A distanza di dieci anni dalla sua scomparsa, Anagni si ferma a ricordare Nello Proia, lo storico e scrittore che più di ogni altro ha saputo farsi custode dell’anima profonda della città. Un uomo d’altri tempi, riservato e laborioso, che tra carte d’archivio, tradizioni popolari e testimonianze dimenticate ha trascorso una vita intera al servizio della memoria collettiva.

Il prossimo 27 marzo, alle ore 17:00, Palazzo Bacchetti ospiterà un incontro pubblico promosso dal Comune di Anagni per tributare omaggio a una figura che ha lasciato un segno indelebile nella cultura locale. L’evento è aperto a tutta la cittadinanza: un invito a raccogliersi insieme, a ricordare e, soprattutto, a non disperdere quanto Proia ha saputo costruire con rigore, passione e umiltà.
Nello Proia non era il tipo da riflettori. La sua cattedra era la biblioteca, il suo palcoscenico erano le pagine dense di ricerche accurate sulle radici storiche di Anagni e del territorio della provincia di Frosinone. Attraverso le sue opere e i suoi studi, ha restituito alla comunità frammenti di identità che il tempo rischiava di inghiottire, trasformando la storia locale da materia polverosa in patrimonio vivo e condiviso.
Il suo lascito non si misura soltanto nel numero di volumi pubblicati o di ricerche condotte, ma nella capacità rara di parlare alla gente comune con la stessa autorevolezza con cui si rivolgeva agli studiosi. Proia sapeva che la storia di una città non appartiene agli specialisti: appartiene ai suoi abitanti, a chi la vive e la respira ogni giorno. Ed è proprio questo spirito che l’iniziativa del Comune intende onorare venerdì pomeriggio.
A dieci anni dalla sua morte, avvenuta nel 2016, il rischio più grande sarebbe quello dell’oblio. Ma Anagni, almeno in questa occasione, sceglie la strada opposta: quella del ricordo attivo, della gratitudine concreta verso chi ha dedicato il proprio tempo — e il proprio talento — non a sé stesso, ma alla città intera. Un esempio, oggi più che mai, di come la cultura possa essere forma autentica di amore civile.
L’appuntamento di Palazzo Bacchetti è dunque molto più di una commemorazione. È un atto di cura verso la propria storia, un modo per dire alle generazioni più giovani che figure come Nello Proia non vanno archiviate tra i ricordi, ma tenute vive come bussole per orientarsi nel presente.




