almeno una denuncia penale.
Il primo fronte dell’operazione si è aperto in Largo Pio Fedi, dove quattro box condominiali erano stati trasformati in una vera e propria officina meccanica abusiva, specializzata nella riparazione di veicoli. All’interno dei locali, gli agenti hanno trovato numerosi pezzi di ricambio e, soprattutto, rifiuti speciali smaltiti in modo illecito, in palese violazione della normativa ambientale vigente. Per il responsabile, un uomo la cui identità è al vaglio degli inquirenti, sono scattate le denunce per occupazione abusiva, abusi edilizi e gestione non autorizzata di rifiuti.
A pochi metri di distanza, all’interno dello stesso complesso, gli operatori hanno scoperto un circolo privato allestito in un locale di proprietà comunale, occupato senza alcun titolo giuridico. Non si trattava di un semplice ripostiglio di fortuna: il locale era stato attrezzato con sala giochi, biliardi e un angolo dedicato alla somministrazione di alimenti e bevande, il tutto senza la benché minima autorizzazione amministrativa o sanitaria.
Il quadro emerso durante i controlli si è rivelato ancora più articolato. Gli agenti si sono imbattuti in un intricato reticolo di cancellate abusive, installate nel tempo per sottrarre spazi comuni alla fruizione collettiva e trasformarli di fatto in aree private. Analoga sorte era toccata ad alcuni posti auto, riconvertiti in depositi e delimitati anch’essi da strutture non autorizzate. A completare il quadro degli illeciti, in due appartamenti di edilizia popolare è stato accertato un prelievo abusivo di energia elettrica dalla rete condominiale.
Al termine delle verifiche, tutte le strutture abusive sono state rimosse e le aree sottoposte a sequestro preventivo, già convalidato dall’Autorità Giudiziaria. Le indagini proseguono per identificare tutti i presunti responsabili degli illeciti ancora non accertati.




