Si alza il livello di attenzione sul futuro del servizio CUP della ASL di Frosinone, al centro di una nuova presa di posizione unitaria delle organizzazioni sindacali. FP CGIL Frosinone-Latina, CISL FP Frosinone e UIL FPL Frosinone hanno infatti inviato nella giornata di oggi, 27 marzo 2026, una nota ufficiale al Direttore Generale Arturo Cavaliere, chiedendo chiarimenti urgenti su una situazione che rischia di avere ripercussioni dirette sui lavoratori e sulla qualità del servizio.
A firmare il documento sono i segretari Claudio Maggiore, Antonio Cuozzo e Maurizio Palombi, che parlano apertamente di uno stallo nelle trattative con le società subentranti nell’appalto del CUP. Una fase di impasse che, secondo i sindacati, non deriverebbe da reali difficoltà organizzative, bensì da scelte tecniche ritenute non coerenti con gli standard del settore.
Al centro della vertenza c’è il destino di 139 lavoratrici e lavoratori, coinvolti attraverso la clausola sociale, per un totale di 4.605 ore settimanali contrattualizzate. Una forza lavoro che, sottolineano le sigle, rappresenta il fabbisogno reale per garantire il funzionamento del servizio di prenotazione sanitaria.
Le organizzazioni sindacali puntano il dito contro l’intenzione delle società subentranti di applicare un coefficiente di maggiorazione del 10%, giudicato inferiore rispetto alla media del comparto, che si attesta tra il 15 e il 18%. Una scelta che, secondo FP CGIL, CISL FP e UIL FPL, rischia di generare un presunto esubero di personale, con conseguenze concrete sulla stabilità occupazionale.
Una prospettiva che i segretari definiscono senza mezzi termini “inaccettabile”, ribadendo la necessità di garantire la piena continuità occupazionale e reddituale dei lavoratori coinvolti. Il timore è che, dietro parametri tecnici apparentemente neutri, si nasconda una riduzione della forza lavoro non giustificata dalle reali esigenze del servizio.
Nella lettera inviata al vertice della ASL di Frosinone, le tre sigle chiedono risposte puntuali su diversi aspetti: dai criteri di fabbisogno orario al coefficiente da applicare, fino agli eventuali adeguamenti delle risorse e alle tempistiche per l’avvio della nuova gestione del servizio CUP.
Un passaggio ritenuto fondamentale per superare l’attuale fase di incertezza e garantire un avvio regolare del servizio, nel rispetto delle normative vigenti e delle tutele previste per il personale.
Secondo i sindacati, un intervento tempestivo della Direzione Generale è ormai indispensabile per evitare ricadute negative sia sui lavoratori sia sull’efficienza del servizio, che rappresenta un punto nevralgico nell’accesso dei cittadini alle prestazioni sanitarie.
La vicenda resta ora nelle mani della ASL Frosinone, chiamata a fornire risposte in tempi rapidi per scongiurare una crisi che potrebbe estendersi ben oltre il piano occupazionale, incidendo direttamente sull’organizzazione del sistema sanitario nella provincia di Frosinone.




