C’è un filo d’oro che unisce le colline di Velletri, i Monti Lepini, le alture di Carpineto Romano e la valle di Subiaco: è quello dell’olio extravergine di oliva, un patrimonio antico che resiste — e si rinnova — anche nelle annate più difficili. Lo ha dimostrato ancora una volta la settima edizione del concorso oleario “Oro Verde”, che ha celebrato il meglio della produzione olivicola della provincia sud di Roma con una cerimonia di premiazione ospitata nella sala di alta formazione della biblioteca comunale di Colleferro.
Un appuntamento ormai consolidato nel calendario agroalimentare del territorio, organizzato dall’associazione Ferao e dall’associazione CAPOL, che ogni anno riesce a mettere in luce non solo la qualità degli oli prodotti, ma anche la tenacia e la passione degli olivicoltori locali.
Un’annata difficile, ma la qualità non si ferma
Il 2025 non è stato un anno generoso per le olive. Siccità, cambiamenti climatici e la pressione costante della mosca olearia hanno reso il raccolto più scarso rispetto alle stagioni precedenti. Eppure, chi ha scelto di non mollare — di continuare a curare i propri oliveti con dedizione — ha saputo trasformare una difficoltà in un risultato di eccellenza.
“Complimenti a tutti gli olivicoltori che in quest’annata difficile si sono impegnati e sono riusciti a produrre oli di qualità”, ha esordito Luigi Biagi, presidente dell’associazione Ferao. “Agli olivicoltori della provincia sud di Roma va il grande merito di continuare a curare un territorio bellissimo, difendendolo dai rischi di dissesto idrogeologico che potrebbero derivare dall’abbandono degli oliveti.”
Un richiamo importante, quello di Biagi, che va ben oltre la competizione olearia: gli ulivi non sono soltanto fonte di reddito, ma presidi naturali di un paesaggio che rischia di perdere la propria identità se abbandonato al degrado.
La qualità si costruisce prima della raccolta
Sul tema della qualità si è soffermato Luigi Centauri, presidente dell’associazione CAPOL e capo panel della giuria, che ha evidenziato i progressi compiuti dal settore olivicolo locale negli ultimi anni. Al centro del suo intervento, un concetto chiave per chi vuole produrre un extravergine di eccellenza: la raccolta precoce delle olive, pratica ancora poco diffusa ma decisiva per ottenere un olio ricco di polifenoli e dalle caratteristiche organolettiche superiori.
Centauri ha però lanciato anche un segnale d’allarme: “Le mancate produzioni di questi ultimi anni stanno provocando in alcune zone la presenza di oliveti abbandonati e trascurati. Il recupero di queste zone deve diventare una delle priorità, sia per la valorizzazione idrogeologica e paesaggistica del territorio sia per la richiesta in continuo aumento da parte dei consumatori di olio extravergine di oliva di qualità.”
Colleferro al centro della filiera agroalimentare
La scelta di ospitare la premiazione a Colleferro non è casuale. Il Comune ha intrapreso da tempo un percorso di valorizzazione del comparto agricolo locale, come ha ricordato il vicesindaco Giulio Calamita: “Abbiamo ospitato il concorso ‘Oro Verde’ perché riteniamo importante sostenere il lavoro dei tanti olivicoltori della zona. In questi anni abbiamo riqualificato il mercato coperto cittadino e avviato un percorso di promozione dei prodotti locali, anche tramite le attività nelle scuole, piantando ulivi su un terreno comunale.”
Artena punta sui giovani e sul futuro
Particolarmente articolato e ricco di prospettiva l’intervento del vicesindaco di Artena, Livia Latini, che ha tracciato un quadro delle iniziative messe in campo dall’amministrazione per valorizzare la tradizione olivicola del proprio territorio. “Fare un prodotto migliore significa sviluppare un intero territorio”, ha affermato con convinzione.
Latini ha ricordato il corso per assaggiatori di olio organizzato ad Artena in collaborazione con la CAPOL, sottolineando con soddisfazione la partecipazione entusiasta di molti giovani: un segnale incoraggiante per il futuro di una tradizione secolare. Il prossimo passo, ha annunciato, sarà un corso sulla gestione dell’impianto olivicolo, fondamentale per migliorare la resa del raccolto già prima che le olive vengano staccate dall’albero.
Il vicesindaco di Artena ha inoltre ricordato il coinvolgimento del territorio nel GAL dei Monti Lepini e due progetti sulle filiere agroalimentari nelle scuole, che vedono la partecipazione di studenti, ragazzi del servizio civile e anziani del centro locale: una catena generazionale che tiene viva la cultura del buon olio.
I premiati del concorso “Oro Verde” 2025-2026







A conquistare il gradino più alto del podio è stata l’Azienda Agricola Enza Pennacchi di Velletri, che si è aggiudicata il primo premio della settima edizione. Il secondo posto è andato a Maria Giulia Galoni, sempre di Velletri, mentre il terzo è stato assegnato a Gianni Ricci di Carpineto Romano, che ha ottenuto anche il Premio del Consumatore, riconoscimento assegnato per gradimento diretto del pubblico. Al quarto posto Patrizia Antonetti di Velletri, al quinto Arianna Talone di Artena.
La giuria ha inoltre assegnato tre Gran Menzioni territoriali: a Francesco Lanciotti di Subiaco per i Monti Prenestini, a Francesca Galante di Velletri per l’Area Veliterna e a Gina Pecorari di Artena per i Monti Lepini. Una Menzione speciale per il territorio di Artena è andata a Luciano Carocci.
Un palmarès che racconta la ricchezza e la varietà di un territorio olivicolo ancora vivo, capace di esprimere eccellenza anche quando la natura non agevola il lavoro dell’uomo.




